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«Non cerchiamo vendetta»: la Siria fa i conti col passato

La famiglia Hamsho nella loro casa a Kafr Suseh, a Damasco. Foto Youssef Hassan Holgado/Domani
La famiglia Hamsho nella loro casa a Kafr Suseh, a Damasco. Foto Youssef Hassan Holgado/Domani
La famiglia Hamsho nella loro casa a Kafr Suseh, a Damasco. Foto Youssef Hassan Holgado/Domani

Ahmad ha perso un padre in un attacco chimico e un fratello in carcere, oggi dice: «Nessuna grazia». La scorsa settimana è iniziato il primo processo per i crimini commessi durante il regime di Assad. Il presidente Al Sharaa vuole giustizia. Alla sbarra il cugino del leader deposto

Ahmad Hamsho ha 25 anni e fa il falegname. Vive in affitto in un piccolissimo appartamento nel sobborgo popolare di Kafr Souseh, poco fuori Damasco. La casa si trova in una piccola traversa dell’unica via principale del quartiere. Nei dintorni c’è il vuoto. Ci sono una piccola autofficina e un chioschetto alimentare. Sui marciapiedi, invece, carcasse di auto carbonizzate, spazzatura e adulti che ammazzano il tempo osservando la vita quotidiana dei passanti seduti su alcune sedie. Ahmad Hamsho vi

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