La pioniera della visibilità lesbica e fondatrice di 6Rang, racconta la repressione in Iran: «Persecuzione di genere e stupri aumentano durante le proteste». Denuncia arresti e torture sulle persone Lgbtq+ e sul ruolo delle donne avverte: «In molte manifestazioni non sono protagoniste, anche a causa di gruppi monarchici di opposizione sessisti»
Shadi Amin entra nel buio di questa protesta e illumina con il suo sguardo quello che non vediamo. Attivista e ricercatrice iraniana, vive in esilio dal 1983, in Germania. Ha lo sguardo puntato sull’Iran. Già nel 1997 tenne a Berlino la sua prima lezione pubblica sulle relazioni tra persone dello stesso sesso da una prospettiva iraniana, affermandosi come una pioniera della visibilità lesbica globale. Ha fondato 6Rang, rete per la difesa dei diritti Lgbtq+ in Iran, che offre supporto legale, psi


