Nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno introdotto nuove sanzioni contro «numerose entità, individui e imbarcazioni» accusati di «agevolare le attività destabilizzanti» del governo iraniano, il Pakistan annuncia colloqui positivi con Teheran. «Il presidente iraniano ha condiviso con franchezza la prospettiva del suo governo e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco», ha scritto su X il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha accompagnato a Teheran il capo dell'esercito Asim Munir (uno dei principali mediatori tra i due paesi). 

Le restrizioni prendono di mira aziende e persone che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio attraverso la sua cosiddetta flotta ombra. «Il ricorso degli Stati Uniti alla coercizione e alla prepotenza non farà altro che complicare i processi attuativi», ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian invitando la Casa Bianca a «cambiare i toni».

11:22

Iraq propone consiglio sicurezza con Iran e Arabia Saudita

L'Iraq ha ufficialmente proposto a Iran e Arabia Saudita la creazione di un «Consiglio congiunto di coordinamento sulla sicurezza» per affrontare quella che Baghdad definisce una grave «crisi di fiducia» tra le due potenze regionali. Lo ha annunciato il consigliere per gli Affari di sicurezza del premier iracheno Ali al-Zaidi, Qasim al-Araji, in un'intervista all'emittente di Stato Iraqiya Tv, senza fornire dettagli sulla struttura o il mandato del futuro organismo. Come evidenziano i media locali che riportano la notizia, l'iniziativa arriva in un momento di forte instabilità regionale: l'Arabia Saudita ha di recente intercettato diversi droni diretti contro impianti petroliferi e la capitale Riad, attribuendo l'attacco a milizie sostenute dall'Iran e operanti dal territorio iracheno. Nelle ultime settimane, raid aerei congiunti di Arabia Saudita e Stati Uniti contro basi delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf) in Iraq avevano suscitato dure critiche da Baghdad per violazione della sovranità nazionale. Al-Araji ha inoltre ribadito l'obiettivo del governo iracheno di sottoporre tutte le fazioni armate e gli arsenali al controllo esclusivo dello Stato, in vista del ritiro della coalizione internazionale a guida Usa. La proposta segue un recente colloquio tra i ministri degli Esteri di Iraq e Arabia Saudita. Né Teheran né Riad hanno finora commentato pubblicamente l'iniziativa.

11:02

Pechino su minacce Usa a partner Teheran:"Difenderemo con fermezza nostri interessi"

La Cina "adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza" i propri interessi.  Ad affermarlo è Lin Jian, il portavoce del ministero degli Esteri cinese dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l’Iran e hanno minacciato i Paesi che continueranno a sostenere Teheran. "Le pressioni massime esercitate nell’ambito di una guerra economica non risolvono affatto i problemi. Al contrario, alimentano ulteriormente le tensioni e i conflitti, provocano effetti di contagio, destabilizzano l’ordine economico e finanziario mondiale e ledono i diritti e i legittimi interessi degli altri Paesi", ha sottolineato Lin Jian. "La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere fermamente i propri diritti e interessi".

09:14

Iran: Wsj, Gabbard avvertì Trump di chiusura Hormuz con guerra

Tulsi Gabbard, ex direttrice dell'intelligence nazionale degli Stati Uniti, aveva avvertito il presidente Donald Trump pochi giorni prima dell'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, che l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei avrebbe probabilmente portato all'instaurazione di un regime più intransigente e più propenso a perseguire il programma nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui Gabbard aveva anche previsto che Teheran avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz e attaccato le forze statunitensi e i loro alleati nella regione. Anche alti funzionari, tra cui il vicepresidente, avevano avvertito Trump dei rischi di una guerra, ma che alla fine il presidente si era convinto, grazie ai vertici del Pentagono, che la superiorità militare statunitense avrebbe prevalso. Gabbard si è dimessa dal suo incarico a maggio, circa tre mesi dopo l'inizio della guerra, adducendo motivi di salute del marito.

08:16

Onu: Guterres, Consiglio di sicurezza "praticamente paralizzato", cresce senso di impunità

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) è "praticamente paralizzato" dalle divisioni tra le grandi potenze, con una conseguente drastica riduzione della capacità dell'organizzazione di incidere sulle principali crisi internazionali. Lo ha dichiarato il segretario generale Anto'nio Guterres in un'intervista al quotidiano britannico "Financial Times". Secondo Guterres, Stati Uniti e Russia, due dei cinque membri permanenti con diritto di veto, hanno bloccato l'azione del Consiglio perseguendo i rispettivi obiettivi nelle guerre in Ucraina, Gaza e Iran. "Ormai prevale un senso di impunità", ha affermato, riconoscendo che l'influenza dell'Onu è "drasticamente diminuita" in assenza di un Consiglio di Sicurezza capace di imporre conseguenze agli Stati che violano le regole internazionali. Guterres ha respinto tuttavia le accuse di aver abbandonato la mediazione diplomatica, sottolineando che "la mediazione oggi è estremamente difficile e i risultati sono limitati", ma che le Nazioni Unite non intendono rinunciare a questo ruolo

08:04

Iran, Usa offrono fino a 10 mln per info su Khamenei e capi pasdaran

Gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni di dollari e la possibilità di trasferirsi in un'altra località a chiunque offra informazioni sulla Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, e sui principali leader dei Guardiani della Rivoluzione islamica. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato, nell'ambito del programma "Rewards for Justice". Tra le personalità elencate sul sito "Rewards for Justice" ci sono anche il vice capo di gabinetto di Khamenei, Ali Asghar Hejazi, e il suo consigliere militare, Yahya Rahim Safavi, così come il ministro dell'Interno, Eskandar Momeni. Quindi sono indicati il comandante dei pasdaran, Ahmad Vahidi; il capo del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi; il comandante dell'unità droni delle Forze aerospaziali dei pasdaran, Saeed Aghajani; il capo del Comando Cibernetico-Elettrico, Hamidreza Lashgarian; e il comandante dell'Ufficio di Intelligence, Majid Khademi.

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