L’attacco dell’Idf contro un sito di Hezbollah a Dahiyeh. Il tycoon promette: «Teheran ha accettato di non avere l’atomica, lo Stretto di Hormuz riaprirà. La firma digitale arriverà oggi, la prossima settimana la ratifica di persona in Europa»
Oggi le Forze di difesa israeliane hanno attaccato il quartiere di Dahiyeh, situato alla periferia sud di Beirut e considerato da Tel Aviv roccaforte di Hezbollah. Al momento il bilancio è di almeno tre morti e 15 feriti. L'attacco avrebbe colpito un appartamento a Ghobeiri e danni significativi sono stati segnalati agli edifici circostanti. Secondo fonti citate dall'emittente panaraba satellitare di proprietà saudita Al Arabiya, nell'attacco è stato ucciso un comandante del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, Ali al Hajj.
Fonti israeliane e statunitensi sentite da Axios hanno detto che le Idf avevano informato il Comando centrale statunitense prima dell'attacco, che potrebbe «compromettere gli sforzi per il raggiungimento di un accordo fra Stati Uniti e Iran», dice il presidente del Parlamento iraniano e capo dei negoziati con gli Usa, Mohammad Bagher Ghalibaf. L’Iran ha promesso una «forte risposta» agli attacchi di Israele.
Nel pomeriggio Donald Trump ha sottolineato che «l'attacco non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma non dovrebbero esserci più attacchi in Libano». Poi ha detto che la firma è slittata a causa dell’attacco di Tel Aviv, ma è prevista comunque per oggi, «nelle prossime due o tre ore, subito dopo la rimozione del blocco navale su Hormuz». Secondo Trump, l'accordo potrebbe essere firmato «oggi in forma elettronica», con una successiva ratifica «di persona, tra una settimana, in Europa».
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PUNTI CHIAVE
20:04
"Israele sbalordito dalle parole di Trump"
18:49
Trump: oggi firma elettronica, fra una settimana in Europa
18:17
Pezeshkian: ok dal Consiglio ad andare avanti con il dialogo
"Israele sbalordito dalle parole di Trump"
Funzionari israeliani si sono detti "sbalorditi" dalle critiche pubbliche del presidente statunitense Donald Trump al premier israeliano Benjamin Netanyahu e alla decisione di colpire obiettivi di Hezbollah a Beirut. Lo riferisce Channel 12 secondo cui i funzionari sono sempre più preoccupati che l'accordo Iran-Usa possa limitare drasticamente la libertà d'azione militare di Israele in Libano. Un alto funzionario israeliano vicino a Netanyahu ha dichiarato all'emittente che i funzionari a Gerusalemme sono rimasti sbalorditi dalle affermazioni di Trump, che includevano l'accusa al premier di non avere giudizio. "La dichiarazione di Trump è uno schiaffo in faccia.
Le restrizioni a Israele sono state portate a un altro livello: l'aspettativa che non colpiremo in nessun luogo del Libano è incompatibile con il comportamento di un alleato strategico". Secondo quanto riferito, durante una delle sue recenti conversazioni con Netanyahu, Trump ha proposto che Israele si ritiri fisicamente dal Libano meridionale nell'ambito di un più ampio accordo in discussione con l'Iran. Secondo quanto riportato, Netanyahu avrebbe respinto categoricamente l'idea, sostenendo che non sarebbe nell'interesse né di Israele né degli Stati Uniti.
L'emittente riferisce che la principale preoccupazione all'interno dell'establishment politico e della sicurezza israeliano è attualmente che la libertà d'azione di Israele in Libano possa essere significativamente limitata da Washington, se l'accordo con l'Iran prevedesse la completa cessazione delle attività militari israeliane in tutto il Libano, e non solo a Beirut, come Teheran insiste che accadrà. Secondo il canale, i funzionari di Washington hanno trascorso le ultime ore a fare pressione su Israele affinché non inasprisca le tensioni con l'Iran, promettendo al contempo di fare tutto il possibile per prevenire attacchi iraniani contro Israele.
