La democrazia «obsoleta» di Putin, quella calpestata da Trump, l'ascesa apparentemente inarrestabile delle ultradestre europee, da Vox all’AfD a Le Pen. Ora questo movimento sembra incepparsi, dalla Francia al referendum nostrano, agli Usa. E la caduta di Orbán dà un ulteriore colpo letale
Qualcosa è cambiato. E sarebbe riduttivo restringere all'Ungheria il vento che non è ancora forte come una Bora ma è già sufficiente per spazzare via il ristagno mefitico, la cappa pesante dei nazionalismi che da troppo tempo insisteva sull'Europa e non solo con la sgradevole conseguenza di corrodere anche quell'elemento vitale che conosciamo con il nome di democrazia. È nella Budapest dell'oggi grande perdente Viktor Orbán che era nata la locuzione-ossimoro “democrazia illiberale”, una formula

