Il prossimo autunno a Napoli si voterà per le elezioni comunali in cui sarà scelto il nuovo sindaco della città. Sarà un voto particolare sotto molti aspetti. Napoli, ad esempio, è l’unica grande città in cui centrosinistra e Movimento 5 Stelle hanno raggiunto un accordo su un candidato sindaco fin dall’inizio.

Il comune è a un passo dal dissesto finanziario, con circa 5 miliardi di euro debito. Si tratta del lascito più pesante tra quelle lasciate dal sindaco uscente, l’indipendente Luigi De Magistris, che ha governato la città per dieci anni alla guida di una coalizione di sinistra. Cosa fare della sua eredità politica è un altro dei temi che i candidati dovranno affrontare durante la campagna elettorale.

Le coalizioni: candidati e programmi

Partito democratico, Movimento 5 stelle e Leu sostengono Gaetano Manfredi, 57 anni, ex ministro dell’Università nel secondo governo Conte ed ex rettore dell’università di Napoli Federico II, che i principali sondaggi danno come favorito.

La sua candidatura è nata con qualche difficoltà, soprattutto a causa della difficile situazione economica del comune. A maggio, quando l’accordo sul suo nome sembrava ormai raggiunto, Manfredi ha annunciato il suo ritiro dalla corsa poiché, sosteneva, senza una promessa di aiuti economici alla città il nuovo sindaco si sarebbe trasformato subito dopo l’insediamento in un «curatore fallimentare».

La questione si è poi risolta con l’impegno da parte dei leader della coalizione che lo sostiene di approvare in Parlamento una norma che alleggerisca la città di almeno parte dei suoi 5 miliardi di euro di debiti.

Anche il centrodestra ha avuto i suoi problemi in città. Alla fine dello scorso maggio, Catello Maresca, 49 anni, magistrato anti camorra, famoso per aver arrestato il boss Michele Zagaria, ha chiesto l’aspettativa e ha annunciato la sua candidatura.

Salvini lo ha immediatamente appoggiato, ma il resto della coalizione ha mantenuto un atteggiamento piuttosto freddo. A turbarli c’era soprattutto la richiesta di Maresca di presentarsi come candidato totalmente civico, senza simboli di partito nella lista.

Il suo obiettivo dichiarato era raccogliere intorno a sé tutta la buona borghesia cittadina, anche quella di orientamento di progressista, ma che è rimasta insoddisfatta dal radicalismo e dal disordine degli ultimi dieci anni. Maresca inftti si definisce soprattutto in opposizione a De Magistris con cui c’è «discontinuità totale», ha detto in un’intervista a Domani, «Io credo che debbano tornare a occuparsi della cosa pubblica i professionisti, i professori universitari».

Alla fine però le pressioni di Fratelli d’Italia e Forza Italia, che minacciavano di appoggiare un altro candidato, hanno avuto la meglio. Maresca ha accettato la presenza dei simboli di coalizioni (tranne quello della Lega, che per il momento non intende presentarlo) e il 7 luglio, durante un vertice a Roma, i leader della coalizione hanno formalmente appoggiato la sua candidatura.

Attualmente, i sondaggi danno Maresca secondo a una certa distanza da Manfredi.

Gli indipendenti: candidati e programmi

Chi invece resterà di sicuro un candidato indipendente è l’ex sindaco ed ex presidente della regione Antonio Bassolino. A 74 anni, Bassolino ha deciso di candidarsi dopo aver ottenuto la 19esima assoluzione per accusa che gli erano state mosse nel suo periodo al governo della regione e dopo il fallimento delle trattative con il Pd, un partito che aveva contribuito a fondare.

Fino ad ora, Bassolino si è fatto notare soprattutto per una campagna elettorale energica e condotta alla vecchia maniera. L’ex sindaco è costantemente in giro per la città e ha già tenuto decine di comizi in altrettanti quartieri. Come profilo, Bassolino si presenta come un moderato che può insidiare voti tanto al centrosinistra di Manfredi, quanto al centrodestra di Maresca.

