Il presidente americano ha ribadito che gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz, pur ammettendo che l'Iran «può creare problemi»
Donald Trump ha prorogato di 90 giorni la deroga che consente alle navi straniere di trasportare merci, tra cui petrolio, fertilizzanti e altri prodotti derivati da combustibili fossili, tra i porti statunitensi. Il presidente Usa aveva concesso per la prima volta una deroga al Jones Act lo scorso 17 marzo allo scopo di facilitare il trasporto di greggio e carburanti raffinati tra i porti, riducendo così le pressioni sui prezzi insorte dopo lo scoppio della guerra contro l'Iran.
La proroga entrerà in vigore il 17 agosto e lascia intendere che gli Stati Uniti si stiano preparando a ulteriori pressioni sui prezzi, dato che lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale, resta di fatto chiuso a causa del conflitto. A differenza delle proroghe precedenti, il Pentagono si consulterà con la Maritime Administration per stabilire quali viaggi saranno esentati dalla legge del 1920 che include il Jones Act.
La nuova deroga riguarderà solo i carichi costituiti da fonti energetiche e da materie prime legate all'agricoltura, come fertilizzanti e olio di soia. Taylor Rogers, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato che l'amministrazione ha prorogato la deroga «per garantire che le nostre forze armate e i settori industriali chiave mantengano un accesso ininterrotto a risorse critiche».
Trump ha anche ribadito che gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz, pur ammettendo che l'Iran «può creare problemi» in quel tratto di mare strategico attraverso il quale passa il 20% circa del petrolio mondiale. «Controlliamo lo stretto al 100%», ha osservato il tycoon nello Studio Ovale, dopo aver firmato un ordine esecutivo sulle raccomandazioni per le vaccinazioni pediatriche.
«Ora, possono creare problemi? Sì, possono farlo, ma sono al verde, non hanno soldi». Trump ha definito il blocco navale statunitense contro le imbarcazioni dirette in Iran un "muro d'acciaio" e un sistema "infallibile", descrivendo la situazione nello stretto con l'Iran come «un po' complessa. Di tanto in tanto piazzano una mina, e noi le troviamo», ha aggiunto il presidente.
PUNTI CHIAVE
16:16
Mercantile colpito nel Mar Rosso, due i marittimi uccisi
15:55
Forzato il blocco navale, gli Usa sparano contro imbarcazione vicino all'Iran
Trump: Nessuna carenza di missili, abbiamo ampie scorte disponibili
Donald Trump ha ribadito che gli Usa "non hanno alcuna carenza nelle scorte di missili, abbiamo ampie scorte". In un'intervista preregistrata con l'emittente di destra Real America's Voice, il tycoon ha affermato che il motivo dell'eventuale "diminuzione delle nostre munizioni è che Joe Biden ha fornito 300 miliardi di dollari in aiuti all'Ucraina". "Parlano di munizioni. Siamo a posto con le munizioni. Ma il motivo per cui potrebbero essere diminuite è che lui (Biden) ne ha fornite per un valore di 300 miliardi di dollari all'Ucraina", ha detto Trump, mentre i media Usa continuano a riferire di scorte di armi americane erano scese ai minimi storici nel contesto del conflitto con l'Iran. Le notizie riguardano i missili per la difesa aerea Patriot, gli intercettori Thaad e i missili a lungo raggio Atacms e PrSM.
Mercantile colpito nel Mar Rosso, due i marittimi uccisi
Due i marittimi morti, uno di cittadinanza pachistana e l'altro indonesiana, dopo quanto accaduto nelle scorse ore all'imbocco del Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb, al largo della costa dello Yemenn, dove un mercantile è stato colpito da proiettili di provenienza non precisata. A renderlo noto è la società di sicurezza marittima britannica Vanguard, dopo le prime notizie diffuse da Dubai dall'Ukmto, agenzia di sorveglianza della navigazione commerciale. Secondo Reuters, se fosse confermato che il raid è degli Houthi sarebbero le prime vittime degli attacchi dei ribelli nello stretto
Guardie Rivoluzionarie: "L'Iran ha fatto pagare agli Usa i costi della guerra"
"Gli Stati Uniti hanno sempre cercato di circoscrivere i costi di qualsiasi conflitto al di fuori dei propri confini e di coinvolgere altri Paesi senza che il proprio territorio ne subisse le conseguenze; tuttavia, nell'attuale confronto con l'Iran, abbiamo fatto ricadere parte dei costi bellici su quel Paese e sui suoi alleati", ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, aggiungendo: "Attualmente, centinaia di migliaia di miglia di linee di trasmissione energetica, migliaia di centrali elettriche, nonché tutti i sistemi - americani e non - e persino le infrastrutture globali connesse a Internet sono minacciati dall'Iran". "Risponderemo a qualsiasi minaccia statunitense con una contro-minaccia, imponendo loro un prezzo elevato sfruttando i punti critici per il transito energetico che controlliamo nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Hossein Mohebi, citato martedì dall'agenzia Irna.
Qatar, i colloqui tra Oman e Iran su Hormuz sono in fase avanzata
I colloqui tra Oman e Iran sul futuro della navigazione nello Stretto di Hormuz sono ora in fase avanzata: lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar in un briefing.
