Teheran: «Errore strategico di Bruxelles». Tra le persone colpite dalle nuove misure ci sono comandanti dei Pasdaran e il ministro dell’Interno Eskandar Momeni. Prese di mira anche sei organizzazioni iraniane. Le sanzioni sono state prese per via della repressione violenta delle manifestazioni in corso nel paese
Dopo giorni di interlocuzioni, l’Unione europea ha annunciato sanzioni contro quindici alti comandanti e responsabili dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. Una misura decisa per via della repressione violenta delle ultime settimane contro i manifestanti che protestano contro il regime degli ayatollah. Non solo, l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha anche annunciato che i 27 paesi membri hanno anche trovato l’intesa per designare i Pasdaran come organizzazione terroristica. «I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. La repressione non può restare senza risposta - sottolinea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina», ha scritto Kallas su X.
Immediata la risposta di Teheran: «Designare i Pasdaran come terroristi è un errore strategico della Ue», ha detto il ministro degli Esteri. «Diversi paesi stanno al momento cercando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L’Europa è invece impegnata a soffiare sul fuoco».
Le sanzioni
In un comunicato diffuso da Bruxelles in mattinata si leggono i nomi degli iraniani colpite dalle ultime sanzioni. «L'Ue sta in particolare imponendo misure restrittive a Eskandar Momeni, ministro dell'Interno iraniano e Capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, e a membri del sistema giudiziario iraniano, tra cui Mohammad Movahedi-Azad, il procuratore generale, e Iman Afshari, presidente di corte. Inoltre, gli elenchi di oggi vedono coinvolti numerosi comandanti dei Guardiani della rivoluzione e alti ufficiali della polizia e delle forze di sicurezza. Tutti sono stati coinvolti nella repressione violenta delle proteste pacifiche e nell'arresto arbitrario di attivisti politici e difensori dei diritti umani», si legge nel testo elaborato nell’ambito del Consiglio Affari esteri.
Le sanzioni hanno preso di mira anche sei organizzazioni iraniane. «Le entità attualmente elencate includono, tra gli altri, l'Autorità Iraniana per la Regolamentazione dei Media Audiovisivi (Satra), l'Organizzazione per il Cyberspaziao Seraj, il Gruppo di Lavoro per la Determinazione dei Casi di Contenuti Criminali (Wgdicc) e diverse aziende di software. Queste entità erano coinvolte in attività di censura, campagne di trolling sui social media, diffusione di disinformazione e disinformazione online, o contribuivano alla diffusa interruzione dell'accesso a internet sviluppando strumenti di sorveglianza e repressione».
Sono così 247 il numero di iraniani sanzionati dall’Ue per le violazioni dei diritti umani nel paese, mentre invece sono 50 le organizzazioni coinvolte. Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni, il divieto di viaggio verso l’Ue e un divieto di rendere disponibili fondi o risorse economiche.
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