Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appare orientato a respingere l'ultima proposta negoziale iraniana, esaminata ieri insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale. Lo riferiscono alla Cnn fonti ben informate. Secondo quanto emerso, Trump teme di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un'intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran.

Intanto il vicepresidente JD Vance ha ripetutamente messo in discussione sia la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, sia l'ipotesi che il Pentagono abbia sottostimato quello che appare come un drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Vance ha espresso dubbi sull'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono in merito alla guerra.

12:06

Media, "Msc Francesca e Epaminondas ancora ferme in acque iraniane"

Un'immagine satellitare dell'Agenzia Spaziale Europea mostra che Teheran ha spostato le due navi mercantili sequestrate la settimana scorsa, la Msc Francesca e la Epaminondas, nelle acque iraniane al largo dell'isola di Hormuz. Lo riporta Sky News sottolineando che le navi sarebbero a 2 chilometri di distanza l'una dall'altra, a circa 68 km dal luogo in cui erano state catturate.

11:40

Media, bimbo di 9 anni ucciso in attacco Israele a Gaza

Un attacco aereo israeliano ha ucciso un bambino di nove anni nella zona orientale di Khan Younis, nel sud di Gaza, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Lo riporta, tra gli altri, Al Jazeera. Il bambino è stato identificato come Adel Lafi al-Najjar. Una donna è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco nel nord di Gaza, mentre questa mattina i bombardamenti di artiglieria e gli attacchi aerei israeliani hanno colpito diverse zone, tra cui Beit Lahiya e il campo profughi di Jabalia, nonché la zona orientale di Khan Younis. 

11:02

Guerra in Medio Oriente fa volare i colossi del petrolio

L'impennata dei costi degli idrocarburi, legata alla guerra innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, fa volare i conti dei colossi petroliferi. Lo confermano i dati sul primo trimestre del 2026 resi pubblici oggi dal gigante britannico Bp, che indicano profitti pari a oltre i 3,8 miliardi di dollari fra gennaio e marzo, contro i 687 milioni dello stesso periodo del 2025. Dati frutto di una situazione "eccezionale" sui mercati, riconosce la nuova direttrice generale Meg O'Neill, sottolineando tuttavia "nell'insieme" come l'attività dell'azienda proceda "bene" verso "il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2027".

10:33

Presidenza Iran: "Gli Usa non hanno problemi con il nucleare, è che non accettano la nostra libertà"

Non possono accettare che Teheran sia libero nelle sue scelte. Ma gli Stati Uniti sanno che l'Iran non vuole usare le armi nucleari. È quanto sostiene il vice portavoce presidenziale Seyyed Mehdi Tabatabai, che su X scrive: "Dicono 'no all'energia atomica' mentre settant'anni fa gli americani incoraggiavano l'Iran nucleare". "Sanno che l'Iran vuole l'energia atomica solo per scopi pacifici. Quindi non hanno problemi con un Iran nucleare. Ma non possono tollerare un Iran indipendente. Nelle parole di ieri del ministro degli Esteri americano, questa visione è evidente", ha sottolineano.

09:59

Iran: media, Vance preoccupato da gestione guerra da parte del Pentagono

 In vari incontri a porte chiuse il vicepresidente americano JD Vance avrebbe ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa mettendo l'accento sul fatto che il Pentagono avrebbe minimizzato quello che sembra essere il drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic. Due alti funzionari dell'amministrazione Usa - viene spiegato - hanno riferito che Vance ha messo in dubbio l'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono sulla guerra e ha espresso le sue preoccupazioni circa la disponibilità di alcuni sistemi missilistici durante colloqui con il presidente Trump.

09:41

Teheran: "Usa non possono più imporre la loro politica a nazioni indipendenti"

"Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di imporre la loro politica a nazioni indipendenti". Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaei-Nik, secondo quanto riporta la televisione di Stato iraniana. Washington, ha poi aggiunto, dovrebbe "accettare che deve abbandonare le sue richieste illegali e irragionevoli'.

09:15

Iran, Bessent: presto stop a industria petrolifera iraniana per blocco Usa

Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ritiene che l'industria petrolifera iraniana inizierà a fermare la produzione a causa del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. "Mentre i leader superstiti del Corpo dei Guardiani della rivoluzione sono intrappolati come topi che annegano nelle fogne, la scricchiolante industria petrolifera iraniana sta iniziando a fermare la produzione a causa del blocco americano", ha scritto Bessent su X rilanciando l'articolo del Wall Street Journal secondo cui l'Iran sta ricorrendo a "misure estreme" per evitare di interrompere la produzione petrolifera. "Il pompaggio crollerà presto - ha aggiunto Bessent - quindi ci sarà carenza di benzina in Iran!".

