Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, è sotto indagine per favoreggiamento della corruzione, peculato e concussione, insieme a nove altre persone e tre enti.  La procura anticorruzione austriaca ha confermato l'inchiesta nei confronti del cancelliere Sebastian Kurz e altre nove persone, con «perquisizioni in abitazioni e altri luoghi, tra cui uffici personali e due ministeri federali». Lo ha riferito Kurier. L'ufficio ha aggiunto che «l'indagine deriva dalla procedura di nomina del board dei direttori dei Casinos Austria Ag, sfociata in ulteriori sospetti».

In particolare, tra 2016 e 2018, il ministero delle Finanze avrebbe utilizzato fondi di bilancio «per finanziare sondaggi esclusivamente a scopi politici, a volte manipolate, da parte di una compagnia di rilevazione nell'interesse di un partito politico e dei suoi alti funzionari», i cui risultati sarebbero stati pubblicati in un «quotidiano austriaco» senza dichiararli pubblicità. «In cambio - prosegue Kurier citando la procura - i funzionari coinvolti avrebbero effettuato pagamenti alla compagnia media», con il sospetto fossero destinate a influenzare la testata.

L’inchiesta

L’autorità anticorruzione di Vienna ha effettuato mercoledì 6 ottobre perquisizioni negli uffici della Cancelleria e del Partito popolare austriaco (Övp).

L’inchiesta riguarda in particolare la pubblicazione di sondaggi sul quotidiano Österreich e la televisione Oe24, che sarebbero stati commissionati per scopi «esclusivamente partitici».

Secondo Die Presse, l’indagine riguarderebbe anche l’ex ministra dei Giovani e della Famiglia, Sophie Karmasin, e i Fellner, editori dell’Österreich. 

Il vice segretario dell’Övp, Gaby Schwarz, ha denunciato le perquisizioni definendole un pretesto per fare «uno show». Schwarz ha affermato che «le accuse sono state fabbricate intorno a eventi che risalgono a cinque anni fa».

Kurtz è attualmente al suo secondo mandato come cancelliere e governa in coalizione con i Verdi. Il suo precedente governo, al fianco del partito di estrema destra Fpö, è caduto nel 2019 a causa del cosiddetto “Ibiza gate”, un altro caso di corruzione. In quell’inchiesta, Kurz è indagato per false dichiarazioni. 

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