Il rappresentante di Pechino in Germania ha criticato la «legge della giungla degli Usa». Ritiene Merz e Macron interlocutori credibili. Non Meloni, schiacciata sui Maga e su Tokyo
È stato duro e diretto l’intervento di Wang Yi contro gli Stati Uniti ieri alla conferenza di Monaco sulla sicurezza. Per arginare il dilagare di quella che ha definito “legge della giungla” (promossa dall’amministrazione Trump, ndr) il ministro degli Esteri cinese ha cercato una sponda nella Germania e nella Francia, non nell’Italia. Wang ha attaccato frontalmente l’unilateralismo Usa e difeso il sistema internazionale uscito dal secondo dopoguerra. Secondo l’influente membro dell’ufficio pol


