Già in corsa alle presidenziali del 2024, l’oppositore Boris Nadezhdin è stato reso “incandidabile” per via giudiziaria. Con la popolarità dello zar ai minimi e l’inflazione alle stelle, cresce la repressione preventiva. L’ex candidata Ekaterina Duntsova: «Con l'avvicinarsi del voto la tensione aumenterà»
Mille rubli. Poco più di dieci euro. È la multa con cui venerdì scorso il tribunale di Dolgoprudnyj, nella regione di Mosca, ha chiuso il procedimento contro Boris Nadezhdin, il politico dell'opposizione sistemica, “tollerata” dal Cremlino, che aveva deciso di candidarsi come indipendente alle elezioni di settembre per il rinnovo della Duma di Stato con un programma dichiaratamente contrario alla guerra. Una sanzione quasi ridicola, se non fosse per quello che comporta: il divieto di candidarsi