Il messaggio americano, secondo il report, è che anche in caso di attacco iraniano, Israele dovrebbe evitare qualsiasi risposta che possa compromettere il memorandum d'intesa in fase di negoziazione tra Washington e Teheran, che Trump prevede venga firmato nelle prossime ore.
Teheran: "In arrivo una forte risposta agli attacchi di Israele"
"Il crimine di oggi del regime sionista a Dahieh, Beirut, ha una volta di più dimostrato che gli Stati Uniti sono deboli e privi di credibilità, poiché non sono nemmeno in grado di controllare questo regime illegittimo. Una forte risposta è in arrivo". Lo scrive su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano.
Trump: oggi firma elettronica, fra una settimana in Europa
L'accordo tra Stati Uniti e Iran "sarà firmato oggi elettronicamente e dopo una settimana di persona in Europa". Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando con Fox News. "E subito dopo sarà rimosso il blocco navale", ha aggiunto.
Israele, riunione di governo in un bunker per timore di un attacco dall'Iran
Alla luce dei timori che l'Iran possa lanciare missili contro Israele in risposta al raid dell'Idf a Beirut oggi, la riunione del gabinetto di sicurezza, prevista tra un'ora, si terrà in un bunker sotterraneo. Lo riportano i media israeliani.
Trump a Putin: "Spero di annunciare l'accordo oggi"
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump hanno discusso telefonicamente del prossimo memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Trump ha informato Putin che un accordo è vicino e potrebbe essere reso pubblico oggi. Lo ha riferito ai giornalisti Yuri Ushakov, assistente del presidente russo. "La conversazione si è concentrata sulla situazione relativa al memorandum d'intesa in fase di elaborazione tra Stati Uniti e Iran", ha detto Ushakov, "Donald Trump ha affermato che un accordo è vicino e che spera che i risultati dei negoziati, difficili ma in definitiva positivi, possano essere annunciati oggi". Lo riporta l'agenzia Tass.
Pezeshkian: ok dal Consiglio ad andare avanti con il dialogo
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che il Consiglio supremo di sicurezza nazionale è giunto alla conclusione che "la strada del dialogo deve essere perseguita" e ha sostenuto che la Guida Suprema aveva in passato autorizzato la ricerca di "negoziati dignitosi" per uscire dalla situazione di "né guerra né pace". Il presidente ha inoltre criticato duramente gli attacchi contro la squadra negoziale iraniana, definendo "deplorevole" che funzionari impegnati in una missione ufficiale per difendere gli interessi nazionali vengano accusati di tradimento o di svendere il Paese. Pezeshkian, secondo quanto riporta l'agenzia stampa Iran, ha ribadito che Teheran "non si piegherà ad alcuna potenza straniera", ma ha sostenuto che "il negoziato rappresenta uno strumento per creare nuove opportunità per il Paese e tutelare gli interessi della popolazione". Il capo dello Stato ha sottolineato che "qualsiasi decisione finale sui colloqui dovrà essere conforme alle deliberazioni del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e all'approvazione della Guida Suprema", aggiungendo che tali decisioni sono vincolanti per tutte le istituzioni e le forze politiche del Paese.
Trump: "L'attacco a Beirut non doveva avvenire, soprattutto prima dell'accordo"
L'attacco di oggi dell'Aeronautica militare israeliana "su Beirut non sarebbe dovuto avvenire, soprattutto in un giorno così particolare, in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran". Lo ha scritto in un messaggio su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui stava rispondendo era molto limitato e privo di significato, nessuno è rimasto ferito o è morto, e non avrebbe dovuto compromettere questo importante processo", ha sottolineato Trump, in riferimento ai tre droni di Hezbollah esplosi questa mattina in territorio israeliano. "Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, incluso il Libano, e tutte le parti dovrebbero cessare le ostilità. Non dovranno esserci altri attacchi da parte di Israele in nessuna parte del Libano, ma non dovranno esserci nemmeno altri attacchi da parte di qualsiasi altra parte, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e straordinaria, non roviniamo tutto", ha affermato il presidente Usa.
