Dopo l’attacco alla base in Iraq i militari sono stati spostati in un bunker. Il governo spagnolo: «Inaccettabili le parole di Von der Leyen, l’Europa deve svegliarsi». Colpito il sito nucleare di Fordow
In Iraq un drone «ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene», ha scritto su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale ha aggiunto di essere costantemente aggiornato sulla situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comandante del Covi.
Il personale della base di Erbil al momento dell’attacco, avvenuto nella notte, era protetto all'interno del bunker quando è avvenuta l'esplosione. I militari «stanno tutti quanti bene» ha detto il comandante della base Stefano Pizzotti a Sky Tg24 spiegando che il drone o missile «ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base».
L'allarme è scattato alle 20.30 «quindi, seguendo procedure già rodate, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell'una, ora locale, c'è stata una minaccia aerea» ha detto Pizzotti.
Alla fine dell’allarme sono giunti sul posto gli artificieri della coalizione che stanno verificando, stanno mettendo in sicurezza l’area.
«Ferma condanna per l'attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho appena parlato con l'ambasciatore d'Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria», scrive invece su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo quanto accaduto.
Intanto il New York Times tira le somme della situazione in Medioriente: «La prima settimana della guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti più di 11,3 miliardi di dollari. E' quanto emerso da un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse».
Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedì, riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi, lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo.
Funzionari della Difesa avevano già informato il Congresso che circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni sono stati utilizzati solo nei primi due giorni di combattimenti, secondo i media statunitensi, con un ritmo di consumo molto più elevato rispetto alle precedenti stime rese pubbliche.
PUNTI CHIAVE
14:27
Khamenei: "Ho bisogno che tutta la società riceva sostegno"
14:22
Mojtaba Khamenei nel suo primo audio messaggio: "Auspico la pace per tutto il popolo iraniano"
10:25
Madrid: "L'Europa deve svegliarsi"
Emirati Arabi Uniti: "Oggi sono stati intercettati 10 missili e 26 droni"
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che nella giornata di oggi sono stati intercettati 10 missili balistici e 26 droni lanciati dal regime iraniano. Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, gli Emirati Arabi Uniti affermano che le loro difese aeree hanno intercettato 278 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.540 droni. Mentre le vittime risultano essere in tutto sei e tutte straniere.
Larijani a Trump: "Non si pone fine a una guerra con qualche tweet"
Il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha attaccato il presidente statunitense Trump: "Avviare una guerra è facile, ma non vi si pone fine con qualche tweet", ha detto il segretario del regime iraniano. Che poi ha aggiunto: "Non vi lasceremo andare finché non ammetterete il vostro errore e pagherete il prezzo". Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr.
Il capo di Stato maggiore dell'Idf: "L'operazione in Libano non sarà breve"
Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che l'operazione contro Hezbollah nel nord del Libano "non sarà breve". Zamir lo ha detto proprio durante una visita al comando settentrionale. "Questa operazione non sarà breve. Porteremo ulteriori truppe e capacità nel nord e continueremo ad agire con grande determinazione", ha affermato Zamir. Il capo di Stato maggiore ha visitato il comando settentrionale insieme al comandante del fronte nord, generale Rafi Milo, e ad altri ufficiali, conducendo una valutazione della situazione e ricevendo un briefing operativo sugli sviluppi degli ultimi giorni. "Siamo in una guerra su più fronti. Operiamo contemporaneamente contro l'Iran e i suoi proxy e agiamo con grande determinazione contro questo regime", ha dichiarato Zamir, aggiungendo che la difesa contro Hezbollah rappresenta "un fronte principale, non un teatro secondario". Il generale israeliano ha poi sottolineato che le decisioni operative vengono prese "ogni giorno con la considerazione centrale della sicurezza dello Stato e dei suoi civili".
Teheran: "Non stiamo minando lo Stretto di Hormuz"
Il regime iraniano ha ribadito che Teheran non sta minando lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi: "Assolutamente no. Questo non è vero", ha detto il ministro.
