Fra minacce e accuse, l'operazione Project Freedom lanciata da Donald Trump ha riacceso la tensione nello Stretto, fatto salire l'allerta in tutto il Medio Oriente e messo a rischio il fragile cessate il fuoco in vigore da quattro settimane.
Sia Teheran sia Washington affermano di avere il controllo dell'importante crocevia e assicurano che risponderanno in modo duro alle violazioni. «L'Iran sarà spazzato via dalla faccia delle Terra» se attacca le navi americane impegnate in Project Freedom, ha tuonato il presidente americano tornando ad alzare i toni dopo aver descritto Teheran come «più malleabile» e definito «molto» positiva le trattative in corso. Gli Stati Uniti - ha spiegato il commander-in-chief - hanno più munizioni e basi in tutto il mondo: «Se dovesse servire» sono pronti ad usarle.

Le forze armate americane hanno intercettato missili e droni iraniani che puntavano alle navi a stelle e strisce impegnate in Project Freedom e hanno neutralizzato sei piccole imbarcazioni iraniane che cercavano di interferire con la navigazione commerciale. I cacciatorpediniere che stanno operando nel Golfo Arabico - ha riferito il Centcom, cioè il Comando combattente unificato delle forze armate degli Stati Uniti - hanno facilitato l'attraversamento di Hormuz da parte due navi commerciali battenti bandiera americana. Ma l'Iran ha smentito seccamente le informazioni diffuse da Washington. «È completamente falso, nulla ha attraversato» lo Stretto, ha detto ribadendo di essere in pieno controllo dell'area. La Repubblica Islamica ha anche rivendicato di aver colpito una nave da guerra americana vicino all'isola di Jask dopo che aveva ignorato gli avvertimenti iraniani. Washington si è affrettata a chiarire che nessuna sua imbarcazione è stata colpita e che, grazie alla sua azione, è stato aperto un «corridoio» nello Stretto per il transito libero.

A 24 ore dall’arrivo del segretario di Stato Usa Marco Rubio a Roma, Donald Trump è tornato ad attaccare Leone XIV. In un’intervista telefonica concessa a Hugh Hewitt, anchorman dell’emittente tv Salem News Channel, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che «il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone». 
Intanto, mentre il segretario della difesa Usa Hegseth afferma che «il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non è finito», il Capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, Don Caine, riferisce che, dall'inizio del cessate il fuoco, le forze iraniane «hanno attaccato nove volte navi mercantili, dieci le forze armate statunitensi e sequestrato due navi portacontainer». Il generale ha comunque definito queste violazioni «un fuoco di disturbo a bassa intensità, al di sotto della soglia minima per riaprire le ostilità».

In merito ai passaggi di navi Usa dallo stretto, rimangono contraddizioni tra le due versioni di Iran e Stati Uniti. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Fars, «due mercantili statunitensi sono rimaste bloccate nella parte rocciosa meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell'Oman, e non hanno modo di proseguire o tornare indietro». Una versione in contrasto con quanto riferito dai funzionari della difesa americana: come riporta la Cbs, le due navi militari sono riuscite ad attraversare Hormuz schivando i raid iraniani.

«Non avevamo intenzione di colpire gli Emirati», ha chiarito Teheran. In una tregua fragile come quella in atto, anche il più piccolo e involontario degli errori rischia però di far precipitare una situazione già complicata. Secondo indiscrezioni, Israele è pronta a riprendere immediatamente i combattimenti al primo cenno degli Stati Uniti. Trump comunque continua a temporeggiare fra dichiarazioni di attacchi imminenti e mani tese verso un accordo. Il presidente è frustrato e stanco dallo stallo e con Project Freedom ha voluto inviare un segnale.
Il piano iniziale che gli era stato presentato era ben più aggressivo dell'operazione lanciata, prevedendo l'apertura con la forza dello Stretto. Con Project Freedom, il commander-in-chief ha scelto un approccio più soft che però, oltre a comportare rischi, ha creato altra confusione.
L'amministrazione non ha infatti fornito dettagli precisi sull'operazione limitandosi a spiegarla come una mossa «umanitaria» per liberare le navi bloccate da mesi nello Stretto e con equipaggi ormai allo stremo. Gli Usa - hanno messo in evidenza alcuni funzionari - le «guideranno» fuori da Hormuz. Cosa questo esattamente significhi non è chiaro, così come non è chiaro quale sarà con precisione l'impegno americano nella missione. Per ora fra le imbarcazioni nello Stretto la cautela è d'obbligo fino a quando non ci sarà una schiarita.

