Pripyat, la città fantasma a pochi chilometri dalla centrale nucleare del maggiore disastro radioattivo della storia, è oggi un paesaggio sospeso tra una rovina dietro l’altra: la vegetazione che inghiottisce gli edifici, territori ancora contaminati sono stati progressivamente riconquistati dalla natura. Dall’inizio della guerra l’area è nel mirino dei droni russi
Intere foreste hanno inghiottito edifici, alcune strade sono scomparse sotto la vegetazione. Pripyat, la città fantasma a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, è oggi un paesaggio sospeso tra una rovina dietro l’altra. Nella zona di esclusione, territori ancora contaminati sono stati progressivamente riconquistati dalla natura: cavalli di Przewalski, reintrodotti negli anni Novanta, convivevano insieme a lupi, linci, cervi, alci e persino orsi bruni. A quarant’anni d