Israele, drone iraniano colpisce Gerusalemme
Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha postato su X un video dell'attacco di un drone iraniano a Gerusalemme: "Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro del Pianto, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Lega araba: "Il comportamento dell'Iran è vergognoso"
Il segretario generale della Lega araba, Aboul Gheit, ha fortemente criticato l'attacco iraniano al porto di Salalah in Oman - definito "vergognoso" - dell'Iran. Un "comportamento inaccettabile sia dal diritto islamico che dal diritto internazionale umanitario" e che "costituisce un crimine di guerra". Gheit ha poi aggiunto che l'attacco è stato una "brutale aggressione" con missili che hanno danneggiato diversi serbatoi di carburante all'interno del porto. La Lega araba ha inoltre sottolineato l'attacco abbia colpito un paese come l'Oman "che si è sforzato in ogni modo possibile di risparmiare alla regione e all'Iran il flagello della guerra attraverso notevoli sforzi di mediazione". "Il deliberato attacco dell'Iran a siti civili e infrastrutture vitali nella regione del Golfo, l'inquinamento dell'ambiente marino con l'affondamento di gigantesche petroliere in un mare semichiuso, l'impatto sugli impianti di desalinizzazione e il bombardamento di impianti petroliferi rappresentano una minaccia per il tessuto stesso della vita civile". Il portavoce del Segretario generale, Jamal Roshdy, ha sottolineato che "lo scetticismo dell'Iran riguardo all'identità dei responsabili dell'attacco al porto di Salalah in Oman non diminuisce la sua chiara responsabilità per la pericolosa situazione che ha creato nella regione del Golfo".
Khamenei: "Chiedo unità dei leader iraniani"
La nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei ha detto durante il suo primo discorso alla tv di stato iraniana: "Promettiamo alla defunta Guida suprema (Ali Khamenei, ndr) che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità".
Trump: "Bisogna impedire a un impero malvagio di possedere armi nucleari"
Il presidente statunitense Donald Trump ha scritto sul social Truth che: "Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada"
Khamenei sui vicini del Golfo
"Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo". Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema iraniana. Khamenei ha poi invitato i Paesi della regione, nello specifico quelli del Golfo, a chiudere le basi statunitensi. La nuova Guida suprema ha detto che non sono un obiettivo e che voglio avere buoni rapporti con i vicini della regione ma che se attaccati, risponderanno.
Mojtaba Khamenei: "Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso"
La nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso alla nazione dopo essere stato eletto Guida Suprema dell'Iran, ha lanciato un appello a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz in un audio messaggio mandato in onda dalla televisione di stato iraniana.
Khamenei: "Ho bisogno che tutta la società riceva sostegno"
"Tutti i cittadini devono continuare a ricevere i servizi affinché si posso giungere alla sconfitta del nemico", ha detto la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei. "Bisogna continuare a resistere, abbiamo bisogno di tutti gli iraniani contro il nemico. Coloro che resistono rispettino le regole e siano impegnati". Poi si riferisce allo Yemen e all'Iraq: "Le resistenze (nei due paesi, ndr) stanno facendo un ottimo lavoro". Sugli sfollati: "A seguito dell'esperienza che ho avuto e della morte di mio padre, posso dire che si presti aiuto a tutti. Vogliamo ricordare i martiri che ora si trovano in un posto migliore. Bisogna essere consapevoli delle promesse e dei sacrifici fatti". Sempre Mojtaba: "Bisogna essere pazienti, vendicheremo il sangue di ogni singolo cittadini iraniano, non solo quello della Guida suprema". Nello specifico "il sangue dei bambini è molto prezioso". Secondo l'Onu, infatti, gli sfollati sono più di tre milioni in Iran.
Mojtaba Khamenei nel suo primo audio messaggio: "Auspico la pace per tutto il popolo iraniano"
Primo messaggio - anche se in forma audio - per il figlio e successore dell'ex Guida suprema Alì Khamenei. Le dichiarazioni sono state riportate attraverso un messaggio letto alla tv di stato iraniana.
