«Il rischio maggiore per l’Ucraina è la destabilizzazione interna», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, chiedendo all’occidente di non scatenare il panico nella crisi in corso tra Russia e Ucraina. Zelensky è intervenuto sul tema ieri in una conferenza stampa con i media stranieri, dopo la telefonata con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che, il giorno prima, gli aveva annunciato la «possibilità concreta» di un’invasione russa a febbraio.

La Casa Bianca ha corretto il tiro spiegando che Biden ha semplicemente ribadito quello che sta dicendo da tempo. Intanto la Russia nega di essere impegnata a progettare un attacco, rimanendo pessimista sulla possibilità di risolvere la crisi in corso dopo che gli Usa hanno respinto le principal

Biden ha anche assicurato che gli Stati Uniti e i suoi alleati sono pronti a rispondere con fermezza a un eventuale attacco. Secondo il presidente ucraino, però, la minaccia russa esiste ma la tensione non è maggiore rispetto al 2021. L’obiettivo prioritario, ricorda, è stabilizzare l’economia. «Questo panico, quanto costa al nostro paese?», chiede Zelensky, criticando la narrazione dei paesi occidentali. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sulla linea di Biden, avverte che «la Russia sta continuando ad ammassare unità militari» al confine, confermando che l’Alleanza atlantica è pronta a «dispiegare rapidamente» le proprie forze.

Proseguono invece i tentativi del presidente russo Vladimir Putin di cercare sponde in occidente. Dopo aver tenuto una videoconferenza con le imprese italiane – incontro considerato «inopportuno» dalle istituzioni europee – ieri il presidente ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo francese Emmanuel Macron. I due si sono trovati d’accordo sulla necessità di proseguire un dialogo e sull’urgenza di una de-escalation, come ha reso noto la presidenza francese.

Putin ha però sottolineato che gli Stati Uniti e la Nato hanno ignorato le preoccupazioni e le richieste russe sulle garanzie di sicurezza. Nel frattempo Mosca ha vietato l’ingresso ad alcuni funzionari dell’Unione, in risposta alle «assurde restrizioni unilaterali» da parte dei vertici Ue.

Dall’altro, la presidente della Commissione europea e Biden, in una nota congiunta, si sono dichiarati impegnati per una sicurezza energetica in Europa e in Ucraina, puntando alla «progressiva integrazione» del paese «nel mercato del gas e dell’elettrico europeo».

 

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