Si rivolge a un elettorale completamente diverso Alessandra Clemente, l’unica candidata a rivendicare l’eredità del sindaco De Magistris. Avvocata e attivista anti camorra, Clemente ha 34 anni ed è assessora al patrimonio nell’attuale giunta comunale ed è l’erede designata del sindaco. 

La sua è la candidatura più a sinistra tra le attuali e punta a cercare di ricostruire la coalizione di movimenti che ha condotto per due volte alla vittoria il sindaco de Magistris. Gli iscritti di Potere al Popolo, il partito nato dal centro sociale Ex-Opg, hanno votato per sostenere la sua candidatura all’80 per cento.

Lei stessa ha detto che la sua candidatura rappresenta un’esperienza politica che è opposta «a quella del governo Draghi». Secondo i sondaggi, però, replicare gli exploit di De Magistris è una sfida molto difficile e ci sono poche possibilità che Clemente riesca ad accedere al ballottaggio.

Infine, corre sempre da indipendente anche un ex assessore della prima giunta De Magistris, Sergio D’Angelo. Dal 2011 al 2013 è stato assessore al welfare della giunta arancione prima di lasciare l’incarico come tanti compagni di viaggio dell’ex magistrato. D’Angelo è esperto di politiche sociali e terzo settore, ha fondato e presiede Gesco, il più grande gruppo campano di imprese sociali. Gesco ha numeri importanti con mille soci lavoratori e 3 mila operatori sociali qualificati. Realtà che ha già espresso il suo sostegno al percorso di D’Angelo in nome di una stagione di rilancio e partecipazione. 

Cosa farà il Movimento

Anche la coalizione di centrosinistra ha i suoi problemi: in particolare, l’alleanza con il Movimento 5 Stelle, non sembra solida al 100 per cento. In città, il Movimento 5 Stelle è ancora una forza con cui fare i conti. Anche se non ha mai brillato alle comunali, alle ultime europee ha ottenuto comunque il 40 per cento dei voti. Due dei suoi leader più importanti, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico, sono originari della città o della sua provincia.

Tutto questo rende molto importante capire se il partito e i suoi elettori sosterranno davvero la candidatura di Manfredi, insidiato a sinistra da Clemente e nel suo elettorato storico dalla candidatura di Bassolino.

Il leader del Movimento sostengono Manfredi con apparente entusiasmo, così come la capogruppo in consiglio regionale, Valeria Ciarrambino. Ma parte dei consiglieri comunali del Movimento a Napoli, così come una fetta di attivisti, sono invece nettamente contrari (così come sta succedendo a Bologna).

Matteo Brambilla, capogruppo in consiglio comunale che alle comunali del 2016 ha raccolto poco meno del 10 per cento dei voti, non è stato nemmeno invitato quando Conte, Fico, Di Maio e Ciarrambino hanno incontrato Manfredi in città per la prima tappa della campagna elettorale. 

Brambilla specifica che anche se fosse stato invitato, non avrebbe partecipato. «Dovrei stare con quelli che hanno governato la città negli ultimi vent’anni, con quelli che hanno affossato la città, io devo fare la fine politica di quelli che avevamo detto di combattere? Ma stiamo scherzando?», dice.

Secondo gli ultimi sondaggi, Manfredi è il candidato favorito, poco sopra Maresca e con un accesso quasi garantito al ballottaggio: un segnale che, per il momento, gli elettori del Movimento probabilmente gli stanno dando almeno il beneficio del dubbio. Ma con oltre tre mesi che ci separano dal voto, molto può ancora cambiare.

Sondaggi

Sono due i principali sondaggi pubblici realizzate nelle ultime settimane, uno da Tecné e l’altro da Winpoll. Entrambi restituiscono una situazione molto simile: Manfredi, candidato di Pd e Movimento 5 Stelle è dato primo da entrambi con circa il 40 per cento dei voti. Segue il civico di centrodestra Maresca (dato tra il 20 e il 30 per cento). Poi Bassolino (intorno al 15 per cento), Clemente (intorno al 10 per cento) e infine D’Angelo, dato all’1 per cento.

Possibili date

La data finale delle comunali non è ancora stata fissata, ma in base alla legge dovranno tenersi tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Tra le date ipotizzate al momento, la più probabile è il 10 ottobre.

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