08:14

Taglio dei voli per l'aumento del carburante

 Ryanair, Transavia, Volotea e altre compagnie aeree low cost stanno subendo le conseguenze dell'aumento dei prezzi del carburante per aerei, conseguenza della guerra in Medio Oriente, e stanno riducendo i voli. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha sottratto un'enorme quantità di petrolio al mercato, facendo schizzare alle stelle il prezzo del carburante per aerei e alimentando i timori di carenze che potrebbero costringere le compagnie aeree a cancellare i voli. Le compagnie non stanno aspettando che si verifichi una carenza di rifornimenti per reagire.

"Avviso di viaggio: le compagnie aeree stanno cancellando migliaia di voli proprio ora", ha dichiarato Karen Schaler, conduttrice di Travel Therapy Tv, in un reel su Instagram lo scorso fine settimana.
"Prenotate in anticipo". Un consiglio che troverebbe l'approvazione del Ceo di Ryanair, Michael O'Leary, che all'inizio del mese aveva espresso preoccupazione per il fatto che i timori di carenza di carburante stessero inducendo le persone a rimandare le prenotazioni dei voli.

Le compagnie aeree low-cost - che, secondo diverse stime, controllano poco più di un terzo del mercato globale - sono le prime a risentire della crisi a causa della natura del loro modello di business. Con biglietti più economici, hanno una minore capacità di assorbire l'aumento dei costi del carburante.
 

07:27

Risalgono i prezzi del petrolio

 I prezzi del petrolio hanno ripreso a salire, poiche' gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran restano in fase di stallo, con lo stretto di Hormuz ancora in gran parte chiuso. Sui mercati asiatici i prezzi del greggio avanzano quasi dell'1%, con il Brent sopra 109 dollari, il livello piu' alto da prima dell'accordo di cessate il fuoco, mentre il WTI si attesta sopra 97 dollari al barile.

07:27

Superyacht legato a Putin supera Hormuz

Un superyacht legato a uno dei principali alleati del presidente russo Vladimir Putin ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale.
Il lussuoso yacht Nord, lungo 142 metri riconducibile al miliardario russo Alexey Mordashov, soggetto a sanzioni, ha viaggiato da Dubai a Muscat, in Oman, durante il fine settimana, risultando una delle poche imbarcazioni private ad aver transitato attraverso lo stretto negli ultimi mesi.
Mordashov, che ha stretti legami con Putin, non risulta essere il proprietario ufficiale dell'imbarcazione di lusso. Tuttavia, i registri di Nord indicano che l'imbarcazione e' stata registrata a nome di una societa' di proprieta' della moglie nel 2022.
Nord, il cui costo e' stimato in oltre 500 milioni di dollari, ha lasciato Dubai venerdi' sera ed e' arrivato ad Al Mouj, un porto turistico nella capitale dell'Oman, domenica mattina, secondo i dati della piattaforma Marine Traffic.

07:26

Dubbi di Vance sulla guerra in Iran

 Il vicepresidente americano JD Vance ha ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, nonché l'ipotesi che il Pentagono abbia sottostimato quello che appare come un drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Vance ha espresso dubbi sull'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono in merito alla guerra.
Il vicepresidente Usa ha espresso anche preoccupazione riguardo all'esaurimento di alcuni tipi di munizioni. Vance si sarebbe rivolto direttamente a Donald Trump cercando però di non creare divisioni all'interno del governo. 

07:25

A Trump non piace la proposta di Teheran

Secondo quanto affermato da alcuni funzionari, la riapertura dello Stretto di Hormuz senza aver risolto le questioni relative all'arricchimento nucleare iraniano o alle scorte di uranio arricchito a un livello quasi vicino a quello nececcario per la costruzione di bombe atomiche potrebbe privare gli Stati Uniti di un elemento chiave di pressione nei negoziati. Allo stesso tempo, lasciare bloccato lo Stretto di Hormuz prolungherebbe l'aumento dei prezzi dell'energia.

Dopo l'incontro di ieri, prosegue la Cnn, non è chiaro quali saranno le prossime mosse di Trump. I funzionari americani si sono detti preoccupati per quelle che definiscono come 'divisioni' all'interno del regime iraniano e per la mancanza di certezza su chi abbia il potere decisionale ultimo su un potenziale accordo.

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