l’accusa di unifil

Libano, una tregua che muore all’alba. Hezbollah affossa l’accordo: «Umiliante»

Il nuovo cessate il fuoco firmato da Beirut e Tel Aviv parte male, ucciso un casco blu serbo a Marjayoun, nel sud del paese. L’Unifil: «Attacco deliberato, forse crimine di guerra». E i miliziani non riconoscono nessuna intesa che non sia preceduta da un ritiro completo delle truppe israeliane. Che non intendono lasciare la zona a sud del fiume Litani

«Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e possono configurare crimini di guerra». È la dichiarazione dell’Unifil, all’indomani dell’uccisione di un altro casco blu, il sergente serbo Jovanovic, colpito da un colpo di mortaio giovedì mentre si trovava nei pressi di Marjayoun, nel Libano meridionale. Non è stata specificata la responsabilità dell’attacc

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