attività costrette a chiudere i battenti

La repressione a Hong Kong passa per il bavaglio ai librai

Il 2 luglio è morto a Taipei, in esilio, Lam Wing Kee, uno dei librai più noti di Hong Kong. Era infatti uno dei cinque librai legati alla Causeway Bay Books. Foto Epa/Ansa
Il 2 luglio è morto a Taipei, in esilio, Lam Wing Kee, uno dei librai più noti di Hong Kong. Era infatti uno dei cinque librai legati alla Causeway Bay Books. Foto Epa/Ansa
Il 2 luglio è morto a Taipei, in esilio, Lam Wing Kee, uno dei librai più noti di Hong Kong. Era infatti uno dei cinque librai legati alla Causeway Bay Books. Foto Epa/Ansa

Le librerie indipendenti sono sotto attacco, tra arresti e accuse di vendere libri «con intenti sedizioni». La morte di Lam Wing Kee è un ulteriore colpo. Così, piccoli gesti di resistenza fanno il giro del mondo: la t-shirt «sono un’impiegata in una libreria» è diventata virale dopo un arresto

HONG KONG – Le ultime settimane sono state particolarmente dure per le librerie e i librai di Hong Kong. Nel giro di poco tempo le autorità hanno perquisito undici librerie, arrestato cinque librai, accusati di mettere in mostra e vendere «oggetti con intenti sediziosi». Tre librerie fra le più importanti nel complesso panorama delle librerie indipendenti di Hong Kong sono state fatte chiudere: la Hunter Bookstore, Have a Nice Stay, e Greenfield, che era, da cinquant’anni, un punto di riferiment