I piani di Tel Aviv

«Agire, non reagire». Ma sull’Iran la tattica israeliana mostra le sue falle

Indebolire Teheran finché Trump lo permette: questa è  la strategia militare di Israele. «Si tratta di un approccio semplice: fare tutto ciò che è possibile, degradare al massimo le capacità del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e delle forze armate iraniane, finché non sarà necessario fermarsi», dice Nadav Eyal

Migdal Tefen, nord di Israele, a 10 chilometri dalla frontiera col Libano. Il centro studi Alma si affaccia sulle colline verdeggianti dell’Alta Galilea. Parcheggiando l’auto davanti alla sede, da alcune comunità a valle si sentono gli allarmi che segnalano attacchi imminenti: per quelli dall’Iran arriva un preavviso, per quelli di Hezbollah ci sono solo 30 secondi per raggiungere un rifugio. Dentro, ci sono gli analisti militari di questo think-tank indipendente che contribuisce a plasmare la d

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