Il Pentagono: «In due notti abbiamo colpito 170 obiettivi iraniani». Per Teheran gli attacchi sono «un flagrante crimine di guerra». Sull’onda dei nuovi raid anche Tel Aviv torna a farsi sentire: «Pronti ad attaccare una terza volta se necessario»
La strada verso la pace in Medio Oriente si fa sempre più stretta, ma è sempre più necessaria: è trascorso il secondo giorno di nuove minacce e botta e risposta esplosivi tra Teheran e Washington, i loro reciproci bombardamenti hanno fermato di nuovo Hormuz. Chi entra nello snodo, adesso rimane bloccato. Anche per questo le petroliere iraniane stanno tornando indietro: ordini di Teheran intimano di lasciare rapidamente il braccio marino dopo che in una sola notte - quella trascorsa due giorni fa