Abu Mazen da oggi in Turchia per incontrare Erdogan
Il presidente palestinese Abu Mazen si recherà oggi in Turchia per una visita ufficiale su invito del capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, che durerà fino al 13 agosto. "Durante la visita, mercoledì 12 agosto, si terranno colloqui sugli ultimi sviluppi in Palestina, sulle nostre relazioni bilaterali e sugli sviluppi regionali", ha affermato il direttore delle comunicazioni di Erdogan, Burhanettin Duran, annunciando la visita in un messaggio su X.
Media: 3 morti in attacco Houthi a mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb
Una nave mercantile è stata attaccata dagli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, nello stretto di Bab el-Mandeb, provocando la morte di tre membri dell'equipaggio, secondo quanto riferito da due fonti della guardia costiera yemenita e due funzionari militari del governo. Lo riportano i media israeliani, citando inoltre fonti della sicurezza marittima che hanno parlato con la Reuters, secondo cui una nave mercantile è stata colpita nel Mar Rosso, ma il destino dell'equipaggio è ancora incerto.
Trump: Basta stare fermi e guardare, la situazione dell'Iran è insostenibile
Ai microfoni di Real America's Voice, il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti hanno tre opzioni principali per continuare la guerra: "Continuare a fare quello che stiamo facendo ora: andare avanti così e guardare quanto stanno male, perché hanno un'inflazione del 300% ... Colpirli davvero, davvero duramente, oppure… in realtà, la terza opzione è semplicemente sconfiggerli economicamente. Ma lo stiamo già facendo comunque. In un certo senso fa parte della prima strategia".
Iran, cala il traffico su Hormuz
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e' sceso ieri a sei navi, rispetto a una media di circa 11 imbarcazioni registrata negli ultimi 10 giorni. E' quanto emerge dai dati di navigazione elaborati da Kpler.
Quattro navi mercantili, tra cui due petroliere vuote, sono entrate nello stretto. Due navi, una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra che trasportava combustibili residui, ne sono uscite. Nel periodo prebellico, in genere circa 130-140 navi transitavano nello stretto. Ieri, 25 navi hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, un numero sostanzialmente invariato rispetto alla media degli ultimi 10 giorni, pari a quasi 24 navi, secondo i dati di Kpler.
Teheran condanna gli attacchi in Libano
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, ha "condannato fermamente i brutali attacchi" sferrati da Israele contro il Libano meridionale negli ultimi giorni, che hanno provocato morti e feriti tra i civili, nonché la distruzione di infrastrutture e abitazioni. Le dichiarazioni di Baghaei sono state riportate dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citata da Al-Jazeera. Israele ha intensificato i suoi attacchi nonostante la conclusione del settimo round di colloqui tra Libano e Israele, terminato giovedì a Roma sotto l'egida degli Stati Uniti, con discussioni incentrate sull'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno.
Petrolio, prezzi stabili sui mercati asiatici
rezzi del petrolio stabili sui mercati asiatici, dopo essere saliti bruscamente nella sessione precedente a causa del ridimensionamento delle speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I future sul greggio Wti avanzano dello 0,38% a 82,44 dollari al barile, mentre quelli sul Brent salgono dello 0,22% a 87,91 dollari al barile.
Il presidente Donald Trump ha avanzato nuove e radicali richieste all'Iran, tra cui il risarcimento per le persone uccise dalla Repubblica Islamica nei conflitti, dopo che Teheran ha ribadito la richiesta di risarcimenti nell'ambito dei negoziati volti a porre fine al conflitto. Tali richieste hanno offuscato le prospettive di un accordo a breve termine, mantenendo i mercati sulla difensiva di fronte al rischio di interruzioni prolungate dell'approvvigionamento. Trump ha inoltre indicato di essere disposto a lasciare che la pressione economica sull'Iran si intensifichi, piuttosto che lanciare nuovi attacchi militari per forzare la riapertura di Hormuz. Nel frattempo, l'Iran e l'Oman non hanno ancora raggiunto un accordo per la riapertura della via navigabile, poiche' Teheran subordina tale mossa al raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti.
Trump torna dal vertice Nato con un aereo militare
l presidente statunitense Donald Trump ha lasciato segretamente la Turchia il mese scorso a bordo di un aereo militare a causa di una minaccia di attentato proveniente dall'Iran: e' quanto ha riportato il *Washington Post*. Secondo un funzionario statunitense rimasto anonimo e citato dal quotidiano, l'8 luglio Trump e' salito a bordo dell'Air Force One ad Ankara, per poi passare successivamente su un altro aereo. Un velivolo piu' piccolo - un C-32A - lo ha trasportato nel Regno Unito.
Israele bombarda il Libano
L'esercito israeliano ha avviato una nuova serie di bombardamenti contro le colline nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall'Agenzia Nazionale di Informazione libanese (Nna). L'agenzia ha riferito che nelle prime ore del mattino c'e' stato un "intenso bombardamento di artiglieria" diretto contro le colline di Ali Taher, alla periferia della cittadina meridionale di Nabatieh al-Fawqa.
L'esercito israeliano non ha diramato alcuna allerta attraverso i suoi consueti canali social. Gli attacchi nel sud del Libano avvengono dopo che giovedi' scorso si e' concluso a Roma il settimo round di negoziati diretti tra Libano e Israele.
Colloqui mirati a raggiungere un accordo su questioni quali il ritiro delle truppe israeliane che attualmente occupano il sud del Libano nell'ambito dell'offensiva lanciata il 2 marzo.
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