Dopo la caduta del regime di Assad, gli arsenali siriani sono stati saccheggiati e decine di migliaia di armi leggere e di piccolo calibro sono finite nelle mani di civili, criminali e milizie in Africa. Uno dei punti di passaggio centrali di questo crocevia illegale è il paese di Erdogan. L’altro flusso in crescita esponenziale è quello verso i Balcani
Gli attacchi di Israele in Libano, la caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria, la fine della lotta armata tra il Partito dei lavoratori curdo e lo Stato turco e la presa del potere dei talebani in Afghanistan possono sembrare eventi che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro. Ma c’è un elemento che collega tutti questi paesi: il traffico di armi. L’instabilità in Medio Oriente e i cambi di potere che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno dato vita a nuove direttrici nel contrabbando


