In occasione del summit della Nato del 7/8 luglio sono stati estesi i poteri della polizia ed è stata vietata ogni manifestazione, mentre sale il numero di attivisti e rappresentanti dei media in carcere. Ad oggi sono stati effettuati oltre 200 arresti. La scusa? «Sicurezza nazionale»
La Turchia si appresta ad ospitare il prossimo vertice Nato il 7-8 luglio e il presidente Recep Tayyip Erdogan ha già avviato la macchina della repressione in vista del grande evento. Nelle perquisizioni effettuate nella notte tra il 22 e il 23 giugno, la polizia ha arrestato più di 200 persone, tra cui attivisti politici, avvocati, un accademico e un giornalista noto per il suo impegno a favore dei diritti Lgbtq+. La giustificazione ufficiale per questi arresti è la sicurezza nazionale. Secondo

