«Il ricorso degli Stati Uniti alla coercizione e alla prepotenza non farà altro che complicare i processi attuativi», ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian invitando la Casa Bianca a «cambiare i toni». Colpita da un proiettile una nave a Hormuz
Nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno introdotto nuove sanzioni contro «numerose entità, individui e imbarcazioni» accusati di «agevolare le attività destabilizzanti» del governo iraniano, il Pakistan annuncia colloqui positivi con Teheran. «Il presidente iraniano ha condiviso con franchezza la prospettiva del suo governo e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco», ha scritto su X il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha accompagnato a Teheran il capo dell'esercito Asim Munir (uno dei principali mediatori tra i due paesi).
Le restrizioni prendono di mira aziende e persone che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio attraverso la sua cosiddetta flotta ombra. «Il ricorso degli Stati Uniti alla coercizione e alla prepotenza non farà altro che complicare i processi attuativi», ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian invitando la Casa Bianca a «cambiare i toni».
PUNTI CHIAVE
18:34
Iran e Oman hanno discusso un accordo quadro per Hormuz
16:59
Trump: «Rimosse tutte le mine dalle acque internazionali di Hormuz»
Damasco contro Katz, «ingresso illegale in Siria»
«Ingresso illegale in territorio siriano». Il ministero degli Esteri di Damasco reagisce così all'iniziativa del ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, che stamani ha ribadito che i militari israeliani non lasceranno la «zona cuscinetto» nel sud della Siria durante una visita nell'area. In una nota il ministero denuncia la «violazione dei confini internazionali» della Siria, come una «palese violazione della sovranità e dell'integrità territoriale» del Paese arabo, come una «provocazione chiara». L'invito alla comunità internazionale, riporta l'agenzia siriana Sana, è ad adottare «le misure necessarie per costringere» Israele a porre fine alle «violazioni ripetute». La Siria del dopo-Assad chiede inoltre il «ritiro immediato e totale» delle forze israeliane «dai territori siriani in cui sono entrate». opzione rigettata questa mattina da Katz, che ha ribadito che la presenza israeliana continuerà «finché persisteranno minacce».
Iran e Oman hanno discusso un accordo quadro per Hormuz
I ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso un accordo quadro per un corridoio temporaneo attraverso lo Stretto di Hormuz e per un progetto di sminamento in questa importante via navigabile su cui i due Paesi confinano, secondo una dichiarazione congiunta. «I due ministri hanno discusso di un quadro graduale» che include «l'istituzione di un corridoio di navigazione temporaneo congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per l'attuazione di un progetto di sminamento dello Stretto», si legge nella dichiarazione diffusa dal Ministero degli Esteri dell'Oman, che aggiunge che i negoziati tecnici per una soluzione permanente proseguiranno.
Raid israeliani nel sud del Libano
L'aviazione israeliana ha lanciato un attacco contro l'area di al-Mansouri e sulla città di Sarbin, nel Libano meridionale. Lo riporta l'agenzia statale libanese National News Agency, che scrive anche di incendi causati dal fuoco dell'artiglieria di Israele lungo il fiume Litani e vicino alla città di Deir Mimes.
Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute libanese sono 4.350 le persone uccise dall'inizio dell'offensiva israeliana lo scorso 2 marzo, mentre i feriti superano i 12 mila.
Teheran ribadisce di avere il «completo controllo» su Hormuz
Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha affermato che il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz «è l'esercizio del nostro diritto legale e sovrano sulla nostra ricchezza nazionale». «Lo Stretto di Hormuz è proprietà dell'Iran», ha dichiarato Reza Aref, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Isna. «Siamo pienamente preparati ad affrontare il nemico», ha aggiunto.
Casa bianca: «Con Teheran nessun negoziato in corso o programmato»
Un funzionario della Casa Bianca, sotto richiesta di anonimato, ha dichiarato ad al Jazeera che al momento non sono in corso né sono previsti colloqui o negoziati con l'Iran. «Come ha dichiarato il presidente Trump, al momento non sono in corso né sono programmati colloqui o negoziati con l'Iran», ha affermato la fonte. «Il blocco navale resta fermamente ed efficacemente in vigore, lo stretto di Hormuz è aperto e le mine marine sono state rimosse o distrutte», ha aggiunto la fonte.