Iran, attese in queste ore il discorso della nuova Guida suprema
Secondo l'agenzia Irna, è atteso in queste ore il primo discorso della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, figlio di Alì Khamenei. L'ex Guida suprema è stata infatti uccisa durante il primo giorno del conflitto il 28 febbraio. Sempre stando a quanto riporta l'agenzia, quello di Mojtaba sarà un "messaggio strategico" riguardante "il leader martirizzato, il ruolo e i doveri del popolo, le forze armate, gli organi esecutivi e il Fronte di Resistenza, nonché i paesi della regione e le modalità di contrasto ai nemici".
Media israeliani: i motivi dell'attacco all'impianto di
Secondo il giornalista del The Times of Israel Mannie Fabian, il sito di Teheran, identificato dai militari come il complesso di Taleghan, è stato colpito nell'ambito di una serie di attacchi condotti nella zona negli ultimi giorni. Le Idf affermano che negli ultimi anni l'Iran ha utilizzato il sito per «lo sviluppo di esplosivi avanzati e per condurre esperimenti sensibili nell'ambito del progetto AMAD», il presunto programma segreto di sviluppo di armi nucleari dell'Iran. In mattinata, le forze armate israeliane avevano comunicato anche di aver colpito il sito nucleare di Fordow.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano: "L'Ue è complice dell'aggressione"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto - tramite un post su X - che l'Unione europea è "complice" dell'attacco sferrato due settimane fa da Israele e Stati Uniti. "L'indifferenza e l'acquiescenza dell'Unione Europea - ha scritto Baghaei - di fronte all'aggressione, alle brutalità e alle atrocità perpetrate da Stati Uniti e Israele equivalgono a nulla di meno che essere complici".
Golfo, droni attaccano l'aeroporto in Kuwait
L'Autorità governativa del Kuwait, responsabile dell'Aviazione civile, ha comunicato che diversi droni hanno colpito l'aeroporto internazionale del Kuwait, situato alcuni chilometri a sud di Kuwait City. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kuna, secondo la quale l'attacco ha provocato danni materiali, mentre non si registrano per ora feriti.
Al Jazeera: due nuove esplosioni a Erbil
Il media qatariota Al Jazeera ha riportato altre due nuove esplosioni a Erbil, nel Kurdistan iracheno. In mattinata, un drone aveva colpito la base militare italiana di stanza lì.
Onu: la guerra ha provocato 3 milioni di sfollati in Iran
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'Unhcr, ha dichiarato che la guerra contro il regime iraniano ha causato fino a 3,2 milioni di sfollati: "Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone", ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell'Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l'emergenza in Medio Oriente. "È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità", ha poi concluso.
L'Iran minaccia gli istituti finanziari in Medio oriente
Le forze militare del regime iraniano hanno minacciato di colpire banche, istituti finanziari e filiali di multinazionali legate a Israele e Stati Uniti nei paesi del Golfo come possibile ritorsione agli attacchi a istituti di credito iraniani da parte delle forze israelo-statunitensi, a quando riporta Teheran.
Idf: colpito il sito di Talegan
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver colpito il sito di Talegan, utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari a Teheran. "Negli ultimi anni questo sito è stato utilizzato per sviluppare esplosivi e condurre test nell'ambito del progetto Amad" per lo sviluppo di armi nucleari, si legge in una nota dell'esercito. L'Idf aveva già colpito il sito nell'ottobre 2024 ma da allora "ha scoperto che il regime terroristico iraniano aveva tentato di ricostruirlo, quindi è stato nuovamente preso di mira".
Iran, media israeliani: massiccia esplosione a Fordow
I media israeliani della tv pubblica Kan riportano di una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow. La tv fa riferimento a un report saudita, che comunica un nuova attacco a uno dei centri nevralgici del nucleare iraniano. Fordow era stato già preso di mira e colpito a giugno 2025 nella guerra dei 12 giorni.
