È di almeno 47 morti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia orientale. I soccorritori continuano a cercare eventuali superstiti tra le macerie dopo la violenta scossa avvenuta al largo dell’isola di Flores.

A fornire il bilancio è l’Agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi (Bnpb). Il responsabile dei soccorsi Fathur Rahman ha riferito che 50 persone sono rimaste ferite. Pesanti anche i danni provocati dal sisma. Secondo la Bnpb, sono state danneggiate quasi 160 abitazioni, oltre a decine di strutture scolastiche e sanitarie e ad altri edifici pubblici sull’isola di Flores.

La situazione

Le prime immagini del terremoto in Indonesia mostrano la violenza della scossa. In un video pubblicato dalla Bbc e girato al porto di Maumere, grossi pezzi di cemento si staccano dall’edificio del terminal e precipitano sui passeggeri in attesa di imbarcarsi su un traghetto. Alcune persone sono state scaraventate in mare dopo il crollo della passerella di accesso alla nave.

Il governatore della provincia di Nusa Tenggara Orientale, la più colpita dal sisma, ha riferito anche di persone morte nel sonno a causa dei crolli. Subito dopo la scossa era stata diramata un’allerta tsunami, poi revocata circa tre ore più tardi. L’allarme ha comunque spinto molti residenti ad abbandonare le zone costiere, con lunghe file di auto dirette verso l’interno. Secondo le autorità, almeno 2.000 persone sono state evacuate o si sono allontanate subito dopo il terremoto.

Pesanti anche le conseguenze sulla rete dei trasporti, con possibili ripercussioni sulle operazioni di soccorso e sull’arrivo degli aiuti. Cinque aeroporti della provincia di Nusa Tenggara Orientale sono stati colpiti, con danni ad alcuni terminal, compreso quello dell’aeroporto internazionale di Komodo, il più grande dell’isola di Flores. Gravemente danneggiati anche due porti dei traghetti.

Intanto si organizza l’assistenza alla popolazione. La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha fatto sapere che sono in corso i preparativi per fornire aiuto a circa duemila persone ospitate in rifugi temporanei.

Il governo ha inviato nelle zone colpite 50mila pacchi di aiuti, mentre proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie.

L’allerta tsunami revocata

La scossa è stata registrata alle 4:58 ora locale, le 21:58 GMT, al largo dell’isola di Flores ed è stata seguita da decine di repliche. L’allerta tsunami, diramata dopo il sisma, è stata revocata circa tre ore più tardi. In diverse aree sono state registrate onde inferiori a un metro.

L’epicentro è stato localizzato appena al largo della costa settentrionale di Flores, a circa 68 chilometri a nord-ovest della città costiera di Ende. L’United States Geological Survey (USGS), l’agenzia geologica statunitense, ha indicato una profondità di 10 chilometri, mentre l’agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica Bmkg ha registrato la prima scossa a 15 chilometri di profondità.

Il bilancio più grave arriva dalla zona di Maumere, principale città della reggenza di Sikka, sull’isola di Flores. Fathur Rahman, responsabile dell’agenzia di soccorso della città, ha riferito di 20 morti, sei feriti e due persone ancora intrappolate sotto le macerie.

Secondo l’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze Bnpb, circa duemila residenti di Nagekeo sono stati evacuati. Sono stati segnalati danni ad abitazioni, magazzini e strutture governative, oltre a congestione del traffico e interruzioni dell’elettricità in alcune zone della reggenza.

Il governatore della provincia di Nusa Tenggara Orientale, Emanuel Melkiades Laka Lena, ha dichiarato che almeno cinque persone sono morte sotto le macerie mentre dormivano.

Le scosse sono state avvertite in tutta Nusa Tenggara Orientale e Occidentale e in alcune zone di Sulawesi Meridionale. In diverse aree, secondo il Bnpb, il terremoto è stato percepito per circa un minuto. A Ende un ospedale ha trasferito i pazienti all’esterno. Dopo la scossa principale sono state registrate numerose repliche. 

Sisma nell’isola di Sumatra occidentale

Una nuova forte scossa di terremoto. Dodici ore più tardi, a migliaia di chilometri di distanza, un sisma di magnitudo 6,9 è stato registrato nell’isola di Sumatra occidentale, il secondo a interessare il Paese del Sud-Est asiatico in meno di 24 ore. Secondo lo United States Geological Survey (Usgs), l’epicentro è stato localizzato a Pematangsiantar, circa 126 chilometri a sud-est di Medan. Il terremoto si è verificato a una profondità di 183 chilometri. Un sisma di magnitudo 6,9 è stato registrato nell’isola di Sumatra occidentale. Secondo lo United States Geological Survey (Usgs), l’epicentro è stato localizzato a Pematangsiantar, circa 126 chilometri a sud-est di Medan. Il terremoto si è verificato a una profondità di 183 chilometri.

L’Indonesia si trova lungo la cosiddetta «Cintura di fuoco del Pacifico», una zona caratterizzata da forte attività sismica e vulcanica. Nel 1992 la stessa area era stata colpita da un terremoto di magnitudo 7,5 che provocò gravi distruzioni.

La solidarietà del ministro Tajani e di Von der Leyen

«Al momento, non risultano connazionali tra le vittime» del terremoto in Indonesia e «l'Ambasciata a Giakarta è al lavoro per assistere gli italiani che vogliono lasciare la zona». Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sui social, esprimendo '«a nome del governo italiano, la più sentita solidarietà al popolo dell'Indonesia per il violento terremoto che ha colpito l'isola di Flores». Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso la propria vicinanza all’Indonesia. «I miei pensieri sono con le famiglie che hanno perso i loro cari», ha scritto su X. Von der Leyen ha quindi annunciato la disponibilità dell’Europa a intervenire a sostegno delle operazioni di ricerca e soccorso: «Dalla solidarietà all’azione, l’Europa è pronta a schierare Copernicus, i nostri occhi nel cielo». 

Sono 500 gli italiani sull’isola di Flores

La Farnesina segue l’evoluzione della situazione in Indonesia dopo le violente scosse di terremoto che hanno provocato vittime e ingenti danni, in particolare sull’isola di Flores. L’Unità di Crisi è in stretto contatto con l’Ambasciata d’Italia a Jakarta per verificare le condizioni dei connazionali presenti nelle zone colpite.

Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri, in Indonesia si trovano circa 5.000 cittadini italiani, di cui circa 500 sull’isola di Flores, l’area maggiormente interessata dal sisma. Al momento non risultano italiani tra le vittime.

L’Unità di Crisi ha rafforzato la propria operatività per fornire assistenza ai connazionali e intervenire in caso di situazioni di criticità, mantenendo i contatti con l’Ambasciata italiana e con le autorità locali.

© Riproduzione riservata