La Serbia annuncia esequie solenni da grande statista per il “macellaio di Srebrenica”. Il revisionismo del presidente Vucic: «L'Occidente vuol far credere che siamo gli unici colpevoli». La morte del generale è il detonatore che fa riesplodere antichi rancori, conti mai saldati
In Bosnia esistono tre libri di storia. Uno per i serbi, uno per i musulmani, uno per i croati. Ciascuno ai propri figli la racconta come vuole. In quello per i serbi, Ratko Mladic, il generale morto nel carcere dell’Aia, è un eroe, un sincero patriota che ha difeso il suo popolo. Siccome siamo nell’era della post-verità non contano nulla le centinaia di migliaia di pagine di prove contro di lui, le testimonianze, gli stessi 18 diari di guerra degli anni Novanta sequestrati nella sua abitazione,