L'Iran ha comunicato agli Usa le proprie condizioni su Hormuz
«L'Iran ha chiaramente comunicato al capo dell'esercito pakistano in visita, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, la sua posizione e le sue condizioni sullo Stretto di Hormuz, nonché quelle relative al ritorno degli Stati Uniti alle disposizioni relative allo Stretto, previste dal Memorandum d'intesa di Islamabad». Lo ha dichiarato oggi all'agenzia stampa iraniana Tasnim una fonte informata sui fatti. «Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, Munir non stava portando un messaggio di minaccia da parte degli Stati Uniti. Piuttosto, stava cercando di aprire un margine di negoziazione e di comunicare agli Stati Uniti le condizioni dell'Iran», ha aggiunto la fonte, vicina al team negoziale iraniano.
Trump: «Rimosse tutte le mine dalle acque internazionali di Hormuz»
«Sono appena stato informato dalla Marina degli Stati Uniti che tutte le mine sono state rimosse e/o fatte brillare nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz. L'Iran è stato avvisato che qualsiasi nave o imbarcazione che posi nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta». Lo afferma Donald Trump in un post su Truth. «Attraverso la Space Force, stiamo monitorando ogni centimetro quadrato dello Stretto, così come stiamo facendo anche con Pickaxe Mountain e gli altri tre siti nucleari già distrutti», aggiunge il presidente Usa. «È in vigore una politica di tolleranza zero sul posizionamento di mine», conclude.
Ministro israeliano Katz: «Non lasceremo la Siria finché ci saranno minacce per Israele»
«Non lasceremo l'Hermon e la zona cuscinetto finché ci saranno minacce jihadiste per lo Stato di Israele. Abbiamo agito contro il tentativo turco di insediarsi in Siria, mettendo a rischio gli interessi di sicurezza di Israele. Abbiamo chiarito la nostra posizione senza mezzi termini e la sosterremo anche in futuro». Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, durante una visita ai soldati dell'esercito di stanza sul Monte Hermon, al confine tra Siria, Israele e Libano.
Netanyahu: «Non permetteremo all'Unrwa di operare dal nostro territorio»
«In ottemperanza alle mie istruzioni e in attuazione della legge che abbiamo approvato, oggi è iniziato lo sgombero del complesso dell'Unrwa a Kafr Aqab a Gerusalemme. Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo». Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in una nota.
Doha: «Le sanzioni Usa sono unilaterali, sosteniamo gli sforzi diplomatici»
Il Qatar insiste sulla diplomazia per ricucire lo strappo tra Stati Uniti e Iran e prende le distanze dalle nuove sanzioni annunciate da Washington nei confronti di Teheran, definendole «unilaterali». È quanto ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, secondo cui l'emirato continua a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti insieme a Oman e Pakistan. «Le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono unilaterali», ha dichiarato al-Ansari in conferenza stampa, confermando che il «Qatar continua i suoi sforzi di mediazione tra gli Stati Uniti e l'Iran, senza che ci siano nuovi sviluppi su questo dossier», ma precisando che i contatti con le parti proseguono. «Le comunicazioni continuano con le parti e qualsiasi escalation avrebbe ripercussioni maggiori sulla regione e sul mondo», ha avvertito al-Ansari, secondo cui per Doha «la priorità è raggiungere un accordo tra le varie parti e il Qatar non sostiene una parte contro l'altra».
Ue: «Le dichiarazioni di Ben Gvir sono un linguaggio inaccettabile»
«Abbiamo condannato con forza, in modo forte e chiaro, le dichiarazioni del ministro israeliano Ben-Gvir su Gaza, rilasciate nella sua veste di ministro. Il governo israeliano ha la responsabilità di frenare tale retorica. L'uso di un linguaggio così oltraggioso e provocatorio è inaccettabile e non dovrebbe passare inosservato. Ricordo inoltre che è attualmente all'esame del Consiglio una proposta volta a includere Ben-Gvir nell'elenco delle sanzioni». Lo dichiara un portavoce del Servizio europeo per l'Azione esterna nel briefing quotidiano con la stampa in merito alle affermazioni del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che in un poadcast ha sostenuto la necessità di uccidere «da 30 a 40» persone a notte a Gaza. «Dal punto di vista retorico un linguaggio che fomenta è semplicemente inaccettabile. Gli sforzi di tutte le parti dovrebbero essere orientati ad allentare le tensioni e non ad alimentarle. Gli atti di intimidazione, le vessazioni e la violenza dei coloni che abbiamo ripetutamente condannato devono cessare immediatamente», aggiunge rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni del rabbino capo sefardita di Israele, David Yosef, che ha invocato la completa distruzione di Gaza.
