Mentre continuano i raid dell’Idf sul sud del paese, i miliziani spiegano a quali condizioni possono sedersi al tavolo: «Vogliamo impegni chiari per il ritiro di Israele e pretendiamo garanzie sul ritorno degli sfollati»
«Non si negozia un’occupazione». A una settimana dal (naufragato) quarto tentativo di cessate il fuoco in Libano, Israele e Hezbollah restano fermi sulle loro posizioni. In stallo, mentre tutt’intorno si solleva la polvere dei bombardamenti. Come dice a Domani l’ex ministro Hussein Hajj Hassan (uno degli esponenti politici del movimento-milizia sciita preso di mira dalle sanzioni statunitensi), Hezbollah continua a contestare le condizioni di partenza dei negoziati. «Noi vogliamo il cessate il f