PUNTI CHIAVE

16:45

Nuovo allarme missili negli Emirati: la difesa aerea sta rispondendo

14:17

Hegseth, "Project freedom operazione difensiva, non cerchiamo lo scontro"

14:07

Cnn, Usa e Israele stanno coordinando una potenziale nuova ondata di attacchi a Iran

18:39

Trump, "l'economia dell'Iran è stata schiacciata, voglio che fallisca"

Donald Trump ha affermato che l'economia iraniana "è stata schiacciata" e si è augurato che fallisca. "Sapete perché? Perché voglio vincere", ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Pensavo anche che il prezzo del petrolio sarebbe salito a 200, 250, forse 300 oggi vedo che si attesta intorno ai 102. Un prezzo davvero esiguo da pagare per evitare che dei pazzi possiedano l'arma nucleare", ha aggiunto.

18:29

Idf, "monitoriamo eventi nel Golfo, pronti a rispondere con fermezza"

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, ha annunciato che l'esercito mantiene un elevato livello di prontezza operativa e monitora attentamente gli sviluppi nel Golfo Persico, avvertendo che Israele è pronto a rispondere "con fermezza" a qualsiasi tentativo di danneggiarlo. "Le Forze di Difesa Israeliane mantengono un elevato livello di allerta", ha dichiarato Zamir durante la cerimonia di cambio di comando dell'Aeronautica Militare presso la base aerea di Tel Nof, dove il generale di divisione Omer Tishler ha sostituito il comandante uscente Tomer Bar. 

18:18

Tajani, "gli attacchi al Papa non sono condivisibili, sostegno a ogni parola e azione di Leone XIV"

"Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di Papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro Governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'attacco di oggi di Donald Trump a Leone XIV.

18:16

Trump insiste, "l'Iran vuole l'accordo"

Donald Trump, nel corso di un evento nello Studio Ovale, ha ribadito che l'Iran "vuole fare un accordo. E chi non vorrebbe, non hanno più nulla". "Quello che non mi piace dell'Iran è che parlano con me con grande rispetto e poi vanno in tv e dicono che non mi hanno parlato", ha detto. L'operazione militare contro l'Iran è una "scaramuccia", ha aggiunto, perché "Teheran non ha chance, non le ha mai avute". 

16:45

Nuovo allarme missili negli Emirati: la difesa aerea sta rispondendo

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando gli attacchi con missili e droni dell'Iran.  "Il Ministero della Difesa conferma che i rumori uditi in diverse zone del paese sono il risultato dell'intercettazione di missili balistici, missili da crociera e droni da parte dei sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti", ha dichiarato il ministero.

15:56

Colloquio telefonico Macron-Pezeshkian. Il presidente francese: "A breve, su sua richiesta"

A momenti il presidente francese Emmanuel Macron sarà in linea con l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian. Una telefonata che, come ha riferito il capo di Stato di Parigi a Erevan (Armenia), sarebbe stata richiesta da Teheran. "La Francia ha mantenuto una posizione coerente sin dall'inizio. Chiediamo la cessazione di tutte le ostilità, il ritorno ai negoziati diplomatici e il rispetto di tutti i Paesi della regione", ha affermato Macron. Il presidente francese è intervenuto anche in merito allo Stretto di Hormuz: "L'unica opzione possibile è la riapertura e l'assenza di qualsiasi pedaggio o misura coercitiva. Qualsiasi escalation unilaterale contro petroliere, navi portacontainer o paesi terzi è un errore che alimenta la guerra e porta a un'escalation".

