La politica del cospirazionismo

I “plot” di Trump: nessuna prova e mille suggestioni

Il presidente utilizza la stessa tecnica del 2020, il filo rosso è dato dalle parole “Cospirazione”, “Corruzione”, “Deep state”, “Furto”, “Frode”, “Manipolazione”. Una montagna di “piccole bugie” per costruire la “grande bugia” 

Ripetere una bugia abbastanza spesso la rende una verità. Sembra esserne convinto Donald Trump, che in occasione del discorso alla nazione di giovedì ha prima rivendicato una vittoria che i numeri smentiscono, poi ha accusato la Cina di aver provato a influenzare le elezioni del 2020 e infine ha accusato il “deep state” di avergli nascosto le informazioni su queste interferenze. Il tutto senza prove pubbliche a corroborare le sue tesi. A quattro mesi dalle midterm del novembre 2026, l’impression