Il presidente statunitense, parlando da Las Vegas, ha fatto sapere che sono in corso colloqui con Teheran, «vediamo cosa succede». Ma è arrivata la smentita del viceministro degli Esteri iraniano: «Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman»
L’Iran e l’Oman hanno annunciato un’intesa tecnica per un corridoio marittimo a Hormuz, un accordo che secondo i media statunitensi non è in linea con quello che vuole Donald Trump o gli Stati del Golfo. Con l’Iran preferirei «un accordo, non voglio uccidere persone», ha detto il presidente Usa, parlando a Las Vegas. «Eravamo pronti per il più grande attacco dalla seconda guerra mondiale quando mi hanno chiamato dicendo: “Per favore non farlo. Parliamo”. Poi hanno detto: “Non abbiamo mai detto questa cosa”...». In ogni caso, ha aggiunto Trump, «stiamo parlando, vediamo cosa succede».
Ma Teheran, attraverso il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, citato dalla Cnn, ha negato la presenza di negoziati in corso al momento con gli Stati Uniti.
PUNTI CHIAVE
07:31
Iran: «Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman»
06:00
Trump: «Preferirei un accordo, non voglio uccidere persone»
Teheran, arrestate 21 spie legate a Mossad
Secondo quanto riportato dall'emittente statale Irib, il ministero iraniano dell'Intelligence ha arrestato 21 persone presumibilmente legate al Mossad, l'agenzia di spionaggio israeliana. I "mercenari", si legge in una nota, raccoglievano informazioni sull'esercito iraniano e le trasmettevano al Mossad. Gli arresti sono avvenuti nella provincia sud-orientale di Kerman.
In corso terzo round colloqui con Israele a Roma
Sono iniziati a Roma i colloqui tra Israele e Libano: si tratta del terzo round di negoziati dopo due giorni di confronto intenso nella sede diplomatica statunitense. I negoziati si svolgono dopo i sanguinosi scontri di ieri nel sud del Libano, in cui due soldati delle forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti uccisi e quattro feriti. In risposta, le Idf hanno ripreso gli attacchi contro Hezbollah. Secondo il quotidiano libanese Al Akhbar, gli Stati Uniti si sarebbero schierati dalla parte di Israele per quanto riguarda i tempi del disarmo di Hezbollah da parte dell'esercito libanese. I mediatori americani avrebbero dichiarato ieri alle loro controparti libanesi di non avere intenzione di fare pressioni su Israele per accelerare il ritiro delle Idf e che le forze armate libanesi devono intraprendere azioni concrete per disarmare Hezbollah in tutto il Libano, in modo da poter accelerare ed espandere le zone pilota.
Due soldati israeliani morti in combattimento nel sud del Libano
Due soldati riservisti israeliani sono stati uccisi durante un combattimento nel sud del Libano, ha annunciato oggi l'esercito che sta combattendo contro il gruppo militante Hezbollah sostenuto dall'Iran. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno identificato le vittime come il maggiore Harel Birenstock, 34enne comandante di compagnia nel 2855mo battaglione della 55ma brigata, e il sergente maggiore Tamir Vaknin, 33enne dello stesso battaglione. I due soldati sono le prime vittime israeliane nel sud del Libano dal 28 giugno, secondo il sito web dell'esercito delle Idf.
Turchia: «Lieti delle notizie su una possibile ripresa dei colloqui Iran-Usa»
"Accogliamo con favore le dichiarazioni che indicano una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Auspichiamo una rapida ripresa del cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo siriano, Asaad al-Shaibani, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt.
Media: «In corso contatti indiretti Teheran-Usa»
Sono in corso contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran attraverso i mediatori. A riferirlo è stata una fonte di primo piano citata dai canali Al-Arabiya e Al-Hadath. Secondo la fonte, questi contatti sono entrati nella fase finale. Sempre a quanto riferito dalle stesse emittenti, l'intesa tra Teheran e l'Oman sullo stretto di Hormuz è pronta, manca solo il via libera del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. "L'accordo di 60 giorni su Hormuz mira a rompere lo stallo e avviare negoziati tecnici" tra Washington e Teheran, ha assicurato la fonte. Questa mattina, il ministero degli Esteri pakistano ha espresso l'auspicio che un patto tra Iran e Oman sullo stretto di Hormuz porti alla ripresa dei colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran.
Media Beirut: «Nella notte nuovi raid israeliani sul sud del Libano»
Israele ha condotto nella notte una serie di raid contro due località del sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Ani, precisando che "il nemico israeliano ha intensificato gli attacchi" nella regione di Tiro, conducendo dalla notte scorsa "una serie di raid aerei e bombardamenti". Droni israeliani hanno colpito un quartiere del villaggio di Bourj al-Chamali, preso poi di mira da un nuovo attacco aereo, causando quattro feriti, ha aggiunto l'agenzia di stampa. L'aviazione israeliana ha inoltre attaccato Mansouri, dove ieri l'Idf aveva emanato un ordine di evacuazione, ha proseguito Ani.
