Non avevano mai lasciato il campo profughi, ora saliranno sul tatami insieme ai campioni mondiali. L’incontro con papa Leone XIV mercoledì, e un primo argento in gara
«Era la prima volta che salivano su un aereo. La prima volta che vedevano una città nuova, ascoltavano una lingua diversa e incontravano una cultura molto differente dalla loro. Sono felicissime». Motasim è uno degli operation manager della Taekwondo humanitarian foundation (Thf) e racconta così l’entusiasmo delle sette bambine siriane giunte a Roma, per gareggiare nel torneo Kim e Liù, organizzato dalla Federazione italiana taekwondo (Fita) che si tiene nella cornice del Grand Prix. Le piccole