Teheran: "Usa non avranno ruolo nel futuro della regione"
"Gli Stati Uniti non avranno alcun ruolo nel futuro della regione". Lo ha detto Mohsen Rezaei, nominato nei giorni scorsi a capo del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, dopo anni passati ai livelli più alti dell'apparato della sicurezza e della politica nella Repubblica islamica. "Saranno i Paesi della regione a decidere del loro futuro e gli Stati Uniti non avranno alcun ruolo nel futuro della regione", ha detto in dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Isna, arrivate durante un incontro con Faiq Zidan, presidente del Consiglio superiore della magistratura del vicino Iraq.
Il ministro degli Esteri iraniano riceve a Teheran l'omologo omanita
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ricevuto a Teheran il suo omologo omanita, Badr al Busaidi. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana «Isna», secondo cui il funzionario omanita ha in programma di incontrare e consultarsi con diversi altri funzionari di alto livello iraniani durante il suo viaggio a Teheran.
Gli Usa colpiscono una società di Singapore legata a Teheran
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro la società Wellbred Capital, con sede a Singapore, e le sue società di intermediazione commerciale negli Emirati Arabi Uniti e in Svizzera. Il provvedimento rientra nella stretta di Washington volta a colpire i canali finanziari internazionali della Repubblica Islamica. Come comunicato dall'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro americano, il gruppo è accusato di avere legami con Mohammad Hossein Shamkhani, magnate iraniano del trasporto marittimo di petrolio. L'intervento punta a bloccare i flussi economici e le reti logistiche estere utilizzate da Teheran per aggirare le restrizioni sul commercio di greggio.
Nyt: Usa pronti a far rientrare diplomatici in ambasciate in Medio Oriente
Il Dipartimento di Stato Usa si prepara a far tornare diplomatici statunitensi nelle ambasciate in Medio Oriente che erano state evacuate prima e durante il conflitto con l'Iran, iniziato con le operazioni avviate il 28 febbraio scorso da Usa e Israele contro la Repubblica islamica a cui Teheran non ha mancato di rispondere. Lo riferisce il New York Times, sulla base di un documento interno del Dipartimento di Stato e delle informazioni ottenute da tre funzionari americani, sottolineando come la decisione suggerisca che l'Amministrazione Trump non prevede un ritorno alle ostilità su vasta scala. Secondo il testo visionato dal quotidiano, potrebbe iniziare già in settimana il ritorno dei funzionari del servizio diplomatico e la riduzione delle misure d'emergenza adottate nelle missioni Usa in Medio Oriente e fra le ambasciate in cui si prevede di ripristinare livelli di personale più elevati ci sono quelle di Israele, Libano, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Oman, Iraq e Kuwait.
Trump: «In Iran crisi umanitaria senza precedenti»
«La Repubblica Islamica dell'Iran, ormai al collasso, non sta pagando ampie fasce delle proprie forze armate, mentre al contempo uccide i manifestanti - anche quando non stanno protestando - a livelli senza precedenti. Si tratta di una crisi umanitaria di proporzioni epiche che deve essere fermata, ORA». Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth
Qatar: "Sanzioni Usa a Iran unilaterali, sosteniamo mediazione per fine crisi"
"Le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono unilaterali e sosteniamo gli sforzi di mediazione volti a risolvere la crisi": lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri del Qatar, Majid Al-Ansari, citato da al Jazeera. "La situazione nello Stretto di Ormuz dovrebbe tornare a quella precedente alla crisi, e sottolineiamo la necessità della libertà di navigazione". Il responsabile ha poi aggiunto che "se Israele vuole diventare parte integrante della regione, deve adempiere ai propri obblighi". Mentre Doha respinge "il tentativo dell'Iran di coinvolgere i paesi della regione ogni volta che viene attaccato da una terza parte".
