L’Ong Iran International: «È il più grande massacro nella storia contemporanea del paese, avvenuto in gran parte nelle notti dell'8 e 9 gennaio». C’è incertezza sui numeri, ma persino funzionari di Teheran parlano di «migliaia di morti». Chi riesce a bucare il blackout della rete dice che sono quasi tutti giovani, molto spesso colpiti alla testa. Intanto continuano le manifestazioni: nella capitale canti contro il regime
Quel sorriso disarmante, sotto la nuvola di capelli bruni e riccioluti, il 17enne Amir Ali Haydari non lo rivolgerà più a nessuno. È stato colpito al cuore, poi alla testa, così tante volte che il cervello è volato via dal cranio per le strade di Kermanshah, dove era sceso a protestare con i suoi compagni di scuola. Due dei suoi amici sono in coma, altri due sono morti come lui. È morto come il 22enne Ako Mohammadi, colpito a morte a Qeshm. È morto come Aida Heydari, studentessa di medicina 21en


