Dopo il ritrovamento a Gaza del corpo di sei ostaggi rapiti da Hamas sono scoppiate le proteste. I manifestanti accusano il governo di aver abbandonato gli ostaggi: il tribunale del lavoro ha chiesto di anticipare la firma dello sciopero, che il premier ha definito «una vergogna»
Tra blocchi delle strade e arresti nelle manifestazioni di domenica sera, indette dal Forum delle famiglie degli ostaggi, dopo il ritrovamento dei corpi di sei ostaggi da parte dell’Idf, è terminato lo sciopero generale in Israele, annunciato ieri dalla Federazione del lavoro dell’Histadrut.
Nel primo pomeriggio il tribunale del lavoro ha ordinato di anticipare la fine dello sciopero, una decisione molto apprezzata dall’estrema destra israeliana. Netanyahu stesso ha definito l’iniziativa «una vergogna».
L’obiettivo era quello di fare pressione sul governo perché faccia uno sforzo per raggiungere un accordo per la liberazione degli ostaggi. Nelle manifestazioni di ieri, oltre ad aver arrestato 25 manifestanti, secondo quanto riportato da Haaretz, la polizia avrebbe ferito diversi dimostranti, tra cui uno che sarebbe stato picchiato dagli agenti al petto e alla testa e un uomo che è stato colpito alla schiena da una granata stordente.
Tra i feriti, la parlamentare laburista Naama Lazimi e il suo consigliere: «C’è stata poi un’altra esplosione che ci ha quasi colpiti direttamente», ha raccontato Lazimi su X, aggiungendo che un agente di polizia aveva poi notato cosa stava succedendo e li aveva allontanati, e che «miracolosamente, non è successo niente a parte qualche livido superficiale». A Gaza, in base ai dati dell’Unrwa, sono stati vaccinati 87mila bambini.
PUNTI CHIAVE
13:15
Il tribunale del lavoro ordina fine dello sciopero generale
11:16
Nelle prossime settimane sarà presentato un accordo a Hamas e Israele
10:01
Inviato israeliano Onu chiede convocazione Consiglio sicurezza
L'entourage di Netanyahu sulle parole di Biden: "Pericolose"
L'entourage del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato le frasi del presidente americano Joe Biden secondo cui il governo di Tel Aviv non stia facendo abbastanza sforzi nei negoziati. "È strano che il presidente degli Stati Uniti faccia pressione sul primo ministro Netanyahu, che ha accettato la proposto Usa già il 31 maggio e la mediazione del 16 agosto, e non su Sinwar - il capo dell'ufficio politico di Hamas - che continua a rifiutare con veemenza qualsiasi accordo", ha detto un alto funzionario citato dal quotidiano "Yedioth Ahronoth". E ha aggiunto: "Le parole del presidente degli Stati Uniti sono particolarmente pericolose perché vengono pronunciate a pochi giorni dall'esecuzione di sei ostaggi israeliani da parte di Hamas, tra cui un cittadino statunitense".
Il Regno Unito interromperà l'export di armi verso Israele
Il ministro degli Esteri britannico, David Lammy, ha annunciato che il Regno Unito interromperà l'export di alcuni particolari tipi di armi verso Israele. In un intervento ai Comuni, riporta il sito di Sky News, Lammy ha precisato che sarà sospesa l'esportazione di circa 30 delle 350 armi dirette verso Tel Aviv. Immediata la reazione del ministro della Difesa israeliano che "si dice "profondamente amareggiato".
Netanyahu terrà una conferenza stampa questa sera
L'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che questa sera alle 20.15 ora locale, le 19.15 in Italia, terrà una conferenza stampa.
Biden: «Accordo su Gaza vicino ma Netanyahu non fa abbastanza»
Per il presidente americano Joe Biden, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non sta facendo abbastanza per raggiungere un accordo con Hamas per un cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. A domanda diretta dei giornalisti sull'impegno del leader israeliano nei negoziati ha risposto un secco «no».
Netanyahu: «Lo sciopero è stato una vergogna»
«Lo sciopero è una vergogna. State dicendo a Sinwar: avete ucciso sei persone, qui noi vi sosteniamo» ha detto durante la riunione di governo il premier Benjamin Netanyahu nella sua prima dichiarazione dopo la proclamazione dello sciopero generale. Il primo ministro ha attaccato duramente i dimostranti scesi in strada e si è opposto alla richiesta del ministro della Difesa Yoav Gallant di annullare la decisione del governo di restare nell'asse di Filadelfia. Lo sciopero, nel frattempo è finito.
L'estrema destra approva lo stop del tribunale allo sciopero "politico"
I partiti di estrema destra hanno si sono detti d'accordo con l'ordine del tribunale del lavoro di anticipare la fine della sciopero alle 14.30 (le 13.30 in Italia) rispetto alla fine anticipata annunciata dal principale sindacato del paese, Histadrut, alle 18:00 (le 17:00 in Italia).
Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, esponente del partito di estrema destra Otzma Yehudit ha ringraziato il tribunale del lavoro. Da parte sua, il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, capo del partito Sionismo religioso, ha elogiato la decisione del tribunale del lavoro di porre fine a quello che definisce uno «sciopero politico e illegale». In una nota, Smotrich ha affermato che gli israeliani sono andati al lavoro oggi «in massa», dimostrando di non essere più schiavi delle «esigenze politiche». «Non permetteremo che venga danneggiata l'economia israeliana e che in tal modo si servano gli interessi di (Yahya) Sinwar e di Hamas», ha detto Smotrich.
Il tribunale del lavoro ordina fine dello sciopero generale
Il tribunale del lavoro israeliano di Bat Yam ha stabilito che lo sciopero generale in corso nel Paese per chiedere un accordo per il rilascio degli ostaggi a Gaza deve terminare entro le 14.30 (le 13.30 in Italia), ovvero tre ore e mezza prima di quanto previsto. Il tribunale si è schierato con il governo di Benjamin Netanyahu, affermando che lo sciopero è stato motivato politicamente.
Ben Gvir: «Stiamo usando il nostro potere per impedire un accordo con Hamas»
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, ha detto di stare usando il suo potere nel governo per impedire un accordo di rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas nella Striscia di Gaza. «Oggi abbiamo potere nel governo e non mi vergogno di dire che stiamo usando questo potere per impedire un accordo sconsiderato e per fermare del tutto qualsiasi negoziato» ha detto l'esponente dell'ultradestra rivolgendosi ai membri del Forum Hagvurah che si sono radunati davanti all'ufficio del premier per protestare contro lo sciopero generale indetto oggi nel paese dal principale sindacato per fare pressione sul governo per arrivare a un'intesa. «Voi ci date la forza, quindi continuate a gridare e faremo il nostro lavoro per garantire che Netanyahu non ceda e che non ci sia un accordo sconsiderato» ha aggiunto Ben Gvir, citato da Haaretz.
Nelle prossime settimane sarà presentato un accordo a Hamas e Israele
Gli Stati Uniti stanno definendo con Egitto e Qatar l'ultima versione di un accordo "prendere o lasciare" che intendono presentare a Israele e Hamas nelle prossime settimane. A riportarlo è il Washington Post che cita un alto funzionario dell'amministrazione statunitense. "Non si può continuare a negoziare. Questo processo deve essere interrotto a un certo punto", ha rimarcato la fonte, precisando che Stati Uniti, Egitto e Qatar stavano già lavorando all'ultima versione dell'accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas quando sono stati ritrovati a Rafah i corpi di sei cittadini israeliani rapiti il 7 ottobre scorso.
Fermo l'aeroporto di Tel Aviv
Sono state registrate lunghe file all'aeroporto Ben Gurion in seguito all'annuncio dello sciopero generale. Centinaia di passeggeri sono in attesa ai banchi del check-in. I sindacati sostengono che lo sciopero continuerà fino a sera, quando solo pochi voli potranno partire.
La contro-manifestazione contro lo sciopero generale
Se migliaia di persone sono scese in piazza per lo sciopero generale in favore dei 110 ostaggi ancora imprigionati a Gaza, un'altra contromanifestazione è stata organizzata da circa cento manifestanti. "Non ci fermeremo finche' non vinceremo", è lo slogan risuonato nel corteo guidato da Yehoshua Shani, padre di Uri Shani, ucciso nella battaglia contro i miliziani di Hamas nell'avamposto di Kissuf il 7 ottobre. Lo sciopero si concluderà alle 18 di oggi.
Netanyahu chiede aiuto a Mosca per liberare gli ostaggi
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha mandato un proprio inviato in Russia per ottenere l'assistenza di Mosca nell'ambito degli sforzi tesi a ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti dall'organizzazione islamista palestinese Hamas.
Inviato israeliano Onu chiede convocazione Consiglio sicurezza
Dopo che i corpi di sei ostaggi assassinati sono stati recuperati dall'Idf, l'ambasciatore delle Nazioni Unite Danny Danon chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di convocare una riunione urgente per condannare Hamas e "per affrontare la terribile situazione dei 101 ostaggi ancora tenuti prigionieri a Gaza".
Le parole di Joe Biden sul ritrovamento del corpo di uno degli ostaggi rapiti
Il presidente Biden ha dichiarato di essere “affranto e indignato” per la morte di Hersh Goldberg-Polin, un israeliano americano tenuto in ostaggio dal gruppo militante Hamas."Sono devastato e indignato. Hersh era tra gli innocenti brutalmente aggrediti mentre partecipava a un festival musicale per la pace in Israele il 7 ottobre. Ha perso il braccio aiutando amici e sconosciuti durante il massacro selvaggio di Hamas. Aveva appena compiuto 23 anni. Aveva pianificato di viaggiare per il mondo", ha detto Biden in una dichiarazione di sabato.
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