«In soli 60 giorni di conflitto la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno», ha detto la presidente della Commissione Ue nella plenaria dell’Eurocamera
Nel suo discorso alla presenza di Re Carlo III il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito la vittoria sull’Iran. «Abbiamo sconfitto militarmente questo avversario e non permetteremo mai che possieda un’arma nucleare», ha detto il presidente Usa in apertura della cena ufficiale. Di diverso avviso sono gli iraniani: «Non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c'è stato il cessate il fuoco», ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia. «Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici - ha aggiunto - Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l'addestramento e usato l'esperienza della guerra e abbiamo sia prodotto che aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra».
Intanto all’Europarlamento la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto che la guerra in Iran sta causando perdite all’Ue per 500 milioni di dollari al giorno. In totale si tratta di 27 miliardi in questi primi due mesi di conflitto. Secondo von der Leyen ci vorranno anni prima di tornare allo status quo precedente l’intervento statunitense.
PUNTI CHIAVE
09:12
Von der Leyen: “Il costo della crisi è di 27 miliardi; ridurre l’import di energia”
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Nuove sanzioni Usa a 35 tra persone ed entità iraniane
Iran, la lettera all'Onu: "Da Usa atti di pirateria"
Teheran ha accusato gli Stati Uniti di "coercizione illegale" e "interferenza nel legittimo commercio internazionale" per il sequestro di navi mercantili e il presunto trasferimento di petrolio iraniano. Lo rende noto l'agenzia iraniana Tasnim, che cita una lettera dell'ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani indirizzata alle Nazioni Unite.
Merz: "Ho detto a Trump che la guerra con l'Iran è sbagliata"
"Ho spiegato a Donald Trump perché crediamo che la guerra con l'Iran sia sbagliata. Ciononostante, cerco di mantenere un buon rapporto personale con il presidente americano. Finora ci sono riuscito". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz in un'intervista a Der Spiegel. E sulla situazione di tensione con Spagna e Gran Bretagna ha affermato che non ha intenzione di parlarne davanti alla stampa nello studio ovale. "Ho detto al presidente a porte chiuse che entrambi i Paesi sono partner affidabili della Nato che non dovremmo perdere", ha aggiunto.
Von der Leyen ai governi Ue: “Gli aiuti contro il caro energia siano mirati”
"Dalla scorsa crisi abbiamo imparato una lezione: le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Durante l'ultima crisi, solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore", ha aggiunto
Von der Leyen: “Il costo della crisi è di 27 miliardi; ridurre l’import di energia”
"In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in sessione plenaria al Parlamento europeo, a Strasburgo. "Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata", ha aggiunto. "La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha concluso von der Leyen.
Nuove sanzioni Usa a 35 tra persone ed entità iraniane
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a "35 entità e individui che gestiscono la rete finanziaria occulta dell'Iran". È quanto si legge in una nota del Dipartimento di Stato americano. "Le reti bancarie ombra - viene spiegato - consentono il trasferimento di decine di miliardi di dollari per eludere le sanzioni. Permettono alle forze militari iraniane, come il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, di accedere illecitamente al sistema finanziario internazionale per ottenere proventi dalla vendita illegale di petrolio, acquisire componenti sensibili per missili e altri sistemi d'arma e finanziare gruppi terroristici affiliati all'Iran in tutto il Medioriente". Quindi "smantellando questi canali finanziari, promuoviamo la politica dell'Amministrazione nel conflitto con l'Iran e ribadiamo il nostro impegno a esercitare la massima pressione sull'Iran. Mentre il regime iraniano arricchisce le élite corrotte, i cittadini iraniani comuni soffrono a causa del deterioramento dell'economia".
