il segno della ferocia

Il mondo non piange Ratko Mladic, lui si credeva un dio sterminatore

Condannato per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, il “macellaio di Srebrenica” è morto all’Aia a 84 anni. La carneficina serbo-bosniaca porta la sua impronta indelebile. Eppure c’era chi lo considerava ancora un “patriota”

Prima ancora del volto, fu la voce di Ratko Mladic che entrò tuonando nel libro nero della Storia, nel maggio del 1992. Era la registrazione captata dai servizi di intelligence degli ordini che il comandante dell’esercito serbo-bosniaco dava ai suoi artiglieri. Incitava a riversare su alcuni quartieri popolati di musulmani di Sarajevo, come Velesici e Pofalici, una intensa scarica di bombe. Piano di sterminio L’orrore supplementare era contenuto nell’obiettivo dichiarato: «Da im razvucemo pamet»