L’Idf ordina le evacuazioni di altri villaggi nel sud del paese. Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha definito i negoziati con Israele «umilianti» e ha sostenuto che qualsiasi cessate il fuoco debba essere «globale», affermando che continueranno a contrastare gli attacchi israeliani finché questi persisteranno
Nonostante il cessate il fuoco raggiunto a Washington questa settimana, nuove violazioni della tregua in Libano sono avvenute nelle ultime ore.
L'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) ha riferito oggi che caccia israeliani hanno attaccato la zona circostante l'ospedale Jabal Amel, situato a Tiro, nel sud del Libano, con oltre quattro missili. Hezbollah ha dichiarato in un comunicato stampa di aver attaccato, nelle prime ore del mattino, un concentrato di veicoli e soldati israeliani nei pressi del Castello di Beaufort con un missile di precisione, «in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e agli attacchi contro i villaggi nel Libano meridionale».
Israele e Libano, con la mediazione degli Stati Uniti, avevano concordato martedì un cessate il fuoco a condizione che il movimento sciita cessasse sia gli attacchi che le operazioni nel Libano meridionale.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato di essere in attesa di «risposte» interne alle proposte negoziate con Israele e ha assicurato che una cessazione definitiva delle ostilità potrebbe essere attuata appena 24 ore dopo aver ricevuto il via libera.
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha definito i negoziati con Israele «umilianti» e ha sostenuto che qualsiasi cessate il fuoco debba essere «globale», affermando che continueranno a contrastare gli attacchi israeliani finché questi persisteranno. Il piano prevede la creazione di «zone pilota» in Libano che saranno controllate dall'esercito libanese e dove non potrà esserci alcuna presenza della milizia.
PUNTI CHIAVE
09:36
Netanyahu non ha ancora approvato il cessate il fuoco
09:05
Nella notte raid israeliani su Tiro in Libano: 7 morti
Iran: Aiea, non siamo in grado di verificare scorte uranio di Teheran
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) non è stata in grado di ispezionare gli impianti nucleari iraniani colpiti dalla guerra dello scorso giugno. È quanto si legge in un rapporto riservato dell’agenzia distribuito agli Stati membri e visionato da Associated Press. L'Aiea ha riferito di non poter “fornire alcuna informazione sulle attuali dimensioni, composizione o ubicazione delle scorte di uranio arricchito in Iran, né stabilire se l’Iran abbia sospeso tutte le attività legate all’arricchimento”. L'agenzia ha avvertito di essere “impossibilitata ad adempiere alle proprie responsabilità di salvaguardia” previste dall’Accordo di Salvaguardia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp), aggiungendo che è “indispensabile e urgente” che Teheran rispetti gli obblighi previsti da tale trattato. L’unico impianto nucleare iraniano ispezionato dagli ispettori dell’Aiea dall’ultimo report di febbraio è stata la centrale nucleare di Bushehr, visitata dall’1 al 3 giugno. Il reattore attualmente operativo a Bushehr utilizza uranio proveniente dalla Russia arricchito al 4,5%, un livello basso necessario per la produzione di energia in impianti di questo tipo. Secondo l’agenzia, l’Iran possiede una scorta di 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, un livello che si trova a breve distanza tecnica dal 90% necessario per uso militare. Tale quantità, ha avvertito il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, in una recente intervista ad Associated Press, potrebbe consentire all’Iran di costruire fino a 10 bombe nucleari, qualora decidesse di militarizzare il proprio programma nucleare. Grossi ha tuttavia precisato che ciò non significa che Teheran disponga effettivamente di tali armi. Secondo le linee guida dell’agenzia, materiale nucleare con un livello di arricchimento così elevato dovrebbe normalmente essere verificato ogni mese. Il rapporto afferma che Grossi ha ribadito il suo “pieno sostegno ai negoziati in corso finalizzati a trovare una soluzione reciprocamente accettabile alle questioni relative al programma nucleare iraniano” e la sua “disponibilità a sostenere un eventuale accordo”.
Netanyahu non ha ancora approvato il cessate il fuoco
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe affermato che il governo israeliano non ha ancora approvato l'attuazione del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese. Lo riporta Ynet News. "Al momento non c'è accordo, Hezbollah si oppone, e quindi non prenderò una decisione. Se accetteranno, lo sottoporrò alla vostra approvazione", avrebbe detto Netanyahu durante una riunione del gabinetto di sicurezza ieri sera.
Idf: "Ucciso comandante di Hezbollah"
La scorsa settimana le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminato Abd Harb, comandante di un'unità di ingegneria di Hezbollah. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, aggiungendo che il "terrorista" operava in un'unità incaricata dell'assemblaggio e dell'utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb - afferma l'esercito - era un veterano e un alto comandante dell'organizzazione islamista, responsabile di numerosi attentati contro i soldati delle Idf, dalla Seconda Guerra del Libano fino ad oggi. L'Idf ha aggiunto che ieri è stato distrutto un lanciatore da cui i terroristi di Hezbollah sparavano razzi contro le forze israeliane nel Libano meridionale.
Nella notte raid israeliani su Tiro in Libano: 7 morti
Almeno sette persone sono morte in attacchi israeliani notturni sulla città di Tiro, nel sud del Libano: è quanto riferito all'Afp da una fonte della Difesa civile. Un attacco nei pressi dell'ospedale Jabal Amel, secondo la stessa fonte ha provocato quattro morti e sette feriti, causando anche lievi danni alla struttura sanitaria. Un altro attacco ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre cinque, tra cui due bambini.
Libano, Idf ordinano sgombero da tre località nel sud
Le forze armate israeliane hanno diffuso tre avvisi di sgombero per le località di Aarnaya, Aanqoun e Kfar Fila, nel Libano meridionale. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e dei suoi attacchi contro il fronte interno israeliano, le Idf sono costrette ad agire con la forza, soprattutto nelle vostre zone. Le Idf non intendono farvi del male", si legge nell'avviso diffuso dall'esercito israeliano. I residenti sono stati invitati ad allontanarsi ad almeno un chilometro di distanza dalle tre località, che secondo le forze israeliane ospitano infrastrutture di Hezbollah.
© Riproduzione riservata

