Negli Stati Uniti, le proteste contro l’Immigration and Customs Enforcement, cioè la famigerata Ice, l’Agenzia di controllo dell’immigrazione, stanno dilagando. Da Chicago a New York, da San Francisco a Detroit. L’uccisione a Minneapolis, a colpi di pistola, di una donna americana di 37 anni, Renee Nicole Good, da parte di un agente ha reso ancor più teso un clima già esasperato. Tanto più che sono emersi subito alcuni video della violenza, in cui si vede il poliziotto sparare e uccidere la donna al volante della sua auto. La difesa a spada tratta dell’agente, ad opera della Casa Bianca, ha scatenato ancora più reazioni. 

Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha attaccato l’amministrazione, smentendo la sua versione, mentre il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, ha preallertato la Guardia nazionale come difesa dagli agenti dell’Ice, scenario che avvicinerebbe uno scontro interno. A essere sotto accusa è l’Agenzia sull’immigrazione, il suo uso sistematico della forza al limite della legalità.

I morti in custodia

Solo nel 2025, le persone morte sotto la custodia dell’Ice sono state 32. Un numero record, solamente nel 2004 era stato così alto. Nel 2024 erano state 11, nel 2023 sette, nel 2022 tre. Un aumento che è legato alla crescita delle detenzioni da parte dell’Agenzia, dovuta alla campagna anti immigrazione lanciata da Donald Trump in tutto il paese con blitz e retate andate in scena ovunque. 

Le cause di queste 32 morti sono varie: convulsioni, problemi cardiaci, insufficienza respiratoria, ictus, tubercolosi, suicidio. Gli episodi si sono verificati nei centri di detenzione dell’Ice o in alcuni ospedali, ma sempre sotto la custodia degli agenti anti immigrazione.

Le sparatorie dell’Ice

Ma non ci sono solo i morti tra i detenuti. Negli ultimi quattro mesi, come riporta il New York Times, gli agenti dell’Ice sono stati responsabili di varie sparatorie. In cinque stati diversi e a Washington, Dc avrebbero aperto il fuoco su almeno nove persone. Tutti mentre erano a bordo dei loro veicoli, come la 37enne uccisa ieri. 

A settembre scorso un uomo messicano era stato ucciso, dopo che – secondo la versione data dalle autorità – aveva investito e trascinato uno degli agenti.

In teoria, secondo le regole interne dell’Ice e del dipartimento per la Sicurezza interna, gli agenti americani sono autorizzati a sparare nel caso in cui ci sia «la ragionevole convinzione» che il potenziale bersaglio sia «una minaccia imminente di morte o gravi lesioni personali». Allo stesso tempo, però, gli agenti dovrebbero «evitare di mettersi intenzionalmente e irragionevolmente in posizioni in cui non hanno alternative all’uso della forza letale». 

Secondo Newsweek, le sparatorie di agenti dell’Ice da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca sarebbero invece undici.

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