L'intelligence Usa studia la reazioni dell'Iran in caso Trump dichiarasse vittoria
Le agenzie di intelligence Usa stanno studiando come reagirebbe l'Iran qualora Donald Trump dovesse dichiarare una vittoria unilaterale nella guerra, ormai in corso da due mesi. Lo riferiscono fonti informate all'agenzia Reuters. La comunità dell'intelligence sta analizzando la questione su richiesta di alti funzionari della Casa Bianca. L'obiettivo, secondo le fonti, è comprendere le implicazioni di un potenziale disimpegno di Trump da un conflitto che, secondo le preoccupazioni di alcuni consiglieri, potrebbe contribuire a causare pesanti perdite per i repubblicani in occasione delle elezioni di metà mandato a novembre
I dem e la causa a Trump
I Democratici al Congresso Usa starebbero valutando la possibilità di intentare una causa contro il presidente Donald Trump qualora questi dovesse proseguire la guerra in Iran oltre la scadenza legale di venerdì, senza ottenere l'autorizzazione del Congresso. È quanto è stato riferito alla rivista Time da diverse fonti a conoscenza della questione. Questo scenario potrebbe configurarsi come un potenziale scontro costituzionale sui poteri di guerra del presidente, mentre il Congresso si prepara a un'altra votazione questa settimana. Le discussioni interne, finora non rese pubbliche, sono state descritte dai parlamentari come ancora in una fase iniziale, ma potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane se il presidente dovesse proseguire con le operazioni militari dopo la scadenza del termine cruciale di 60 giorni, fissata al 1° maggio. Per quasi otto settimane, i Repubblicani hanno respinto i ripetuti tentativi dei Democratici di imporre la fine delle ostilità o di richiedere un'autorizzazione formale. In base al War Powers Act del 1973, i presidenti devono porre fine alle operazioni militari dopo 60 giorni, a meno che il Congresso non abbia votato per dichiarare guerra o approvato una legge che autorizzi l'uso della forza. La legge consente una singola proroga di 30 giorni, ma solo se il presidente certifica per iscritto al Congresso che è necessario ulteriore tempo per garantire il ritiro in sicurezza delle truppe statunitensi. Finora, il Congresso non ha approvato alcuna autorizzazione per l'uso della forza militare in relazione all'Iran e la Casa Bianca non ha dato alcuna indicazione pubblica di voler chiedere l'autorizzazione al Congresso prima della scadenza. La campagna militare statunitense, iniziata il 28 febbraio, raggiungerà i 60 giorni il 29 aprile, ma Trump ha tempo fino al 1° maggio per chiedere l'approvazione del Congresso per continuare le operazioni in Iran, dato che ha formalmente notificato gli attacchi al Congresso il 2 marzo, data in cui scatta il conto alla rovescia dei 60 giorni.
Trump: "Nessun amico più stretto di Uk"
Un'amicizia, una "relazione speciale", un'alleanza che è stata "una pietra angolare di prosperità e sicurezza". E poi onori militari senza precedenti e frecciatine e battute come tra vecchi amici. La visita di Re Carlo III alla Casa Bianca si è conclusa con una cena che ha celebrato l'alleanza e l'amicizia tra America e Gran Bretagna. Entrambi i leader hanno lodato con forza la "relazione speciale" tra Gran Bretagna e Washington, mettendo da parte, seppur brevemente, le tensioni transatlantiche e nel suo brindisi. Dopo aver ricevuto onori militari senza precedenti il monarca inglese ha fatto eco al tono del suo precedente discorso al Congresso in cui aveva esortato Londra e Washington a restare unite, senza menzionare direttamente le tensioni sulla guerra tra Stati Uniti e Israele contro Teheran. Ma è proprio nel suo brindisi che il presidente Usa ha fatto i suoi primi commenti pubblici sul tema caldo.
"Abbiamo sconfitto militarmente quel particolare avversario - ha detto alla cena della Casa Bianca - Carlo è d'accordo con me ancor pi di quanto lo sia io, non permetteremo mai a quell'avversario di avere un'arma nucleare". "Insieme, possiamo affrontare le sfide di un mondo sempre più complesso e conteso", ha aggiunto poi il monarca.
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