Il piccolo Sam Fahd Abu Haikal, di sette mesi, era in braccio alla madre quando i soldati hanno aperto il fuoco sull’auto della sua famiglia a Hebron, nella Cisgiordania occupata. Il bambino è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, ed è morto poco dopo. Anche i genitori sono rimasti feriti. Haaretz ha intervistato il padre, Fahd Abu Haikal, docente all’università di Betlemme. Ha raccontato che la famiglia stava attraversando Hebron la sera di venerdì 6 giugno insieme al figlio di undici anni e alla nonna del piccolo, quando i soldati hanno fatto segno all’auto di fermarsi. «Ho arrestato completamente l’auto e ho alzato le mani sul volante. Subito dopo, hanno aperto il fuoco contro il veicolo», ha detto.

Secondo Abu Haikal, il soldato che ha sparato si trovava a circa dieci metri di distanza e poteva vedere chiaramente chi fosse a bordo. «Ha visto me, ha visto mia moglie e i bambini. I finestrini non erano oscurati, era pieno giorno ed era tutto chiaro. Non si può dire che non avesse visto che era una famiglia», ha detto. 

Il Guardian ricorda anche un episodio simile avvenuto il 15 marzo a Tamoun, nella valle del Giordano settentrionale, dove truppe israeliane hanno aperto il fuoco contro un’auto, uccidendo una coppia palestinese e due figli di sei e cinque anni. Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, altri due bambini presenti nel veicolo sono rimasti lievemente feriti da schegge.

Le Nazioni Unite hanno riferito il mese scorso che più di mille palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est dall’inizio della guerra, almeno 240 dei quali bambini. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Onu, le persone uccise sono 49.

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