Sostenuto da molti primi ministri delle province e dei territori della federazione e, soprattutto, da una larga maggioranza dell’opinione pubblica, il premier canadese sa di poter compensare quella che sulla carta dovrebbe essere un’asimmetria strutturalmente favorevole agli Stati Uniti
L’implosione dei negoziati tra Canada e Stati Uniti ha riacceso il conflitto tra i due paesi. «Vi è una guerra quando si è attaccati e noi siamo attaccati», ha dichiarato il primo ministro canadese Mark Carney. Una deliberata iperbole, questa, ché solo di guerra commerciale si tratta. Illustrativa però del livello raggiunto dallo scontro (ieri Trump ha annunciato che i dazi su auto e acciaio canadese saliranno al 50 per cento) e del convincimento di Carney di potervi capitalizzare politicamente.