il massacro dei prigionieri politici

Il regime cancella le fosse comuni della strage dell’88

Il ricordo rimane vivo, ma oggi Teheran cerca di eliminare ogni evidenza. L’anno scorso una parte del cimitero di Behesht-e Zahra è stata sostituita da un parcheggio

Nel cimitero di Khavaran, a sud-est di Teheran, regna il silenzio. Il regime degli ayatollah lo chiamava con disprezzo “Terra dei dannati”, mentre le famiglie dei dissidenti politici sepolti nell’anonimato lo hanno ribattezzato “Giardino fiorito di Khavaran”. Eppure, non c’è più ombra di fiori: sono stati calpestati o coperti di cemento dalle autorità iraniane. A fine luglio del 1988 l’ayatollah Khomeini ordinò di giustiziare in segreto tutti i prigionieri politici che non avessero rinnegato l’a