15:41

Schlein: "Trump è un bullo, con lui il mondo è meno sicuro e il regime di Teheran più forte"

La leader del Partito democratico è intervenuta a Tagadà, su La7, denunciando la "guerra illegale" scoppiata su iniziativa del presidente americano Donald Trump. Schlein lo ha definito un "bullo" e ha sostenuto che, grazie alla sua politica estera, "il mondo è meno sicuro e il regime di Teheran è più forte di prima", così come "si sente più forte Putin". La dem ha poi lanciato l'appello per la liberazione di tutti i prigionieri politici perseguitati dal regime iraniano - a partire dalla premio Nobel Narges Mohammadi - e ha criticato il precedente sodalizio tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e Donald Trump.

15:22

Dan Caine: "Oltre dieci attacchi iraniani alle forze Usa dall'inizio del cessate il fuoco"

Il Capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, Don Caine, ha aggiunto che, dall'inizio del cessate il fuoco, le forze iraniane "hanno attaccato nove volte navi mercantili, dieci le forze armate statunitensi e sequestrato due navi portacontainer". Il generale ha definito queste violazioni "un fuoco di disturbo a bassa intensità, al di sotto della soglia minima per riaprire le ostilità".

15:00

Media: tensioni fra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e i pasdaran

Secondo la testata di opposizione, Iran International, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe "estremamente irritato" con il comandante del Corpo delle Guardie rivoluzionarie, Ahmad Vahidi. Alla base delle tensioni ci sarebbero gli attacchi con missili e droni di ieri inflitti agli Emirati, considerati un atto "irresponsabile" e non comunicato al governo. Il media londinese sostiene poi che Pezeshkian abbia chiesto "un incontro immediato e d'emergenza" con la Guida suprema Mojtaba Khamenei: in primo luogo per spingerlo a fermare gli attacchi dei pasdaran diretti ai paesi del Golfo, ma anche per informarlo che esiste "ancora una breve finestra di opportunità per salvare l'accordo di cessate il fuoco attraverso un'azione diplomatica urgente". Infine, vorrebbe chiedere all'Ayatollah di poter "informare i mediatori internazionali della disponibilità di Teheran a tornare al tavolo dei negoziati".

14:51

Il segretario della difesa Usa Hegseth, "il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non è finito"

"Il cessate il fuoco non è ancora finito. Si tratta di un progetto separato e distinto, e ci aspettavamo che ci sarebbero state delle difficoltà iniziali, cosa che effettivamente è accaduta. Abbiamo detto che ci saremmo difesi con tutte le nostre forze, e così abbiamo fatto". Lo ha dichiarato il segretario della difesa degli Stati Uniti d'America, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine.

14:35

Media Iran, "i due cargo Usa sono incagliati nel sud di Hormuz"

"Due navi mercantili statunitensi sono rimaste bloccate nella parte rocciosa meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell'Oman, e non hanno modo di proseguire o tornare indietro". Lo ha affermato l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata. Secondo Fars, la parte meridionale della costa dello stretto, vicino alle due isole di Musandam e Al-Khail, non ha le caratteristiche geografiche per diventare un corridoio marittimo e il passaggio delle navi attraverso queste zone rocciose e poco profonde è rischioso. Secondo la Cbs, invece, due navi militari Usa hanno attraversato Hormuz schivando raid iraniani. Lo avrebbero confermato funzionari della difesa americana.

14:17

Hegseth, "Project freedom operazione difensiva, non cerchiamo lo scontro"

Pete Hegseth ha dichiarato che Project freedom è un'operazione difensiva temporanea e un "regalo dell'America al resto del mondo". "Non cerchiamo il conflitto", ha detto in un brefing sulla guerra contro l'Iran. Il capo del pentagono ha anche detto che l'Iran non controlla lo stretto di Hormuz.

