netanyahu intensifica i raid contro hezbollah

«Grande accordo o niente». Trump non riesce a uscire dal pantano iraniano

Teheran: «Abbiamo raggiunto un’intesa su molte questioni, ma la firma non è imminente». Stallo su nucleare e sanzioni. Così un tycoon sempre più disperato offre agli ayatollah di aderire agli Accordi di Abramo: «Sarebbe un onore. Altrimenti attacco». I mercati credono all’intesa: cala il prezzo del petrolio. Il premier pakistano in missione da Xi Jinping

L’accordo tra iraniani e americani c’è. Ma, allo stesso tempo, non c’è. Non davvero. Ci sono dichiarazioni (come sempre contrastanti) e non c’è firma. Ma questo accordo, dice Teheran, «non è imminente», nessuno «può fare una simile affermazione». I mercati in compenso “sentono” che l’intesa esiste: e anche se non è ancora una notizia – non lo è ancora, mancano troppi dettagli – è già buona: il petrolio scende da 104 dollari a 97. Deve calare ancora di 20 dollari per tornare ai livelli prebellici

Per continuare a leggere questo articolo