Il summit di Pechino

Trump in ginocchio da Xi: «Siamo amici, vero?». Poi chiede aiuto (invano) su Hormuz

Stando a quel che dice il tycoon, gli Usa e Cina sono «d’accordo sull’apertura dello Stretto e sul fatto che l’Iran non deve avere l’atomica». Ma dal presidente cinese arriva un monito: «Se la questione Taiwan sarà gestita male potrebbe scoppiare una guerra» 

Che la seconda amministrazione Trump avrebbe aperto alla Cina una straordinaria «finestra di opportunità», Xi Jinping e compagni l’hanno capito fin dal 5 novembre 2024, quando Tariff Man è stato rieletto presidente degli Stati Uniti. Da quel giorno, hanno iniziato a fare pressioni – diplomatiche, politiche, economiche – non per un improponibile grand bargain, ma per una nuova «relazione sino-americana di stabilità strategica costruttiva», così l’ha definita Xi accogliendo il presidente americano

Per continuare a leggere questo articolo