Madrid: "L'Europa deve svegliarsi"
Torna all'attacco il governo spagnolo sul conflitto mediorientale e sull'aggressività in politiche estera dell'amministrazione Trump. Lo fa con la vicepremier spagnola Yolanda Diaz in un'intervista all'emittente pubblica Tve: "E' un'infamia ciò che stiamo vivendo e che la maggior parte dei governi del mondo restino in silenzio. E' un'infamia che lunedì la presidente della Commissione europea abbia detto quanto ha detto", rispetto alla fine dell'ordine internazionale basato sulle regole, poiché "abbiamo un genocidio a Gaza, Trump fa quello che vuole e ora una nuova guerra illegittima, che minaccia di far crollare la legalità internazionale senza che nessuno dica nulla. L'unico governo che sta dicendo qualcosa, con il presidente dell'esecutivo alla testa, è quello di Spagna". Diaz ha poi continuato, citando gli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi ed Enrico Letta: "Da oltre un anno si sta collocando Europa in una posizione di gravità massima, quando il professore Draghi e il professore Letta sono assolutamente arrabbiati" per "l'inazione" dell'Europa rispetto alle raccomandazioni contenute nei rispettivi rapporti per un'autonomia strategica dell'Ue. Diaz ha spronato un'azione dell'Ue che "invece di reagire, di prendere misure, di ridurre la nostra dipendenza tecnologica, finanziaria, energetica dagli Stati Uniti e preservare uno spazio politico ed economico chiave, si piega all'interesse di Trump". Poi ha aggiunto:"Faccio appello a che l'Europa reagisca, si svegli e faccia ciò che deve dare - ha detto la vicepremier spagnola - Non può essere che resti inattiva fra Washington e Pechino senza fare quanto deve". L'appello di Yolanda Diaz è sicuramente uno dei più sentiti nei confronti di Ursula von der Leyen e dell'esecutivo di Bruxelles. Inoltre, rilevante è la menzione nell'intervista dell'importanza di riprendere in considerazione i rapporti di Draghi e Letta sulla coesione e sulla svolta di impostazione politica della Commissione.
Un morto nell'attacco a una petroliera
Un attacco con droni iraniani a una petroliera, la Safesea Vishnu, battente bandiera delle Isole Marshall, ha causato un morto: si tratterebbe di un membro dell'equipaggio di nazionalità indiana. Lo ha riferito su X la stessa ambasciata di Nuova Delhi a Baghdad. L'attacco è avvenuto nei pressi di Bassora, in Iraq. I restanti 15 membri dell'equipaggio sono invece stati tratti in salvo.
Pezeshkian fissa le condizioni per la fine della guerra
Il presidente Masoud Pezeshkian fissa i termini per la fine della guerra secondo l'Iran, e si tratta di tre condizioni precise: "Riconoscimento dei diritti legittimi del paese, il pagamento delle riparazioni e solide garanzie internazionali contro future aggressioni". Lo ha scritto il capo dello Stato sul suo profilo X, riferendo quanto detto in una conversazione tenuta coi leader di Russia e Pakistan, suoi alleati. A loro, Pezeshkian ha "ribadito l'impegno dell'Iran per la pace nella regione". Quelle tre condizioni sono "l'unico modo per porre fine a questa guerra, innescata dal regime sionista e dagli Stati Uniti".
Golfo, esplosioni nel centro di Dubai
Si sono udite delle esplosioni nel centro di Dubai, una molto forte, secondo quanto riportato da un corrispondente dell'Afp, mentre l'Iran continua la sua campagna contro il Golfo in risposta agli attacchi israelo-statunitensi.
Iran: "Attacchi alle basi militari israeliane"
L'esercito iraniano ha annunciato di aver preso di mira le basi militari israeliane e lo Shin Bet, l'agenzia per la sicurezza interna del paese, nel tredicesimo giorno di guerra in Medio oriente. "Le basi aeree di Palmachim e Ovda, appartenenti al regime sionista, cosi' come il quartier generale dello Shin Bet, sono state prese di mira dai droni dell'esercito della Repubblica islamica dell'Iran", ha dichiarato l'esercito in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.
