Al Senato Hegseth chiede somme immense per continuare la guerra: «Altrimenti avremo gravi carenze al fronte». Il presidente tuona: «Colpiremo ogni ponte e ogni centrale iraniana se gli ayatollah sparano a Hormuz». Intanto Rubio ammette che i contatti con Teheran non si sono mai fermati
Il momento è, letteralmente, di fuoco. Nello Stretto di Hormuz, ma soprattutto a Washington. Se l’ultima guerra del Golfo americana dovesse essere raccontata con un numero, sarebbe quello imponente e ciclopico evocato ieri dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, davanti agli scranni riuniti del Senato. Il capo del Pentagono ha avvertito che le risorse necessarie a sostenere il conflitto si stanno esaurendo e ha chiesto uno stanziamento supplementare di 87 miliardi di dollari,