14:07

Cnn, Usa e Israele stanno coordinando una potenziale nuova ondata di attacchi a Iran

Israele sta coordinando le proprie azioni con gli Stati Uniti per la preparazione di una potenziale nuova ondata di attacchi mirati contro l'Iran, che si concentrerebbe sulle infrastrutture energetiche e sull'uccisione mirata di alti funzionari iraniani. Lo scrive la Cnn. La maggior parte di questi piani era già ampiamente preparata e pronta per essere eseguita alla vigilia del cessate il fuoco di inizio aprile. "L'intenzione sarebbe quella di condurre una breve campagna volta a fare pressione sull'Iran affinché faccia ulteriori concessioni nei negoziati", ha detto la fonte israeliana alla Cnn.

13:13

Crosetto, "ferma condanna per gli attacchi iraniani agli Emirati arabi"

"Esprimo la mia più ferma condanna per gli attacchi iraniani di ieri e la mia forte vicinanza e quella della Difesa italiana alle autorità e al popolo degli Emirati Arabi Uniti. Droni iraniani risultano aver colpito la zona industriale petrolifera di Fujairah, causando un vasto incendio e ferendo tre lavoratori, e attaccato una petroliera dell'Abu Dhabi National Oil Company nello Stretto di Hormuz. Colpire infrastrutture civili ed energetiche è inaccettabile. L'escalation nella regione deve fermarsi. Siamo al fianco degli Emirati Arabi Uniti". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto. Sulla stessa linea anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X scrive: "Condanniamo con forza gli attacchi contro civili e infrastrutture negli Emirati e in Oman. L'Italia è un Paese partner ed è al fianco dei loro popoli. Subito de-escalation, rispetto del diritto internazionale e della sovranità degli Stati della regione". 

13:02

Banca Centrale Iran: "C'è chi lucra sfruttando le condizioni di guerra"

 Il governatore della Banca Centrale iraniana Abdolnaser Hemmati ha dichiarato che alcuni operatori stanno sfruttando le condizioni di guerra per trarre profitto dalla turbolenza dei mercati. Lo scrive Iran International. "Alcuni stanno approfittando delle condizioni create dalla guerra, ma sono in corso le necessarie misure di gestione per controllare la situazione e questa verrà riportata sotto controllo", ha affermato, definendo inaccettabile l'attuale livello dei prezzi.

12:56

Il presidente egiziano condanna gli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha avuto oggi un colloquio telefonico con lo Sceicco Mohamed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, al quale ha espresso "la ferma condanna dell'Egitto per la recente aggressione iraniana, riaffermando la piena solidarietà e il sostegno dell'Egitto agli Emirati nel contrastare questo attacco". Al Sisi - riferisce il portavoce della presidenza - ha anche sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi volti a risolvere la crisi e a prevenirne l'escalation, viste le gravi ripercussioni, in particolare sulla sicurezza e la stabilità della regione.

12:47

Starmer accusa l'Iran di voler destabilizzare il Regno Unito: "Non lo tollereremo"

"Il nostro messaggio all'Iran, o a qualsiasi altro Paese che cerchi di fomentare violenza, odio o divisione nella società, è che non sarà tollerato". Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer parlando a margine del vertice a Downing Street organizzato per contrastare la crescita dell'antisemitismo nel Regno Unito, dopo l'attacco nel quartiere londinese di Golders Green in cui sono stati feriti a coltellate due uomini della vasta comunità di ebrei ortodossi. Starmer ha così rilanciato i sospetti su Teheran rispetto a un presunto coinvolgimento nei recenti atti di antisemitismo avvenuti in particolare nella capitale britannica. "La sicurezza è indispensabile, ma non basta. Dobbiamo anche affrontare le forze che alimentano questo odio alla radice, e lo stiamo facendo direttamente", ha dichiarato il primo ministro laburista. E ancora: "Una delle piste investigative riguarda il possibile coinvolgimento di uno stato straniero in alcuni di questi episodi. Stiamo esaminando tutte le possibilità, ed è chiaro che queste azioni avranno conseguenze qualora ciò dovesse essere provato", ha aggiunto. 