Axios: possibile firma di un protocollo d'intesa a Ginevra nei prossimi giorni
La possibile firma di un protocollo d'intesa tra Stati Uniti e Iran potrebbe avvenire nei prossimi giorni a Ginevra. Lo riferisce Axios, secondo cui Washington starebbe predisponendo la trasferta del vicepresidente J.D. Vance, indicato dal presidente Donald Trump come il rappresentante incaricato di sottoscrivere l'accordo preliminare. Il sito statunitense segnala che quattro aerei da trasporto militare C-17 sono partiti venerdì verso l'Europa con materiale logistico destinato a un eventuale viaggio del vicepresidente nella città svizzera.
Il capo negoziatore iraniano: "L'attacco israeliano a Beirut può compromettere accordo con gli Usa"
L'attacco israeliano nel sud di Beirut potrebbe compromettere gli sforzi per il raggiungimento di un accordo fra Stati Uniti e Iran. Lo ha osservato il presidente del Parlamento iraniano e capo dei negoziati con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, citato dal giornalista di Axios Barak Ravid. "L'aggressione sionista su Dahiya ha mostrato ancora una volta che l'America o non ha la volontà o non ha la capacità di adempiere ai suoi obblighi", ha detto Ghalibaf, per il quale "se non avete la volontà e la capacità di adempiere ai vostri obblighi, non è possibile parlare di proseguire sul cammino". L'Iran ha già minacciato rappresaglie in caso di attacchi israeliani in Libano e, in risposta ad un raid israeliano nel sud di Beirut, lo scorso 7 giugno ha lanciato missili nel nord di Israele. Secondo fonti israeliane e statunitensi sentite da "Axios", l'esercito israeliano ha informato il Comando centrale statunitense (Centcom) poco prima di effettuare l'attacco di oggi.
L'Iran: "L'attacco a Beirut non resterà impunito"
Il vice comandante del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l'ultimo attacco di Israele contro Hezbollah a Beirut non resterà impunito. Mohammad Jafar Asadi ha descritto l'attacco a Dahyieh come una rinnovata provocazione israeliana. Lo riporta Iran International.
Iran, fazioni conservatrici contrarie all'accordo con gli Usa
Alcune fazioni conservatrici del governo iraniano e dell'esercito si oppongono all'accordo di pace in fase di negoziazione con gli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando l'agenzia semi-ufficiale Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha riferito che decine di persone hanno protestato contro l'accordo fuori dalla sede del ministero degli Esteri a Mashhad, la seconda città più grande dell'Iran, scandendo slogan contro il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Anche due membri conservatori del parlamento hanno criticato il potenziale accordo e le personalità che lo sostengono. Uno di loro, Amirhossein Sabeti, ha chiesto sui social media l'impeachment di Araghchi. Un secondo, Mahmoud Nabivian, ha dichiarato in un'intervista televisiva che la firma dell'accordo porterebbe "l'Iran a diventare una colonia americana".
Libano, attacco israeliano a sud di Beirut
Oggi le Forze di difesa israeliane hanno attaccato il quartiere di Dahiyeh, situato alla periferia sud di Beirut e considerato da Tel Aviv roccaforte di Hezbollah. Al momento il bilancio è di almeno tre morti e 15 feriti. L'attacco avrebbe colpito un appartamento a Ghobeiri e danni significativi sono stati segnalati agli edifici circostanti. Secondo fonti citate dall'emittente panaraba satellitare di proprietà saudita "Al Arabiya", nell'attacco è stato ucciso un comandante del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, Ali al Hajj. Fonti israeliane e statunitensi sentite da Axios hanno detto che le Idf hanno informato il Comando centrale statunitense prima di effettuare l'attacco.
