Tra il 15 settembre e il 15 ottobre, a Milano si voterà per le elezioni comunali in cui sarà scelto il nuovo sindaco della città. Il grande favorito è il sindaco uscente, Beppe Sala, sostenuto da una coalizione composta da tutto il centrosinistra.

Il centrodestra ha faticato molto a presentare un suo candidato, anche perché bisognava incastrare nella scelta del candidato, la complicata partita di Napoli. Ma alla fine, è stato scelto Luca Bernardo, medico e direttore del reparto di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli.

Il sindaco manager

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, detto Beppe, ha 63 anni ed un passato da manager in moltissime grandi società. Pur non avendo grandi simpatie politiche, era ritenuto vicino al centrodestra e nel 2009 è stato chiamato dall’allora sindaca di Milano Letizia Moratti nel ruolo di direttore generale del comune, incarico che Sala ha mantenuto per un anno e mezzo.

Moratti e il centrodestra cittadino lo nominano amministratore delegato di Expo 2015 Spa, la società incaricata di realizzare l’esposizione universale di Milano. Ironicamente, sarà questa nomina a portarlo a candidarsi con il centrosinistra, sei anni dopo.

Nel 2013, il presidente del Consiglio Pd Enrico Letta lo nomina commissario straordinario per l’esposizione universale. La manifestazione sarà giudicata un successo per la città e il momento culminante di una fase di rinascita economica e culturale di Milano.

Con l’appoggio dell’allora segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi, Sala si candida a Milano nel 2015 e l’anno dopo, vince al ballottaggio battendo per meno di tre punti percentuali il candidato di centrodestra, Stefano Parisi.

Nei cinque anni di amministrazione Sala, Milano ha continuato a godere della spinta generata da Expo, sono stati portati a compimento numerosi progetti avviati dalle giunte precedenti, comprese quelle di centrodestra, e sono stati avviati nuovi importanti progetti, come la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi.

La pandemia ha colpito duramente la città e alcune uscite infelici hanno appannato l’immagine del suo sindaco. Ma Sala è ancora giudicato di gran lunga il favorito. Negli ultimi anni ha utilizzato interventi di urbanistica tattica, poco costosi e rapidi da eseguire, per creare nuove aree pedonali e piste ciclabili e ha dato una svolta verde alla sua ricandidatura. Anche se la sua vittoria è stata risicata cinque anni fa, oggi ci vorrebbe uno sforzo quasi miracoloso da parte del centrodestra per insidiarlo.

Il caos del centrodestra

Il centrodestra milanese ha fatico a trovare le energie necessarie per riuscire in questo obiettivo. Dallo scorso giugno, più di 25 candidature sono state proposte e bocciate.

Nonostante l’importanza economica e simbolica di Milano, è la città di Berlusconi, di Salvini e dove si trova la storica sede della Lega, la coalizione ha dato l’impressione di non riuscire a trovare un candidato con cui perdere.

Tra i nomi fatti ci sono l’ex sindaco Gabriele Albertini e il deputato Maurizio Lupi. Dal manager ed ex giornalista Roberto Rasia dal Polo al consigliere della camera di commercio americana in Italia Simone Crolla. In un momento di particolare confusione, la Lega ha provato a spingere Oscar Di Montigny, manager della banca Mediolanum, genero del fondatore e amico personale di Berlusconi Ennio Doris e curiosa figura di futurologo new age

Alla fine la scelta è andato nei confronti di una figura moderatamente conosciuta in città e praticamente sconosciuta nel resto del paese: Luca Bernando, pediatra del Fatebenefratelli con un fratello, Maurizio, a lungo senatore del centrodestra e poi passato per breve tempo al Pd. 

Il Movimento silenzioso

Il Movimento 5 Stelle milanese sembra invece l’opposto del centrodestra. Niente fermento, niente voci e soprattutto niente candidati. Alla fine aprile il sottosegretario Stefano Buffagni, il leader nazionale più vicino al Movimento milanese, aveva annunciato che il suo partito avrebbe corso da solo. Da allora però, nessuna candidatura è stata avanzata.

Il sindaco Sala non sembra particolarmente interessato ad ottenere il loro sostegno già al primo turno. «Il Movimento 5 Stelle è in transizione, dico di lasciarli lavorare», ha detto alla fine di giugno. La sua strategia è quella di mantenere con il Movimento un percorso parallelo, ma senza chiudere le porte a una possibile richiesta di sostegno al secondo turno.

Sondaggi

Sono stati realizzati pochi sondaggi pubblici in queste settimane, principalmente perché il loro valore prima della scelta di un candidato di centrodestra era abbastanza relativo. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato realizzato a fine giungo dalla società Tecné e mostra una situazione molto più in equilibrio di quanto il clima in città farebbe pensare. Al primo turno, Sala vincerebbe soltanto di un punto sul candidato di centrodestra: 45 per cento contro 44. Il Movimento 5 Stelle raccoglierebbe il 7 per cento e gli altri candidati soltanto il 4.

Possibili date

La data finale delle comunali non è ancora stata fissata, ma in base alla legge dovranno tenersi tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Tra le date ipotizzate al momento, la più probabile è il 10 ottobre.

© Riproduzione riservata