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La strage silenziosa dei migranti: altre fosse comuni in Libia. Ma l’Italia rafforza la “collaborazione”

Ventuno corpi ritrovati ad Ajdabiya: vittime sono persone migranti e rifugiate provenienti dall’Africa subsahariana. Secondo i sopravvissuti, prima di venire sepolte, sarebbero state detenute, torturate e poi uccise a colpi di arma da fuoco. Intanto il nostro paese continua cooperare con le autorità libiche in nome del “soccorso marino”

Poche settimane fa nella zona di Ajdabiya, nella parte orientale della Libia, sono state scoperte nuove fosse comuni. Al loro interno i corpi di almeno 21 persone. Non è una novità, ne un caso isolato. Già a gennaio 2025, in altre zone, tra Jikharra e Kufra, erano stati rinvenute decine di corpi in circostanze simili. A giugno le Nazioni Unite hanno dichiarato che più di 80 cadaveri erano stati rinvenuti nei pressi dei centri di detenzione nel distretto di Abu Salim, alla periferia di Tripoli. A

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