Iraq propone consiglio sicurezza con Iran e Arabia Saudita
L'Iraq ha ufficialmente proposto a Iran e Arabia Saudita la creazione di un «Consiglio congiunto di coordinamento sulla sicurezza» per affrontare quella che Baghdad definisce una grave «crisi di fiducia» tra le due potenze regionali. Lo ha annunciato il consigliere per gli Affari di sicurezza del premier iracheno Ali al-Zaidi, Qasim al-Araji, in un'intervista all'emittente di Stato Iraqiya Tv, senza fornire dettagli sulla struttura o il mandato del futuro organismo. Come evidenziano i media locali che riportano la notizia, l'iniziativa arriva in un momento di forte instabilità regionale: l'Arabia Saudita ha di recente intercettato diversi droni diretti contro impianti petroliferi e la capitale Riad, attribuendo l'attacco a milizie sostenute dall'Iran e operanti dal territorio iracheno. Nelle ultime settimane, raid aerei congiunti di Arabia Saudita e Stati Uniti contro basi delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf) in Iraq avevano suscitato dure critiche da Baghdad per violazione della sovranità nazionale. Al-Araji ha inoltre ribadito l'obiettivo del governo iracheno di sottoporre tutte le fazioni armate e gli arsenali al controllo esclusivo dello Stato, in vista del ritiro della coalizione internazionale a guida Usa. La proposta segue un recente colloquio tra i ministri degli Esteri di Iraq e Arabia Saudita. Né Teheran né Riad hanno finora commentato pubblicamente l'iniziativa.
Pechino su minacce Usa a partner Teheran:"Difenderemo con fermezza nostri interessi"
La Cina "adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza" i propri interessi. Ad affermarlo è Lin Jian, il portavoce del ministero degli Esteri cinese dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l’Iran e hanno minacciato i Paesi che continueranno a sostenere Teheran. "Le pressioni massime esercitate nell’ambito di una guerra economica non risolvono affatto i problemi. Al contrario, alimentano ulteriormente le tensioni e i conflitti, provocano effetti di contagio, destabilizzano l’ordine economico e finanziario mondiale e ledono i diritti e i legittimi interessi degli altri Paesi", ha sottolineato Lin Jian. "La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere fermamente i propri diritti e interessi".
Iran: Wsj, Gabbard avvertì Trump di chiusura Hormuz con guerra
Tulsi Gabbard, ex direttrice dell'intelligence nazionale degli Stati Uniti, aveva avvertito il presidente Donald Trump pochi giorni prima dell'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, che l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei avrebbe probabilmente portato all'instaurazione di un regime più intransigente e più propenso a perseguire il programma nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui Gabbard aveva anche previsto che Teheran avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz e attaccato le forze statunitensi e i loro alleati nella regione. Anche alti funzionari, tra cui il vicepresidente, avevano avvertito Trump dei rischi di una guerra, ma che alla fine il presidente si era convinto, grazie ai vertici del Pentagono, che la superiorità militare statunitense avrebbe prevalso. Gabbard si è dimessa dal suo incarico a maggio, circa tre mesi dopo l'inizio della guerra, adducendo motivi di salute del marito.
Onu: Guterres, Consiglio di sicurezza "praticamente paralizzato", cresce senso di impunità
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) è "praticamente paralizzato" dalle divisioni tra le grandi potenze, con una conseguente drastica riduzione della capacità dell'organizzazione di incidere sulle principali crisi internazionali. Lo ha dichiarato il segretario generale Anto'nio Guterres in un'intervista al quotidiano britannico "Financial Times". Secondo Guterres, Stati Uniti e Russia, due dei cinque membri permanenti con diritto di veto, hanno bloccato l'azione del Consiglio perseguendo i rispettivi obiettivi nelle guerre in Ucraina, Gaza e Iran. "Ormai prevale un senso di impunità", ha affermato, riconoscendo che l'influenza dell'Onu è "drasticamente diminuita" in assenza di un Consiglio di Sicurezza capace di imporre conseguenze agli Stati che violano le regole internazionali. Guterres ha respinto tuttavia le accuse di aver abbandonato la mediazione diplomatica, sottolineando che "la mediazione oggi è estremamente difficile e i risultati sono limitati", ma che le Nazioni Unite non intendono rinunciare a questo ruolo
Iran, Usa offrono fino a 10 mln per info su Khamenei e capi pasdaran
Gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni di dollari e la possibilità di trasferirsi in un'altra località a chiunque offra informazioni sulla Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, e sui principali leader dei Guardiani della Rivoluzione islamica. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato, nell'ambito del programma "Rewards for Justice". Tra le personalità elencate sul sito "Rewards for Justice" ci sono anche il vice capo di gabinetto di Khamenei, Ali Asghar Hejazi, e il suo consigliere militare, Yahya Rahim Safavi, così come il ministro dell'Interno, Eskandar Momeni. Quindi sono indicati il comandante dei pasdaran, Ahmad Vahidi; il capo del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi; il comandante dell'unità droni delle Forze aerospaziali dei pasdaran, Saeed Aghajani; il capo del Comando Cibernetico-Elettrico, Hamidreza Lashgarian; e il comandante dell'Ufficio di Intelligence, Majid Khademi.
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