Il presidente Usa ricatta il regime di Teheran. Con cui però vuole «fare affari», altrimenti la sua «grande armada colpirà con entusiasmo e determinazione». Arriva un coro di altolà, dall’Onu alla Cina: «Basta gettare benzina sul fuoco». Intanto il prezzo del petrolio schizza ai massimi. E persino Bannon è contrario
Washington-Teheran-Washington-Teheran: la rappresaglia, finora solo una rappresaglia a parole, non conosce tregua. Ininterrotto è anche il flusso di minacce d’attacco di Donald Trump, ripreso nelle ultime ore dopo la raffica di intimidazioni degli ultimi giorni. Il presidente statunitense ha nuovamente ricordato che sull’Iran si sta per allungare l’ombra lunga della portaerei Lincoln, a capo della sua «massive Armada», l’imponente armata che «si sta muovendo rapidamente, con grande potenza, ent


