Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appare orientato a respingere l'ultima proposta negoziale iraniana, esaminata ieri insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale. Lo riferiscono alla Cnn fonti ben informate. Secondo quanto emerso, Trump teme di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un'intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran.

Intanto il vicepresidente JD Vance ha ripetutamente messo in discussione sia la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, sia l'ipotesi che il Pentagono abbia sottostimato quello che appare come un drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Vance ha espresso dubbi sull'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono in merito alla guerra.

Gli Emirati Arabi hanno deciso di uscire dall'Opec, il gruppo dei paesi produttori di petrolio, e dall'Opec+, che include altri dieci paesi fra cui la Russia, a partire dal primo maggio. Il paese pianifica un riallineamento strategico nel quadro della guerra in Iran. 

PUNTI CHIAVE

17:59

L'Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace

15:54

Media libanesi: “Iran propone negoziati in 3 fasi, nucleare solo alla fine”

14:47

Gli Emirati Arabi Uniti escono dall'OPEC e dall'OPEC+ 

17:59

L'Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace

I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

16:49

"Due morti in un attacco israeliano nei pressi di Gaza City"

"Almeno due persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite dopo che un drone israeliano ha colpito un veicolo civile a ovest di Gaza City". Lo riporta Al Jazeera informata da fonti sul posto.

16:44

"Hezbollah afferma di aver colpito un carro armato israeliano nel Libano meridionale"

Il gruppo libanese afferma di aver colpito con un drone "un carro armato Merkava nella città di Qantara, nel sud del Libano". Lo riporta Al Jazeera

16:33

Trump, "l'Iran ci ha detto che è al collasso, chiede di riaprire Hormuz"

"L'Iran ci ha appena informato di trovarsi in uno 'Stato di collasso'. Ci chiedono di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, mentre cercano di risolvere la loro situazione di leadership (cosa che, credo, riusciranno a fare!)". Lo scrive il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth.

15:54

Media libanesi: “Iran propone negoziati in 3 fasi, nucleare solo alla fine”

Secondo quanto riportato da Al-Mayadeen, una testata libanese vicina all’Iran e a Hezbollah, la proposta iraniana agli Stati Uniti si articola in tre fasi.

1) La fine della guerra

2) La gestione dello Stretto di Hormuz

3) Negoziati sul nucleare

L’Iran vuole che gli Stati Uniti e Israele pongano fine alla guerra in Iran e Libano e garantiscano che non ci saranno ulteriori attacchi contro questi due paesi. Dopo la prima fase, inizieranno i colloqui sulla gestione dello Stretto di Hormuz, in coordinamento con l’Oman, al fine di sviluppare un quadro giuridico per la governance e il traffico in questa via navigabile. Una volta completate la prima e la seconda fase, l’Iran e gli Stati Uniti potranno avviare negoziati sul nucleare. Secondo Al-Mayadeen, l’Iran non si impegnerà nella questione nucleare finché non saranno completate le prime due fasi.

15:25

Wsj, "serve un'indagine per accertare i legami fra Qatar e procuratore Cpi"

Serve un'indagine sui legami fra il Qatar e Karim Khan, il procuratore della Corte penale internazionale che ha ottenuto il mandato d'arresto nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu e del suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant. A chiederla è il board editoriale del Wall Street Journal dopo che una nuova testimonianza ha rivelato che il governo del Qatar aveva promesso di "prendersi cura" di Khan se avesse agito contro Netanyahu.

15:06

Netanyahu torna in aula nel suo processo per corruzione, ma viene rinviato di nuovo per "motivi di sicurezza"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, torna in aula per dichiarare nel suo processo per corruzione, dopo una pausa di oltre due mesi dovuta alla guerra con l'Iran. Lo raccontano diversi media israeliani, tra cui il Times of Israel. La giudice Rivka Friedman-Feldman ha annunciato che l'udienza terminerà alle 16 (le 15 in Italia). Il processo avrebbe dovuto riprendere ieri, ma è stato annullato all'ultimo minuto per motivi di sicurezza, segnalati al tribunale dall'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. La testimonianza dovrebbe riprendere da dove il premier l'aveva interrotta durante l'ultima udienza del 24 febbraio.

