Secondo le Ong per i diritti umani migliaia di giovani attualmente nelle carceri iraniane stanno per essere giustiziati. Il capo della magistratura degli ayatollah annuncia «processi accelerati» per manifestanti e «terroristi». Il regime allestisce funerali pubblici per centinaia di poliziotti uccisi nei disordini
Nessuno saprà mai quali pensieri abbiano continuato a girare in tondo nella testa di Efran Soltani, mentre era rinchiuso nella cella della prigione di Ghezel Hesar, la più grande del paese, a nord di Teheran. Ha solo 26 anni il primo dei condannati a morte per aver preso parte all’onda di proteste più sanguinosa della più recente storia sciita. Professione: negoziante. Efran – come tutti quelli che il 28 dicembre scorso hanno acceso la miccia delle manifestazioni per il caro vita ingestibile – h


