Il magnate russo è accusato di aver favorito attività terroristiche. L’App di messagistica non avrebbe rimosso canali, chat e bot utilizzati dai servizi ucraini e da altre organizzazioni considerate estremiste da Msoca
La Russia ha emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, accusandolo di aver favorito attività terroristiche. Secondo il Servizio federale di sicurezza russo, l’Fsb, la piattaforma non avrebbe rimosso canali, chat e bot utilizzati dai servizi ucraini e da organizzazioni definite terroristiche o estremiste per coordinare sabotaggi, attentati, omicidi e frodi informatiche in territorio russo.
Durov, nato a Leningrado nel 1984 e in possesso anche della cittadinanza francese ed emiratina, si troverebbe attualmente in Francia. L’azienda, per il momento, non ha commentato la notizia.
Il precedente
Il fondatore della piattaforma aveva già avuto problemi giudiziari nell’agosto 2024, quando era stato arrestato all’aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi. La magistratura francese lo aveva poi incriminato nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta mancata collaborazione di Telegram nel contrasto alle attività criminali diffuse attraverso il servizio, tra cui frodi, traffico di droga e materiale pedopornografico. Durov ha sempre respinto le accuse.
Il rapporto tra l’imprenditore e Mosca è teso da anni. Nel 2014 lasciò la Russia dopo aver denunciato pressioni delle autorità su Vkontakte, il social network da lui fondato. Nel 2018 un tribunale russo ordinò il blocco di Telegram dopo il rifiuto dell’azienda di fornire all’Fsb l’accesso ai messaggi cifrati. Il divieto, rimasto in gran parte inefficace, fu revocato nel 2020.
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