14:47

Gli Emirati Arabi Uniti escono dall'OPEC e dall'OPEC+ 

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il loro ritiro dall'OPEC e dall'OPEC+ a partire dal 1° maggio. La decisione, spiega Al Jazeera, infligge un duro colpo ai gruppi esportatori di petrolio e al loro leader di fatto, l'Arabia Saudita. I produttori OPEC del Golfo stanno già incontrando difficoltà nel trasportare le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz. La decisione è arrivata dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno criticato gli altri stati arabi per non aver fatto abbastanza per proteggerli dai numerosi attacchi iraniani durante la guerra. L'OPEC, fondata nel 1960, è uno degli attori più potenti nell'offerta globale di petrolio: l'organizzazione produce oltre un terzo della fornitura mondiale di petrolio.

14:43

Onu, più di 4 milioni di iraniani potrebbero cadere in povertà. Inflazione al 72 per cento

Milioni di iraniani hanno perso il lavoro e fino a 4,1 milioni di persone potrebbero cadere in povertà a causa del conflitto tra il loro Paese e Stati Uniti e Israele. Lo scrive Cnn che cita dati del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), ricordando come l'economia iraniana già versasse in condizioni disastrose prima del conflitto, con un reddito nazionale pro capite crollato da circa 8.000 dollari nel 2012 a 5.000 dollari nel 2024, per inflazione, corruzione e sanzioni. Ora le prospettive sono persino peggiori. Secondo i dati ufficiali, il tasso di inflazione annuale a marzo ha raggiunto il 72% e per i beni di prima necessità è anche più elevato.

14:34

Cinque persone sono state condannate all'ergastolo in Bahrein per "collaborazione con l'Iran"

Secondo quanto riportato da vari media, tra cui la Cnn, cinque persone in Bahrein sono state condannate all'ergastolo dopo essere state riconosciute colpevoli di aver compiuto "atti terroristici e ostili" per conto dell'Iran. La fonte è l'agenzia di stampa statale Bahrein News Agency. Martedì, l'Alta Corte penale del Bahrein ha emesso la sentenza di ergastolo in due casi distinti, condannando due afghani in uno e tre bahreiniti nell'altro, assolvendo al contempo un sesto imputato.

14:32

Axios, "il conflitto iraniano rischia di diventare la nuova guerra fredda"

"Il conflitto con l'Iran è la nuova Guerra Fredda": è il titolo di un'analisi di Axios sul conflitto tra Usa e Iran. "Sanzioni finanziarie, intercettazioni di cannoniere e colloqui per avviare negoziati. Diversi funzionari statunitensi hanno dichiarato al sito di essere preoccupati che l'America venga trascinata in un conflitto congelato, senza guerra e senza accordo. In questo scenario, gli Stati Uniti dovrebbero mantenere le proprie forze nella regione per molti altri mesi. Lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso, il blocco statunitense resterebbe in vigore ed entrambe le parti continuerebbero ad aspettare che l'altra ceda o apra il fuoco per prima. Con le elezioni di metà mandato di novembre ormai a sei mesi di distanza, "un conflitto congelato è la cosa peggiore per Trump, sia politicamente che economicamente", ha affermato una fonte vicina al presidente. Trump è indeciso tra lanciare nuovi attacchi militari o aspettare di vedere se le sue sanzioni finanziarie di "massima pressione" renderanno l'Iran più propenso a negoziare la fine del suo programma nucleare, secondo quanto riferito ad Axios da cinque consiglieri che hanno parlato con il presidente.

12:06

Media, "Msc Francesca e Epaminondas sono ancora ferme in acque iraniane"

Un'immagine satellitare dell'Agenzia Spaziale Europea mostra che Teheran ha spostato le due navi mercantili sequestrate la settimana scorsa, la Msc Francesca e la Epaminondas, nelle acque iraniane al largo dell'isola di Hormuz. Lo riporta Sky News sottolineando che le navi sarebbero a 2 chilometri di distanza l'una dall'altra, a circa 68 km dal luogo in cui erano state catturate.