Esplosioni sopra Gerusalemme
Esplosioni sono state segnalate sopra Gerusalemme dopo che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno rilevato il lancio di missili provenienti da Teheran. Lo riportano i media israeliani. Haaretz ha riferito che sono suonate sirene di allarme nell'area di Gerusalemme e in Cisgiordania dopo il lancio di missili dall'Iran.
Khamenei è ferito
Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, e' ferito ma ha assicurato che si sente bene.
Ieri la Cnn ha riportato che Khamenei ha subito una frattura al piede e altre lievi ferite nel primo giorno di bombardamenti di Usa e Israele in Iran, quando e' stato ucciso il padre Ali' Khamenei e sua moglie.
Comandante di Erbil: "Siamo ancora nel bunker"
"La base di Camp Singara era in condizioni di preallarme per la situazione di crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l'allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. E poco prima dell'una, c'è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, sia un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all'interno dei bunker, stanno tutti bene". Lo dice in collegamento con Sky Tg24 il comandante dell'italian national contingent di Erbil, nel kurdistan iraqeno, colonnello Stefano Pizzotti.
"Dalle 8.30 di ieri sera siamo nei bunker perché continua ad esserci una minaccia: non è stato possibile né valutare sul posto i danni alle infrastrutture, quindi quantificare quello che è successo, né sapere qual è la provenienza di questa minaccia". Il lavoro del personale, ricorda Pizzotti, è "prevalentemente di addestramento per le truppe locali curde. Sulla base di una specifica richiesta del governo iracheno".
"Dal momento dell'incidente sono in costante contatto sia con il ministro della Difesa Guido Crosetto sia con il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, che ha assistito tutte quante le fasi della, di questa notte dell'attacco. E al momento è finito, è finito l'allarme della minaccia aerea, ma ci sono sul posto gli artificieri della coalizione che stanno verificando, stanno mettendo in sicurezza l'area prima di di poterci accedere. Il morale del personale è comunque alto, volevamo rassicurare le famiglie", conclude Pizzotti, sottolineando come "siamo preparati ed addestrati per queste situazioni".
Stop dei porti petroliferi iracheni dopo l'attacco a due petroliere
I porti petroliferi iracheni hanno completamente interrotto le operazioni a seguito degli attacchi iraniani a due petroliere nelle sue acque. Lo scrive la Cnn. Le operazioni presso i terminal petroliferi iracheni sono state completamente sospese, ma i porti commerciali rimangono operativi, ha dichiarato all'Iraqi News Agency Farhan al-Fartousi, direttore generale della Iraqi Ports Company.
Un membro dell'equipaggio è stato ucciso e 38 sono stati tratti in salvo dalle petroliere rimaste in fiamme nel Golfo Persico dopo essere state colpite da quello che si ritiene essere un drone acquatico iraniano. Da ieri, spiega Cnn, si sono verificati sei attacchi a navi nel Golfo Persico, con lo Stretto di Hormuz sempre più punto focale della guerra con l'Iran. La società di marketing petrolifero irachena Somo ha affermato che l'incidente "ha un impatto negativo sulla sicurezza e sull'economia dell'Iraq".
Otto morti in un raid in Libano
Almeno otto persone sono state uccise e altre 31 sono rimaste ferite in un attacco aereo sferrato nelle prime ore di oggi contro il lungomare di Ramlet al-Baida a Beirut, in Libano. Lo rende noto il ministero della Salute libanese. L'area colpita comprende un marciapiede e una spiaggia che sono pieni di persone sfollate a causa degli attacchi israeliani.
Iraq, colpita portacontainer al largo degli Emirati
Una nave portacontainer è stata colpita a 35 miglia nautiche a nord di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha dichiarato l'Ukmto, l'agenzia britannica che si occupa della sicurezza marittima. "Tutto l'equipaggio è al sicuro", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato spiegando che a bordo è scoppiato un incendio. "Al momento non è stato segnalato alcun impatto ambientale", ha aggiunto.
Nuova ondata di attacchi a Teheran
L'aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su vasta scala a Teheran: lo annuncia l'Idf, come scrive il Times of Israel.
L'esercito afferma che gli attacchi hanno come obiettivo siti del regime iraniano.
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