12:25

Ambasciatore Usa alla Santa Sede, "tra Papa e Rubio ci sarà una conversazione franca"

L'incontro del Segretario di Stato americano Marco Rubio con Papa Leone, previsto per giovedì, includerà una "conversazione franca" sulle politiche dell'amministrazione Trump. Lo ha detto l'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede. "Le nazioni hanno divergenze, e credo che uno dei modi per superarle sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico", ha affermato Brian Burch. "Credo che il Segretario venga qui con questo spirito", ha detto Burch secondo quanto scrive Reiters. "Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo".

12:16

 

Trump: “Papa Leone sta mettendo in pericolo molti cattolici”

Donald Trump si scaglia di nuovo contro Leone XIV. “Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” ha affermato il presidente americano all’emittente Salem News con Hugh Hewitt, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano. L'incontro, previsto per giovedì, avrebbe tra gli obiettivi proprio quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro tra il Pontefice e Washington delle scorse settimane. Leone XIV, ha aggiunto il presidente, “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”.

11:26

Il ministro degli Esteri iraniano oggi a Pechino per incontrare il suo omologo

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà oggi a Pechino per colloqui con il suo omologo cinese: lo riportano i media statali ripresi da Iran International. Secondo quanto riportato, la visita si concentrerà sui "legami bilaterali e sugli sviluppi regionali e internazionali".

11:15

"007 Usa, la capacità nucleare iraniana è rimasta invariata rispetto all'estate 2025"

Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, il tempo necessario all'Iran per costruire un'arma nucleare non è cambiato dall'estate scorsa, quando gli analisti stimavano che un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe allungato i suoi tempi fino a un anno. Lo scrive Reuters online citando tre fonti a conoscenza della questione. Le valutazioni sul programma nucleare di Teheran rimangono sostanzialmente invariate anche dopo due mesi di guerra, iniziata dal presidente statunitense Donald Trump in parte per impedire alla Repubblica Islamica di sviluppare una bomba atomica.

10:55

La Corea del Sud ha dichiarato che deve valutare se partecipare al Project Freedom, dopo che la sua imbarcazione ha subito danni

La Corea del Sud ha dichiarato che valuterà la partecipazione alle operazioni statunitensi nello Stretto di Hormuz, dopo che il presidente Donald Trump ha esortato Seul a prendervi parte a seguito di un apparente attacco iraniano contro una delle sue navi. Lunedì si sono verificati un'esplosione e un incendio a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello stretto. Il ministero della Difesa sudcoreano ha dichiarato che "rivedrà attentamente la sua posizione", ma non si è impegnato a cambiare idea. Seul valuterà la sua posizione sulla base del diritto internazionale, della sicurezza delle rotte marittime internazionali, dell'alleanza con gli Stati Uniti e della situazione della sicurezza nella penisola coreana, ha affermato il ministero. Ha aggiunto di aver "partecipato attivamente alle discussioni internazionali sulla cooperazione per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz".

10:36

Madrid, "la situazione di blocco è insostenibile"

"Lo Stretto di Hormuz non si può mantenere bloccato molto più tempo, perché le conseguenze sono globali, la tensione è enorme e bisogna tornare al tavolo di negoziati", poiché "non c'è altra soluzione che quella diplomatica". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, nel commentare in un'intervista all'emittente Tve la situazione "di doppio blocco, di status quo da parte degli Stati Uniti e dell'Iran" nello Stretto di Hormuz, che "è insostenibile". In particolare, gli "incidenti gravissimi", "con fuoco aperto e scambio riconosciuto" di attacchi ieri "da parte degli Stati Uniti e di Iran in maniera ingiustificata sugli Emirati Arabi", condannati da Madrid. Alla domanda se Washington abbia informato Madrid dell'operazione avviata per sbloccare la navigazione a Hormuz, Albares ha replicato: "Questa è una guerra unilaterale, pertanto nessuno informa gli altri alleati sulle operazioni militari". Il ministro ha di nuovo escluso "del tutto" la partecipazione della Spagna a operazioni militari nella regione "e in qualunque azione che possa comportare una escalation, che va evitata a tutti i costi, perché - ha osservato - il rischio di guerra è sempre permanente".