11:40

Media, bimbo di 9 anni ucciso in attacco Israele a Gaza

Un attacco aereo israeliano ha ucciso un bambino di nove anni nella zona orientale di Khan Younis, nel sud di Gaza, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese Wafa. Lo riporta, tra gli altri, Al Jazeera. Il bambino è stato identificato come Adel Lafi al-Najjar. Una donna è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco nel nord di Gaza, mentre questa mattina i bombardamenti di artiglieria e gli attacchi aerei israeliani hanno colpito diverse zone, tra cui Beit Lahiya e il campo profughi di Jabalia, nonché la zona orientale di Khan Younis. 

11:02

Guerra in Medio Oriente fa volare i colossi del petrolio

L'impennata dei costi degli idrocarburi, legata alla guerra innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, fa volare i conti dei colossi petroliferi. Lo confermano i dati sul primo trimestre del 2026 resi pubblici oggi dal gigante britannico Bp, che indicano profitti pari a oltre i 3,8 miliardi di dollari fra gennaio e marzo, contro i 687 milioni dello stesso periodo del 2025. Dati frutto di una situazione "eccezionale" sui mercati, riconosce la nuova direttrice generale Meg O'Neill, sottolineando tuttavia "nell'insieme" come l'attività dell'azienda proceda "bene" verso "il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2027".

10:33

Presidenza Iran: "Gli Usa non hanno problemi con il nucleare, è che non accettano la nostra libertà"

Non possono accettare che Teheran sia libero nelle sue scelte. Ma gli Stati Uniti sanno che l'Iran non vuole usare le armi nucleari. È quanto sostiene il vice portavoce presidenziale Seyyed Mehdi Tabatabai, che su X scrive: "Dicono 'no all'energia atomica' mentre settant'anni fa gli americani incoraggiavano l'Iran nucleare". "Sanno che l'Iran vuole l'energia atomica solo per scopi pacifici. Quindi non hanno problemi con un Iran nucleare. Ma non possono tollerare un Iran indipendente. Nelle parole di ieri del ministro degli Esteri americano, questa visione è evidente", ha sottolineano.

09:59

Iran: media, Vance preoccupato da gestione guerra da parte del Pentagono

 In vari incontri a porte chiuse il vicepresidente americano JD Vance avrebbe ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa mettendo l'accento sul fatto che il Pentagono avrebbe minimizzato quello che sembra essere il drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic. Due alti funzionari dell'amministrazione Usa - viene spiegato - hanno riferito che Vance ha messo in dubbio l'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono sulla guerra e ha espresso le sue preoccupazioni circa la disponibilità di alcuni sistemi missilistici durante colloqui con il presidente Trump.

09:41

Teheran: "Usa non possono più imporre la loro politica a nazioni indipendenti"

"Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di imporre la loro politica a nazioni indipendenti". Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaei-Nik, secondo quanto riporta la televisione di Stato iraniana. Washington, ha poi aggiunto, dovrebbe "accettare che deve abbandonare le sue richieste illegali e irragionevoli'.

09:15

Iran, Bessent: presto stop a industria petrolifera iraniana per blocco Usa

Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ritiene che l'industria petrolifera iraniana inizierà a fermare la produzione a causa del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. "Mentre i leader superstiti del Corpo dei Guardiani della rivoluzione sono intrappolati come topi che annegano nelle fogne, la scricchiolante industria petrolifera iraniana sta iniziando a fermare la produzione a causa del blocco americano", ha scritto Bessent su X rilanciando l'articolo del Wall Street Journal secondo cui l'Iran sta ricorrendo a "misure estreme" per evitare di interrompere la produzione petrolifera. "Il pompaggio crollerà presto - ha aggiunto Bessent - quindi ci sarà carenza di benzina in Iran!".