Idf: «Violazioni dell'accordo quadro nel sud del Libano»
Due soldati israeliani sono rimasti uccisi ieri nel sud del Libano, e altri 4 feriti gravemente, a seguito dell'esplosione di un ordigno in un'abitazione nel villaggio di Majdal Zoun, all'interno della Linea Gialla. Secondo fonti militari, l'indagine in corso si sta concentrando sul chiarire se l'ordigno sia stato piazzato nel villaggio prima del ritiro di Hezbollah dall'area, o se invece una cellula della milizia sia riuscita di recente a infiltrarsi nel territorio controllato dall'Idf e ad attivare la bomba a distanza. La risposta potrebbe condizionare i negoziati in corso a Roma tra le delegazioni israeliane e libanesi, che ieri sono stati interrotti prima del previsto a causa dell'incidente e della reazione israeliana, con l'Idf che effettuato una serie di raid oltre la Linea Gialla. Un secondo nodo di tensione nei colloqui in corso riguarda l'ordine di evacuazione emesso ieri dall'Idf verso il villagio di al-Mansouri, che si trova sempre all'interno della Linea Gialla. Secondo una fonte militare israeliana, in base all'accordo quadro firmato a giugno tra i due Paesi con la mediazione Usa, la Linea Gialla è definita area di combattimento attiva e non vi deve essere rientro dei civili al di fuori del meccanismo delle 'zone pilota' concordate, il cui possibile ampliamento è il cuore dei colloqui in corso a Roma. Nei giorni scorsi, ''civili libanesi hanno raggiunto la zona di al-Mansouri sotto la protezione dell'esercito libanese, che ha istituito un posto di blocco in violazione dell'accordo quadro firmato'', riferisce la fonte militare israeliana.
Pakistan: «L'intesa su Hormuz porti alla ripresa dei colloqui»
Il Pakistan spera che un accordo sullo Stretto di Hormuz porti alla ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, in base a un memorandum d'intesa mediato da Islamabad. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri. "Ci auguriamo che l'accordo sullo Stretto apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Tahir Andrabi.
Il premier pakistano Sharif in Arabia Saudita
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell'esercito di Islamabad, Asim Munir, giungeranno oggi in Arabia Saudita, dove si tratterranno in visita fino all'8 agosto. Lo ha annunciato giovedì il ministero degli Esteri del Paese asiatico, mediatore chiave nel conflitto tra Iran e Stati Uniti. "Sebbene la visita si svolga nel contesto di crescenti tensioni nel Golfo, avrà un significato che va oltre la crisi immediata e le considerazioni a breve termine", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.
Vance: «Negoziati con gli iraniani saranno complessi, sono un popolo difficile»
Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha dichiarato in un'intervista a Fox News in tarda serata che i negoziati di pace con l'Iran sono "complessi" e richiedono tempo. "Gli iraniani sono un popolo straordinariamente difficile" con "un sistema frammentato", ha dichiarato, citato anche da Cnn, nell'intervista: "Il nostro compito è quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti".
"E credo che alla fine arriveremo a una conclusione - sarà un percorso complesso e richiederà del tempo - come potete vedere, il petrolio oggi era a 79 dollari", ha detto Vance. "I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avrà mai un'arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte". "Ma siamo ancora nel vivo della questione e credo che molti stiano cercando di prevedere con esattezza come andrà a finire", ha concluso Vance.
Iran: «Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman»
L'Iran nega di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l'Oman in forma strettamente bilaterale. Lo ha dichiarato ai media iraniani, citato da Cnn, il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi. "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa", ha dichiarato in un'intervista televisiva. "Non ci sono stati negoziati", ha aggiunto Gharibabadi, riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi dagli Usa sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Donald Trump ha parlato più volte nelle ultime ore di "ottimi colloqui" in corso con Teheran.
Trump smentisce carenza munizioni: «Parole da traditori»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha smentito che le forze statunitensi soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di "tradimento" chi ha messo in giro queste voci. "Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di 'munizioni', soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità", ha scritto Trump su Truth, "le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese".
"Gli 'spifferatori' di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!", ha aggiunto il presidente Usa. Il riferimento è all'articolo dell'Nbc e del Washington Post secondo cui, durante un recente incontro a Camp David, Trump avrebbe strigliato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusandolo di avergli nascosto il reale stato delle scorte di munizioni statunitensi, che starebbe limitando le opzioni di Washington in Iran. Hegseth a sua volta, hanno riferito fonti ben informate a Nbc, avrebbe scaricato la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg.
Due soldati israeliani morti in combattimento nel sud del Libano
Due soldati riservisti israeliani sono stati uccisi durante un combattimento nel sud del Libano, ha annunciato oggi l'esercito che sta combattendo contro il gruppo militante Hezbollah sostenuto dall'Iran. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno identificato le vittime come il maggiore Harel Birenstock, 34enne comandante di compagnia nel 2855mo battaglione della 55ma brigata, e il sergente maggiore Tamir Vaknin, 33enne dello stesso battaglione.
Wp: «Trump ha attaccato Hegseth sulla carenza di missili per la guerra in Iran»
La frustrazione di Donald Trump riguardo alla guerra contro l'Iran è esplosa la scorsa settimana a Camp David quando il presidente ha chiesto spiegazioni a Pete Hegseth sulla grave carenza di missili americani. Lo hanno riferito al Washington Post due fonti informate. Secondo la Cnn, a causa del conflitto contro l'Iran gli Stati Uniti hanno usato quasi l'80% delle loro riserve. Un'analisi che Hegseth ha bollato come fake news. Ma secondo la ricostruzione del Washington Post, venerdì scorso a margine della riunione di governo a Camp David Trump ha espresso il suo disappunto.
Le fonti hanno riferito che la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea hanno contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso attribuendo al suo vice, Stephen Feinberg, la responsabilità. Interpellata dal Washington Post sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la storia una "fake news al 100%". "Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth", ha detto.
Trump: «Preferirei un accordo, non voglio uccidere persone»
Con l'Iran "preferire un accordo, non voglio uccidere persone". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump parlando a Las Vegas. "Eravamo pronti per il più grande attacco dalla seconda guerra mondiale quando mi hanno chiamato dicendo: 'Per favore non farlo. Parliamo'. Poi hanno detto: 'Non abbiamo mai detto questa cosa'...". In ogni caso, ha aggiunto, "stiamo parlando, vediamo cosa succede".
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