I bombardamenti hanno interessato aree residenziali e infrastrutture civili, provocando vittime e feriti. Nel corso degli ultimi sette giorni, l’esercito russo ha impiegato circa 1.400 droni d’attacco, quasi 1.500 bombe guidate e 19 missili di vario tipo
«La Russia deve uscire dall’Ucraina, non vogliamo alcuna guerra. L’Ucraina ha avanzato proposte ai nostri partner chiave, e gli amici di Putin hanno anche sentito da noi che un incontro è possibile e che porre fine a questa guerra è possibile. La Russia deve ora compiere quel passo verso la pace». Queste sono le parole del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio alla nazione in cui ribadisce ancora la possibilità di un incontro diplomatico per arrivare alla pace.
Gli ultimi sette giorni
Nell’ultima settimana l’esercito di Mosca ha preso di mira 15 regioni, conducendo attacchi quasi quotidiani in particolare sulle città di Kherson, Zaporizhzhia, Kharkiv e Sumy. I bombardamenti hanno interessato aree residenziali e infrastrutture civili, provocando vittime e feriti. Nel corso della settimana la Russia ha impiegato circa 1.400 droni d’attacco, quasi 1.500 bombe guidate e 19 missili di vario tipo, compresi vettori balistici, secondo quanto riferito da Zelensky.
Il presidente ucraino Il presidente ucraino ha anche confermato che missili Fp-5 Flamingo hanno colpito con successo ieri sera l'impianto russo Titan-Barrikady a Volgograd. «Ogni impianto di difesa russo che contribuisce alla guerra contro l'Ucraina è un obiettivo legittimo per le nostre sanzioni a lungo raggio», ha affermato.
In uno degli ultimi attacchi ucraini nella città russa di Belgorod c’è stata anche una vittima.
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