Aumentano le tensioni tra Washington e Teheran in seguito al sequestro di un mercantile iraniano da parte della Marina statunitense. Nelle ultime ore sono stati anche diffusi i video dell’abbordaggio della nave, accusata di aver violato il blocco navale nel Golfo dell’Oman voluto dal presidente Donald Trump.

Dall’Iran, intanto, i Pasdaran hanno promesso vendetta. «Le forze armate della Repubblica islamica d'Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest'atto di pirateria armate e contro i militari americani», scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli Usa di aver «violato il cessate il fuoco». L’episodio della nave rischia di far saltare il secondo round di negoziati in programma a Islamabad nei prossimi giorni. «Ci saremo solo se segnali positivi», fanno sapere da Teheran.

Intanto il vicepresidente iraniano Mohammed Reza Aref ha fatto sapere che «la sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita». «Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri», ha detto. «La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti».

Intanto sono stati pubblicati i dati sugli attraversamenti di Hormuz dello scorso 18 aprile, giorno in cui ben 20 navi hanno transitato nel tratto marittimo. Il numero più alto da quando è iniziata la guerra lo scorso 28 febbraio. Secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, tra le imbarcazioni transitate, cinque trasportavano carichi provenienti dall'Iran, tra cui metalli e prodotti petroliferi. Tre erano navi per gas di petrolio liquefatto dirette verso Cina e India. Altre unità partite nello stesso giorno trasportavano prodotti da Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

PUNTI CHIAVE

08:26

Italia pronta a inviare due navi a Hormuz

07:57

Iran: Teheran, andremo a Islamabad se ci saranno segnali positivi

07:36

Gli Usa diffondono il video dell'abbordaggio della nave iraniana

10:37

Teheran: "Non abbiamo piani per il prossimo round di negoziati"

L'Iran non ha per ora confermato la propria partecipazione a un secondo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti, inizialmente previsti a Islamabad, in Pakistan, a partire da questa sera: lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei. Le sue parole sono state rilanciate da media locali e internazionali. "Al momento non abbiamo piani per il prossimo round di negoziati e non è stata presa alcuna decisione al riguardo", ha detto il responsabile. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che sta inviando una delegazione in Pakistan per i colloqui, guidata dal suo vice, James David Vance. Anche l'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e il genero Jared Kushner avrebbero dovuto partecipare. Ieri i media statali iraniani hanno riferito che i dirigenti della Repubblica islamica non avevano in programma di partecipare a causa della "continuazione del cosiddetto blocco navale, della violazione del cessate il fuoco e della retorica minacciosa degli Stati Uniti". Ad alimentare tensione e incertezza è stato il sequestro, da parte delle forze americane, di una nave cargo battente bandiera iraniana nello Stretto di Hormuz. Baghaei ha anche evidenziato che Teheran non dimentica come il 28 febbraio gli Stati Uniti abbiano avviato la loro campagna militare congiunta con Israele mentre erano in corso colloqui diplomatici con l'Iran.

10:12

Iran: Pezeshkian, da Usa provocazioni. Tradiscono diplomazia

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di "provocazioni" e violazioni della tregua. Pezeshkian ha "criticato aspramente" Washington per "le continue violazioni degli impegni, le prepotenze e i comportamenti irragionevoli" durante i negoziati e il periodo di cessate il fuoco, riferisce l'agenzia Iran che riporta il comunicato su una telefonata tra il presidente e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sta mediando tra Iran e Stati Uniti. Il presidente "ha ringraziato il Pakistan per i suoi seri sforzi volti a promuovere la pace", ma anche descritto le "azioni provocatorie e illegali" degli Stati Uniti, il cosiddetto blocco navale, come "una chiara violazione dell'accordo di cessate il fuoco". Queste azioni, "insieme alla retorica minacciosa dei funzionari statunitensi contro l'Iran, portano solo a intensificare la sfiducia riguardo alla serietà dell'America e rivelano ulteriormente che gli Stati Uniti cercano di ripetere schemi precedenti e di tradire la diplomazia", ha avvertito.

09:26

Iran: almeno 3.375 morti dall'inizio della guerra

L'Iran ha fornito un nuovo bilancio delle vittime uccise nel Paese durante la guerra con Israele e Stati Uniti. A fornirlo è stato Abbas Masjedi, capo dell'Organizzazione di medicina legale iraniana, riferendo che sono almeno 3.375 le persone uccise nel conflitto e precisando che al momento solo 4 morti restano non identificati. Lo riportano diversi media fra cui l'agenzia di stampa iraniana Mizan, legata al potere giudiziario. Masjedi non ha fornito una ripartizione delle vittime tra civili e forze di sicurezza, limitandosi invece a indicare che 2.875 erano uomini e 496 donne; ha precisato inoltre che 383 dei morti erano bambini di età pari o inferiore a 18 anni. Le cifre fornite da Masjedi hanno sollevato dubbi sul fatto che includessero o meno membri delle forze di sicurezza, in particolare alla luce dell'intensità dei bombardamenti che hanno preso di mira basi militari e arsenali nel Paese.

08:45

Funzionario iraniano: "Per Mojtaba solo lieve ferita alla gamba"

La nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha riportato una lieve ferita alla gamba durante i raid aerei israelo-americani contro il suo complesso residenziale, secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano. Lo scrive Iran International. Azim Ebrahimpour ha dichiarato che Mojtaba Khamenei si trovava all'interno del complesso al momento dell'attacco ed è stato leggermente ferito dall'onda d'urto di un missile. Ha inoltre affermato che le notizie di altre ferite erano false e che le speculazioni sul suo stato di salute miravano a creare divisioni

07:57

Iran: Teheran, andremo a Islamabad se ci saranno segnali positivi

L'invio o meno di una delegazione a Islamabad da pate dell'Iran dipenderà dal se Teheran riceverà segnali positivi. È quanto ha detto Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, parlando con Al-Jazeera delle prospettive dei colloqui con gli Stati Uniti. Il parlamentare, ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha dichiarato che l'Iran ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma che ciò "non significa negoziare a qualsiasi costo" e accettare qualsiasi "approccio adottato dalla controparte". Alla domanda se l'Iran invierà una delegazione in Pakistan, Aziz ha risposto: "Non abbiamo mai temuto il principio della negoziazione. Forse oggi o domani, dopo un'ulteriore valutazione, lo riterremo probabile, ammesso che dalla delegazione negoziale americana e dai messaggi che ha ricevuto dall'Iran arrivi un segnale positivo". L'Iran ha fissato delle linee rosse e queste "devono essere rispettate", ha concluso.

07:20

Iran: giustiziate due persone accusate di essere spie del Mossad

Due persone sono state giustiziate in Iran dopo essere state condannate per spionaggio per conto di Israele. Lo riferisce Mizan, agenzia di stampa legata alla magistratura persiana. I due uomini, identificati come Mohammad Masoum Shahi e Hamed Validi, sono stati giudicati colpevoli di aver fatto parte di una rete di spie legata al Mossad che preparava attentati nel Paese. Secondo i giudici, Shahi e Validi erano stati addestrati nel Kurdistan iracheno.

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