10:25

L'Ue condanna gli attacchi Iran in Golfo, "è stato violato il diritto internazionale"

"L'Ue condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni sferrati non provocati dall'Iran contro i nostri partner strategici nel Golfo" ed esprime "solidarietà agli Emirati Arabi Uniti e all'Oman, che sono stati colpiti dagli attacchi. Esortiamo l'Iran a porre immediatamente fine a questi attacchi, che costituiscono una palese violazione del diritto internazionale, e a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei paesi della regione, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deve essere pienamente attuata". Lo dichiara un portavoce della Commissione Ue in una nota. "La sicurezza in Europa e nel Golfo - sottolinea - è strettamente interconnessa. L'Unione europea continuerà a collaborare con i partner della regione per contribuire all'allentamento delle tensioni e alla stabilità regionale". "Siamo pronti - conclude - a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a trovare una soluzione duratura per porre fine alle ostilità, impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e porre fine alle sue attività destabilizzanti".

08:06

Maersk, "una nostra nave ha lasciato Hormuz sotto scorta militare Usa"

Il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato ieri con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. La nave, la Alliance Fairfax battente bandiera americana, era rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra a febbraio e le è stata "offerta l'opportunità" di partire scortata dalle forze armate statunitensi. "La nave ha quindi lasciato il Golfo Persico scortata da mezzi militari Usa" il 4 maggio, ha dichiarato la compagnia in un comunicato. "Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi".

07:57

Trump: "Non posso dirvi se la tregua sia ancora in vigore"

 Donald Trump si è rifiutato di dire se il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia ancora in vigore, dopo che entrambe le parti hanno rivendicato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz. Ospite del programma "The Hugh Hewitt Show", al presidente degli Stati Uniti è stato chiesto se la tregua fosse "finita" e se gli attacchi sarebbero ripresi.
"Beh, non posso dirvelo", ha risposto Trump aggiungendo che "se rispondessi a questa domanda, direste che quest'uomo non è abbastanza intelligente per essere presidente". Lo riporta Sky News.

07:16

Nave sudcoreana a Hormuz, spento l'incendio

La Corea del Sud ha dichiarato che l'incendio sulla nave che ieri ha preso fuoco dopo un'esplosione nello Stretto di Hormuz è stato completamente spento e che nessuno dei 24 membri dell'equipaggio a bordo è rimasto ferito.
Lo riporta Sky News. Il ministero degli Esteri di Seoul ha affermato che le autorità indagheranno sulle cause dell'incendio a tempo debito.
"La causa esatta dell'incidente sarà accertata dopo il rimorchio della nave e la valutazione dei danni", ha dichiarato il ministero in un comunicato.

07:15

Iran, spedizione "petrolio" in Giappone

Una spedizione di petrolio greggio russo e' arrivata in Giappone. Si tratta della prima consegna da Mosca al Paese asiatico dal blocco dello Stretto di Hormuz in seguito all'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media locali. Il Giappone dipende dal Medio Oriente per circa il 95% delle sue importazioni di petrolio e si sta impegnando per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. Una petroliera proveniente dal progetto petrolifero Sakhalin-2 e' arrivata lunedi' al largo della costa di Imabari (Giappone sud-occidentale), secondo quanto riportato da diversi media giapponesi, tra cui TV Tokyo e l'Asahi Shimbun. Il Giappone ha investito in questo progetto, che non e' soggetto alle sanzioni economiche internazionali contro la Russia.

07:14

Iran: "Project freedom è senza sbocco"

"Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall'essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati.
Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira il Paese nel Golfo .
"Project Freedom è un progetto morto", ha concluso riferendosi all'operazione Usa per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto.

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