Conflittualità sociale ed economica

Russia, finisce la sbornia dell’economia di guerra: le aziende licenziano, Putin contro i sindacati

Migliaia di posti di lavoro sono stati tagliati tra RŽD, Gazprom, Sberbank, Jardomost. Nonostante il Cremlino abbia recentemente invitato i vertici delle imprese russe (a porte chiuse) a contribuire “volontariamente” allo sforzo bellico, il punto è che le risorse interne da investire sono finite

A fine marzo l’annuncio del taglio di 6.000 posti di lavoro. Oleg Belozerov, amministratore delegato delle RŽD, le Ferrovie russe, ha cercato di indorare la pillola dicendo che si è trattato solo di personale amministrativo e dirigenziale. L’azienda stessa, con una lettera formale, nelle ultime settimane del 2025 ha chiesto ai suoi dipendenti dove poteva tagliare. Nella versione ufficiale, i licenziamenti sarebbero collegati all’aumento di produttività (tecnologia, riduzione dei costi, elettrici

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