Giorgia Meloni ritorna nell'alveo del proprio asse preferito con gli Stati Uniti, nonostante le umiliazioni subite e dopo una veloce fuitina europeista che aveva fatto sperare in una resipiscenza a salvaguardia di quell'entità sovrannazionale di cui volente o nolente facciamo parte
In uno dei weekend più problematici della sua peraltro faticosa storia recente, l'Unione Europea denuncia tutta la sua impotenza ad essere ciò che sarebbe auspicabile fosse. E tradisce la ragione sociale insita nel suo stesso sostantivo “unione” dovendosi arrendere all'ordine sparso e spesso conflittuale dei suoi Stati membri. Si era sperato che, con la dipartita del filorusso di Viktor Orban sconfitto alle elezioni, si potesse finalmente operare in modo compatto e invece l'eterno richiamo del t

