Con soli duemila dollari, chiunque può rivolgersi alla struttura virtuale realizzata sotto l’egida del patron di Palantir per “giudicare” il lavoro di un reporter. In campo ci sono ex agenti di Fbi, Cia e Nsa, ma i modelli utilizzati vengono da OpenAI, Anthropic, Google, xAI e Mistral. Lo chiamano «il tribunale dell'intelligenza artificiale per la verità»: il verdetto arriva entro 72 ore. In pratica, si tratta di una gogna ad uso e consumo dei potenti
Un giornalista pubblica un'inchiesta su un potente. Il potente non chiama il proprio avvocato. Paga duemila dollari a una start-up e avvia una contestazione formale. Un team di ex agenti di Fbi, Cia e Nsa raccoglie un fascicolo di prove. Il reporter viene invitato a difendere il proprio lavoro, messo apertamente in discussione. Il processo va avanti con o senza la sua risposta. Il verdetto arriva entro settantadue ore, emesso da una giuria di modelli di intelligenza artificiale — sistemi di Open