08:14

Taglio dei voli per l'aumento del carburante

 Ryanair, Transavia, Volotea e altre compagnie aeree low cost stanno subendo le conseguenze dell'aumento dei prezzi del carburante per aerei, conseguenza della guerra in Medio Oriente, e stanno riducendo i voli. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha sottratto un'enorme quantità di petrolio al mercato, facendo schizzare alle stelle il prezzo del carburante per aerei e alimentando i timori di carenze che potrebbero costringere le compagnie aeree a cancellare i voli. Le compagnie non stanno aspettando che si verifichi una carenza di rifornimenti per reagire.

"Avviso di viaggio: le compagnie aeree stanno cancellando migliaia di voli proprio ora", ha dichiarato Karen Schaler, conduttrice di Travel Therapy Tv, in un reel su Instagram lo scorso fine settimana.
"Prenotate in anticipo". Un consiglio che troverebbe l'approvazione del Ceo di Ryanair, Michael O'Leary, che all'inizio del mese aveva espresso preoccupazione per il fatto che i timori di carenza di carburante stessero inducendo le persone a rimandare le prenotazioni dei voli.

Le compagnie aeree low-cost - che, secondo diverse stime, controllano poco più di un terzo del mercato globale - sono le prime a risentire della crisi a causa della natura del loro modello di business. Con biglietti più economici, hanno una minore capacità di assorbire l'aumento dei costi del carburante.
 

07:27

Risalgono i prezzi del petrolio

 I prezzi del petrolio hanno ripreso a salire, poiche' gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran restano in fase di stallo, con lo stretto di Hormuz ancora in gran parte chiuso. Sui mercati asiatici i prezzi del greggio avanzano quasi dell'1%, con il Brent sopra 109 dollari, il livello piu' alto da prima dell'accordo di cessate il fuoco, mentre il WTI si attesta sopra 97 dollari al barile.

07:27

Superyacht legato a Putin supera Hormuz

Un superyacht legato a uno dei principali alleati del presidente russo Vladimir Putin ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale.
Il lussuoso yacht Nord, lungo 142 metri riconducibile al miliardario russo Alexey Mordashov, soggetto a sanzioni, ha viaggiato da Dubai a Muscat, in Oman, durante il fine settimana, risultando una delle poche imbarcazioni private ad aver transitato attraverso lo stretto negli ultimi mesi.
Mordashov, che ha stretti legami con Putin, non risulta essere il proprietario ufficiale dell'imbarcazione di lusso. Tuttavia, i registri di Nord indicano che l'imbarcazione e' stata registrata a nome di una societa' di proprieta' della moglie nel 2022.
Nord, il cui costo e' stimato in oltre 500 milioni di dollari, ha lasciato Dubai venerdi' sera ed e' arrivato ad Al Mouj, un porto turistico nella capitale dell'Oman, domenica mattina, secondo i dati della piattaforma Marine Traffic.

07:26

Dubbi di Vance sulla guerra in Iran

 Il vicepresidente americano JD Vance ha ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, nonché l'ipotesi che il Pentagono abbia sottostimato quello che appare come un drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Vance ha espresso dubbi sull'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono in merito alla guerra.
Il vicepresidente Usa ha espresso anche preoccupazione riguardo all'esaurimento di alcuni tipi di munizioni. Vance si sarebbe rivolto direttamente a Donald Trump cercando però di non creare divisioni all'interno del governo. 

07:25

A Trump non piace la proposta di Teheran

Secondo quanto affermato da alcuni funzionari, la riapertura dello Stretto di Hormuz senza aver risolto le questioni relative all'arricchimento nucleare iraniano o alle scorte di uranio arricchito a un livello quasi vicino a quello nececcario per la costruzione di bombe atomiche potrebbe privare gli Stati Uniti di un elemento chiave di pressione nei negoziati. Allo stesso tempo, lasciare bloccato lo Stretto di Hormuz prolungherebbe l'aumento dei prezzi dell'energia.

Dopo l'incontro di ieri, prosegue la Cnn, non è chiaro quali saranno le prossime mosse di Trump. I funzionari americani si sono detti preoccupati per quelle che definiscono come 'divisioni' all'interno del regime iraniano e per la mancanza di certezza su chi abbia il potere decisionale ultimo su un potenziale accordo.

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