Fonti di Teheran: "Nell'accordo ok a non produrre né acquisire armi nucleari"
L'Iran avrebbe accettato, nell'ambito della bozza di memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, di non produrre né acquisire armi nucleari. Lo riferisce Reuters, citata da Sky News, sulla base delle dichiarazioni di un funzionario iraniano. Secondo la stessa fonte, le modalità di gestione dell'uranio arricchito già in possesso di Teheran saranno definite nei prossimi 60 giorni, dopo un accordo iniziale, con l'ipotesi che la diluizione del materiale avvenga direttamente sul territorio iraniano. La bozza prevederebbe inoltre una sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio iraniano, il possibile sblocco di circa 25 miliardi di dollari di asset congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Israele, l'opposizione attacca Netanyahu: "Accordo con l'Iran? Enorme fallimento"
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid e' tornato ad attaccare il premier Benjamin Netanyahu, condannando l'intesa Usa-Iran che il presidente americano Donald Trump ha annunciato come imminente. "Bisogna ancora sperare che le notizie sull'accordo con l'Iran non siano vere, ma se lo sono, si tratta di uno dei fallimenti piu' sconvolgenti della politica estera e di sicurezza di Israele, e tutto e' registrato a nome di Netanyahu", ha scritto il co-leader di Insieme su X. Enumerando una serie di errori a suo dire commessi dal premier, Lapid ha criticato la sua "negligenza, arroganza, mancanza di una squadra professionale adeguata e un giudizio influenzato da altre cose" che hanno portato a un "cambiamento in peggio" del Medio Oriente. Sono due mesi che Netanyahu non da' un aggiornamento sulla sicurezza a Lapid, come prevede la legge secondo la quale il leader dell'opposizione deve essere aggiornato almeno una volta al mese. L'ultimo risale al 15 aprile.
Media: decisione finale di Teheran in attesa di valutazione
La decisione finale di Teheran sul memorandum d'intesa con gli Usa è in fase di valutazione. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata vicina al team negoziale. Secondo la fonte, l'Iran non ha ancora annunciato la sua decisione definitiva sul memorandum d'intesa proposto. La valutazione degli aspetti politici, legali e tecnici delle proposte è tuttora in corso. Fars, citando fonti informate, ha rivelato che la revisione di vari aspetti delle proposte è ancora in corso a livello di esperti e decisori, e che le istituzioni responsabili stanno valutando attentamente gli aspetti politici, legali e tecnici della questione.
Gli auguri di Israele a Trump per il compleanno
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha rivolto gli auguri al presidente statunitense Donald Trump per il suo 80° compleanno, lodando il sostegno di Trump a Israele, la sua posizione contro l'Iran e i suoi sforzi per ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza. "Buon ottantesimo compleanno, presidente Donald Trump. Il suo straordinario percorso verso la Casa Bianca incarna la portata del sogno americano e la forza della sua determinazione. Il popolo di Israele le è grato per la sua leadership nell'affrontare l'impero del male dell'Iran e per il suo fermo impegno a favore della sicurezza di Israele. Non dimenticheremo mai i suoi instancabili sforzi per garantire il rilascio dei nostri amati ostaggi. Possa guidare il Medioriente e il mondo verso la pace e la sicurezza e continuare a rafforzare l'esclusivo partenariato tra Stati Uniti e Israele", ha scritto Herzog in un messaggio su X. "Nella tradizione ebraica, si dice che all'età di ottant'anni si acquisisca una forza straordinaria. Che possa godersi la sua meravigliosa famiglia e molti compleanni felici, pieni di benedizioni e gioia", ha aggiunto Herzog.
Media: delegazione del Qatar a Teheran per chiudere l'accordo
I negoziatori del Qatar sono volati a Teheran nell'ambito degli sforzi per chiudere l'accordo per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito a Reuters una fonte a conoscenza della situazione.
Trump: subito dopo la firma dell'accordo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti"
"Il mio accordo con l'Iran è "un muro senza armi nucleari". Di fatto, non avranno più un'arma nucleare, né potranno acquistarla né svilupparla, né in alcun altro modo". Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. "Subito dopo la firma" dell'accordo - prosegue Trump - "lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti".
Trump ribadisce: "L'Iran ha accettato di non avere l'atomica, a breve Hormuz aprirà"
"Abbiamo la Repubblica Islamica dell'Iran che ha appena accettato di non avere mai un'arma nucleare, e lo Stretto di Hormuz aprirà a a breve": è quanto affermato in un post su Truth dal presidente Usa, Donald Trump. Nel messaggio, che non specifica quando di preciso potrebbe riaprire lo Stretto, Trump annuncia il suo endorsement al congressista Mike Collins, ora candidato repubblicano al Senato per la Georgia.
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